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Stampa

Editoria/ Top manager
si affidano a carta
stampata, bene Internet.

Per 47% uomini d’affari fonte più affidabile, 27,2% consulta web

Milano, 10 novembre 2009. Il mezzo di informazione più consultato e ritenuto più affidabile dai top manager e dall’elite finanziaria continua ad essere la carta stampata. Ma a registrare i tassi di crescita più elevati è internet, grazie anche al contributo di BlackBerry e telefoni cellulari, sempre più utilizzati come strumenti per aggiornarsi e cercare notizie sul web. Queste le tendenze nella fruizione dei media e delle notizie emerse dalla ricerca “Be Europe 2009″, a cura del Financial Times e che ha coinvolto 456mila top manager di 61mila aziende in 17 Paesi europei. Professionisti non immuni dagli effetti della crisi economica, ma che arrivano a guadagnare in totale 285 miliardi di euro all’anno e gestiscono enormi somme di denaro, pari a circa 3,1 trilioni di euro. Da quanto emerso dalla ricerca, presentata presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con Blei e l’Italy Chapter dell’IAA - International Advertising Association, il Financial Times è la pubblicazione maggiormente letta a livello globale - ogni giorno 71.056 businessmen nel mondo leggono la copia cartacea - tanto che ha visto aumentare il suo lettorato del 20% anno su anno (cresciuto del 9% in 3 anni e raddoppiato in 5). Per quanto riguarda la tipologia di media in Europa la ricerca 2009 rispetto a quella dello scorso anno evidenzia un aumento della fruizione dei media economici e finanziari internazionali così ripartito: +4% stampa, +11% tv e +17% web.


In particolare Internet (27,2%) e carta stampata (47%), seguiti da periodici (17%), televisione (15%) e radio (8%), risultano essere le fonti più affidabili di notizie internazionali, mentre per quanto riguarda la stampa, dopo Financial Times, i giornali più letti sono The Economist e Harvard Business Review. Nel web, il sito più cliccato rimane bbc.co.uk, seguito da ft.com, cnn.com, skynews.com, Bloomberg.com, ed economist.com. Al primo posto invece se si uniscono versioni on-line e cartacea figura il FT, seguito da Economist e National Geographic. A livello di media, invece, il 40% degli intervistati accede ai contenuti via BlackBerry o cellulare, il 36% ha effettuato uno streaming e ha guardato un video in banda-larga, il 30% ha consultato un social network, il 29% ha letto o ha contribuito a un blog e il 16% ha scaricato un podcast.


“In questi anni abbiamo lavorato per ridurre il peso dei ricavi pubblicitari, che sono passati dal 70% al 40% del totale, e potenziare, invece, altre forme di guadagno come gli abbonamenti per le notizie su internet, ma anche l’aumento del prezzo del nostro quotidiano”, ha spiegato Rob Jolliffe responsabile della raccolta pubblicitaria di FT per l’Europa. Guardando avanti, secondo Jolliffe, l’informazione sarà sempre più consultata attraverso i nuovi media come l’Iphone che in pochi mesi ha registrato una crescita impressionante di downloads di applicativi, così come Kindle, il lettore di eBook che secondo Jolliffe “rivoluzionerà le regole del gioco”. (Apcom)


 





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