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NOVITÀ EDITORIALI/
Pier Cesare Pellegrino/
Togliatti e la questione
dei prigionieri italiani (alpini
e fanti) nella Russia del
1943 e nell’Italia del 1992.
Edizioni albesi – Alba (Cn), ottobre 2009, pagine 193, euro 18

Testo in http://www.stpauls.it/gazzetta/0942ga/0942ga04.htm


SAGGIO - La vicenda della lettera ritrovata nel ’92


Pier Cesare Pellegrino: Togliatti


e il destino dei prigionieri in Russia


 


di PAOLO RASTELLI


Pier Cesare Pellegrino – albese di origini centallesi, per molti anni alla Periodici San Paolo e responsabile dei servizi speciali di Radio Alba – ha dedicato una parte importante della sua vita e del suo lavoro alla ricostruzione e alla divulgazione – anche attraverso le pagine di Gazzetta – della tragedia dell’Armata italiana in Russia, in particolare delle divisioni alpine, tra le quali la Cuneense. Il suo percorso di ricerca e divulgazione – cosa notevole in un Paese spesso senza memoria o refrattario agli esami dei fatti e degli aspetti peggiori del proprio passato – l’ha portato a scrivere Togliatti e la questione dei prigionieri italiani (alpini e fanti) nella Russia del 1943 e nell’Italia del 1992, uscito in libreria in questi giorni per le Edizioni albesi. Il saggio analizza il comportamento di Togliatti verso i soldati italiani che presero parte all’invasione dell’Unione sovietica e le reazioni seguite, 49 anni dopo, alla pubblicazione della lettera nella quale il "Migliore" spiegava il proprio atteggiamento al dirigente del Comintern Vincenzo Bianco. A quest’ultimo, che gli chiedeva di intervenire per migliorare le condizioni degli italiani, Togliatti rispose, tra l’altro, che aveva «nulla da dire» se un «buon numero di prigionieri» fosse morto. La tragedia loro e delle famiglie sarebbe stata il «migliore antidoto» contro il fascismo.


L’opera di Pellegrino segue due piani: da una parte la vicenda dei fanti e degli alpini nei Lager – dai quali tornarono in diecimila su cinquantamila – e le diverse posizioni dei dirigenti comunisti italiani nell’Unione sovietica del ’43; dall’altra le polemiche tra politici, giornalisti e storici dopo il ritrovamento. Polemiche che arrivarono al «pasticciaccio» quando emerse che il testo della lettera pubblicata era non del tutto completo e corretto. Sullo sfondo il momento di crisi della prima Repubblica.


Pellegrino ricostruisce la vicenda con metodo. Il libro – che sarà presentato in San Giuseppe il 26 novembre – contiene decine di citazioni tratte da giornali e trasmissioni televisive, ricostruzioni e documenti in appendice. Tra questi una scheda dei campi di prigionia nei quali l’Armata rossa internò i soldati e gli ufficiali italiani e una mappa della ritirata del Corpo d’armata alpino. Un lavoro portato a termine con in mente la storia di coloro che furono mandati a combattere – e lo fecero con coraggio – per un motivo sbagliato e senza i mezzi necessari. E che pagarono di persona.


(Gazzetta d’Alba online n. 42 del 10/11/2009, editore San Paolo)


 


 


 


  


 


 


 





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