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Stampa

EDITORIA: CDM VARA
NUOVE NORME PER
L’EROGAZIONE dei
contributi basata sulle
copie dei giornali venduti.
Misure per l’occupazione.
Dpr operativo dal 2011.
STIMATI RISPARMI
PER 12 MLN ANNUI

Roma, 28 ottobre 2009. Una netta semplificazione delle procedure per l'accesso ai contributi diretti e al credito agevolato; l'introduzione del criterio della vendita come modalità di calcolo per l'erogazione dei fondi; la trasformazione delle cooperative in cooperative editoriali; il sostegno all'occupazione giornalistica: sono i capisaldi dello schema di regolamento sull'editoria varato oggi dal Consiglio dei ministri. Slitta l'operatività delle nuove norme: scatteranno dal primo gennaio 2011, anziché dal 2010. Ecco i punti essenziali dello schema di regolamento.


CONTRIBUTI DIRETTI - Il contributo variabile viene calcolato in base al numero delle copie effettivamente distribuite per la vendita (e non più in base alla tiratura, cioè alle copie stampate). Inoltre vengono escluse dal totale le copie vendute in blocco; misura che consentirebbe un risparmio di 2,4 milioni.


COOPERATIVE - La maggioranza dei soci deve essere costituita da dipendenti della stessa cooperativa. Inoltre le imprese editrici di giornali di partito costituite in cooperative speciali prima del novembre 2001 devono confluire nella categoria delle cooperative giornalistiche vere e proprie.


RISPARMI - In base alle simulazioni degli effetti delle misure contenute nello schema di regolamento, effettuate sui contributi erogati a un campione di testate nel 2007 e proiettate su tutte le testate che chiedono i fondi, lo Stato risparmierebbe 12 milioni all'anno, di cui 10 milioni per i quotidiani e 2 per i periodici. Per citare alcuni esempi, con l'applicazione delle nuove norme, Avvenire perderebbe 142mila euro rispetto a quanto ottenuto nel 2007, Libero circa 1,5 milioni, la Padania circa 6.500 euro, l'Unità 23mila euro.


CALCOLO DEI CONTRIBUTI - I meccanismi vengono semplificati e razionalizzati. Per agenzie di stampa e radiofoniche non ci sono variazioni sostanziali rispetto all'attuale normativa. Viene inoltre disincentivato l'acquisto chiavi in mano di pagine o intere parti dei giornali, per favorire sia i risparmi di spesa sia l'occupazione. Sempre a questo fine, viene subordinata l'erogazione effettiva dei fondi all'esistenza, nell'impresa editoriale, di giornalisti e poligrafici dipendenti.


IMPRESE RADIO-TV - Anche in questo campo vengono semplificate procedure e documentazione per l'accesso ai contributi.


CREDITO AGEVOLATO - Procedure semplificate e documentazione più snella si affiancano alla riduzione da due a un anno del termine per completare il progetto per il quale si chiede il finanziamento. In generale, si stabilisce che le erogazioni dei contributi devono essere contenute entro il limite degli stanziamenti disponibili. (ANSA)


 


EDITORIA. FNSI: BUONI PROPOSITI del NUOVO REGOLAMENTO NON BASTANO SE MANCANO 70MLN. È IN GIOCO L'OCCUPAZIONE DI UN MIGLIAIO DI PERSONE


Roma, 28 ottobre 2009. «Il criterio dell'occupazione giornalistica che sta alla base delle linee guida, annunciate dal governo, per il nuovo regolamento dei contributi all'editoria è senza dubbio un' innovazione rilevante. Ma in attesa di conoscere il testo ufficiale del documento occorre intanto fare chiarezza sui finanziamenti effettivamente disponibili per il sostegno del pluralismo. La notizia di una mancata copertura, per il 2008, di 70 milioni di euro preventivati dalle decisioni del Parlamento rischia di vanificare anche il migliore proposito». Lo afferma, in una nota, la Federazione nazionale della stampa italiana. Per la Fnsi, «se il regolamento 'innovativò dovesse intervenire di fronte ad una realtà nel frattempo impoverita di testate e occupazione a causa di obblighi finanziari non mantenuti, ogni novità sarebbe inefficace. È urgente, perciò, -continua l'Fnsi- che il governo batta intanto il colpo che oggi più conta: assicurare gli impegni assunti per legge e sui quali le aziende titolate a ricevere i benefici hanno programmato la loro attività». «La centralità delle questioni -conclude la Federazione nazionale della stampa- è qui, perchè è in gioco l'occupazione di un migliaio di persone, oggi e non tra uno o tre anni quando magari sarà in vigore il nuovo regolamento». (Adnkronos)



 


Editoria - Il Governo approva schema di regolamento. Misure operative dal 2011.


Roma, 28 ottobre 2009. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del consiglio, ha approvato uno schema di regolamento di semplificazione e riordino della disciplina e delle procedure di erogazione dei contributi in favore della stampa e delle imprese radiofoniche e televisive di informazione, materie che sono state oggetto, negli anni, di un frammentario intervento legislativo. È quanto si legge nel comunicato ufficiale trasmesso al termine del Consiglio dei ministri. Le innovazioni più significative - prosegue la nota - riguardano la modifica dei criteri di calcolo del contributo alla stampa, sostituendo la tiratura con le copie effettivamente distribuite per la vendita; l'introduzione di una serie di misure a favore dell'occupazione nel settore giornalistico e nelle agenzie di stampa: l'introduzione del criterio del riparto proporzionale dei fondi. Lo schema sarà trasmesso al parere del Consiglio di Stato e delle Commissioni competenti.   A parte lo slittamento di un anno dell'entrata in vigore (dal primo gennaio 2011), che sarebbe legato a una serie di ritardi anche di natura tecnico-burocratica, lo schema di regolamento approvato oggi dal Consiglio dei ministri non contiene novità rispetto a quello già sottoposto all'attenzione delle commissioni parlamentari e frutto di una consultazione con tutte le organizzazioni del settore. Quattro i punti essenziali del testo: la netta semplificazione delle procedure e delle vie d'accesso ai contributi diretti e al credito agevolato; l'introduzione del criterio della vendita, al posto della diffusione, come modalità di calcolo per l'erogazione dei contributi diretti, elemento di trasparenza e di rigore - nelle intenzioni del governo - che consente insieme un notevole risparmio di fondi; la trasformazione delle cooperative in cooperative editoriali; il sostegno all'occupazione giornalistica, con meccanismi che favoriscono le azienda che creano posti di lavoro o formazione per i giornalisti.





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