Il giornalismo americano è arrivato a una svolta, a un periodo di grandi trasformazioni nel quale l'epoca dei quotidiani più importanti di altri sta rapidamente cedendo il passo a un'epoca nella quale la raccolta e la diffusione d'informazione sono molto più estese. Come del resto sta accadendo anche presso i quotidiani regionali in Gran Bretagna, le fondamenta economiche di molti dei 1.400 quotidiani locali degli Stati Uniti, che a lungo si sono rette sulla pubblicità, stanno crollando. Gli organici dei quotidiani, fonte primaria dell'informazione della carta stampata e online, si stanno sfoltendo.
I giornali americani non spariranno completamente ma rivestiranno un ruolo e una funzione decisamente inferiori nel mondo del giornalismo digitale in rapida e costante evoluzione.
I giornalisti che lasciano i quotidiani hanno dato vita a siti online d'informazione locale in molte città. Alcuni lavorano con i loro concittadini per creare blog di notizie concernenti i vari quartieri. Altri si sono dedicati a progetti di giornalismo investigativo, che spesso si svolgono nei campus universitari. Altri ancora, infine, hanno creato associazioni d'informazione nazionale e internazionale con uno staff relativamente limitato e il concorso di giornalisti freelance, che riempiono i vuoti lasciati dai quotidiani locali che sono stati drasticamente ridotti o hanno eliminato del tutto i corrispondenti nazionali e dall'estero.
A costoro si sono affiancati blogger indipendenti ben informati, specializzati nelle tematiche da loro meglio conosciute, tra le quali vi sono politica, politica estera e istruzione. Molti di questi blog stanno iniziando a diventare fonti influenti d'informazione, e alcuni di essi arrivano perfino ad assumere reporter.
Alcune facoltà universitarie di giornalismo gestiscono proprie associazioni d'informazione, che riferiscono i fatti accaduti nelle comunità circostanti tramite siti web locali e organi d'informazione commerciale. Anche alcune fondazioni filantropiche americane hanno iniziato a divulgare argomenti di loro interesse specifico, e passano poi queste informazioni ai giornali gratuitamente.
Alcune di queste startup di associazioni della stampa e dell'informazione stanno cercando di diventare redditizie, mentre molte altre lavorano come associazioni no-profit grazie a finanziamenti ottenuti dalle donazioni di filantropi, fondazioni varie e lettori, oltre alla sponsorizzazione delle aziende e alla pubblicità, e potrebbero fornire alle comunità una copertura degli avvenimenti grazie a diverse fonti. In linea di massima, però, la stragrande maggioranza delle startup di questo settore, i loro budget e le loro finanze sono relativamente limitati e fragili.
La società americana si trova pertanto alle prese con un fenomeno nuovo e deve assumersi la responsabilità di aiutare il giornalismo, soprattutto quello locale, come già ha fatto - con una spesa considerevolmente maggiore - nei confronti di servizi quali l'istruzione e l'assistenza sanitaria. In un rapporto sui media americani d'informazione commissionato dalla facoltà di giornalismo della Columbia University intitolato The Reconstruction of American Journalism, insieme al mio coautore Michael Schudson suggerisco come sarebbe possibile procedere. Ci servono urgentemente fondazioni e università che aumentino considerevolmente il loro sostegno ad associazioni d'informazione no-profit, comprese quelle che a loro volta forniscono le notizie ai giornali e ad altri mezzi d'informazione commerciale. Nel nostro rapporto suggeriamo altresì che le emittenti pubbliche radiofoniche e televisive americane - che godono del contributo di sovvenzioni governative indirette relativamente piccole tramite la Corporation for Public Broadcasting e di somme molto più ingenti grazie a donazioni di filantropi, corporation e ascoltatori - aumentino considerevolmente la scarna copertura degli avvenimenti locali.
La nostra proposta maggiormente controversa, e che ha animato un vivace dibattito, è quella d'istituire un fondo nazionale per la stampa locale con i soldi che il governo federale raccoglie già, o potrebbe raccogliere, attraverso gli utenti americani delle telecomunicazioni, chi ha una licenza per radio o teletrasmette, o i provider di servizi internet. Le sovvenzioni dovrebbero essere erogate da commissioni indipendenti d'informazione locale alle organizzazioni della stampa per innovare la copertura degli avvenimenti e per dare un adeguato supporto economico. Questo coinvolgimento del governo nel mondo dell'informazione statunitense sarebbe per taluni versi del tutto anomalo, tenuto conto del tradizionale primo emendamento della Costituzione, che garantisce la libertà di stampa. Sarebbe simile tuttavia al coinvolgimento di cui il governo sta dando prova aiutando il mondo dell'arte e della ricerca medico-scientifica tramite enti e istituti indipendenti come quello che stiamo proponendo di creare.
Il giornalismo e il mondo dell'informazione e della stampa, specialmente quelli che chiamano a rispondere del loro operato quanti hanno potere e influenza sulla nazione, sono una parte importantissima per la vita democratica americana. Potrebbe non essere vitale salvare un organo di stampa particolare, ma ciò che più conta è tutelare il giornalismo serio, indipendente e attendibile.
Leonard Downie è vicepresidente del Washington Post
(Traduzione di Anna Bissanti)
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