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Giovanni Negri (“Lombarda”)
spiega ai redattori di Hachette
l’ipotesi di accordo:
“Cigs a rotazione (un massimo di
due giorni al mese per sei mesi);
nessuna "uscita" per sei mesi, poi
esodo per pensionamenti
e prepensionamenti con "indennizzo"
(ancora da quantificare); utilizzo,
per chi lo richiede, del part-time,
quindi volontario; incentivazioni
all'esodo volontario; smaltimento
ferie maturate come da accordi già
in atto; blocco del turn-over e mobilità
interna con ricollocazione dei
colleghi che non hanno
più testate o unità produttive”.

E ancora: “Tagli alle collaborazioni, divieto di utilizzo di stagisti o collaboratori in redazione con contratti anomali. Questo è "l'impianto", ora si tratta di tradurre il tutto in un pre-accordo che sarà poi verificato e ratificato in sede nazionale con Fieg-Fnsi-Alg-CdR e quindi trasmesso al ministero del Lavoro”.

Milano, 21 ottobre 2009. Pubblichiamo la lettera che il presidente della “Lombarda”, Giovanni Negri, ha indirizzato alla redazione di “Gente” e a tutti i  colleghi di Hachette:


Cari colleghi di Gente, vengo a conoscenza del documento che avete diramato oggi. E' necessario chiarirci per bene e lo faccio rispondendovi nel merito.


1) In assemblea abbiamo spiegato nei dettagli l'ipotesi di un accordo che prevede: Cigs a rotazione (un massimo di due giorni al mese per sei mesi); nessuna "uscita" per sei mesi, poi esodo per pensionamenti e prepensionamenti con "indennizzo" (ancora da quantificare); utilizzo, per chi lo richiede, del part-time, quindi volontario; incentivazioni all'esodo volontario; smaltimento ferie maturate come da accordi già in atto; blocco del turn-over e mobilità interna con ricollocazione dei colleghi che non hanno più testate o unità produttive. Tagli alle collaborazioni, divieto di utilizzo di stagisti o collaboratori in redazione con contratti anomali. Questo è "l'impianto", ora si tratta di tradurre il tutto in un pre-accordo che sarà poi verificato e ratificato in sede nazionale con Fieg-Fnsi-Alg-CdR e quindi trasmesso al ministero del Lavoro.


Questa ipotesi di accordo è stata il frutto di cinque riunioni distinte che hanno "smontato" l'ipotesi aziendale che era: cassa integrazione per chi non ha più testata o lavoro e eventuale reintegro a ogni uscita di pensionati o prepensionati, il che voleva dire che quei colleghi, in Cigs da subito, sarebbero rientrati "alla spicciolata", chi fra sei mesi, fra 12 o fra 24, a 1000 euro il mese. Un sindacato, se può, cerca di evitare traumi e di distribuire collettivamente i sacrifici, soprattutto se sono sopportabili.


La nostra ipotesi è dovuta passare attraverso il consiglio di amministrazione di Hachette perché, lo ripeto, rovesciava completamente quella aziendale. Il piano di crisi aziendale ha l'obiettivo di ridurre il costo del lavoro giornalistico di 2 milioni di euro. Lo schema dell'azienda era semplicissimo e "tagliava", il nostro è più complesso ma riduce al minimo i sacrifici secondo un principio di solidarietà.


2) Trovo sgradevole chiamare in causa due membri del CdR perché coinvolti nel prepensionamento. Il loro comportamento è stato ineccepibile. I due colleghi, quando matureranno i requisiti, se ne andranno in prepensionamento come hanno detto in assemblea. Non solo. Il piano aziendale favoriva le loro situazioni personali, eppure hanno dirottato l'ipotesi dell'azienda verso una solidarietà che, appunto, li ha svantaggiati. E questo dovrebbe far capire a tutti la serietà con cui, insieme  a me e a Daniela Stigliano, hanno condotto le trattative. Chi prova disagio e perplessità dica perché prova disagio ed esprima le sue perplessità. Se c'è una cosa che non ho mai sopportato è "il dire-non-dire", le stramaledette chiacchiere da corridoio durante le quali spesso si sprizza veleno. In un momento così difficile credo sia doveroso richiamare tutti al senso di responsabilità.


3) L'assemblea ha votato dando mandato al sindacato di perfezionare l'accordo. In assemblea il sindacato ha risposto a tutte le domade fatte dai colleghi. Ribadisco, abbiamo spiegato tutto quanto, entrando anche nei particolari. Un solo esempio: "Quanto si perde con i due giorni di cassa integrazione al mese?" , è stato chiesto. Abbiamo risposto anche a questo.


4) L'intervento di un collega del CdR sull'aut-aut, prendere o lasciare. Lo abbiamo chiarito. L'azienda ci ha fatto presente che il piano di crisi lo aveva preannunciato ufficialmente ai primi giorni di settembre. Gli incontri tra sindacato e azienda si sono svolti il 3, 11, 16, 21 e 25 settembre e, sempre secondo l'azienda, i tempi si stavano dilatando troppo, quindi era necessario "stringere". E' indubbio che l'azienda ha fatto una forte pressione. Abbiamo risposto che non avremmo fatto nulla prima di sentire l'assemblea che avremmo chiamato ad esprimersi. Terminata l'assemblea di venerdì 16 ottobre siamo andati dalla direzione del personale a comunicare che i colleghi avevano dato a maggioranza il loro assenso all'accordo sull'ipotesi concordata e che ora era necessario "mettere nero su bianco" quanto stabilito verbalmente. L'accordo conterrà esattamente quanto abbiamo spiegato in assemblea. Ci vorrà qualche giorno perché sono impegnato costantemente, e con me la Fnsi, nella gestione di stati di crisi che stanno duramente colpendo il nostro settore.


Un saluto


Giovanni Negri  


presidente dell’Associazione lombarda dei Giornalisti


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La redazione di Gente:
“Disagio e perplessità.
in Hachette Rusconi”


Cassa integrazione per i redattori interessati dalla chiusura  di testate?


Milano, 20 ottobre 2009. La redazione di Gente, nel ribadire la piena solidarietà ai colleghi interessati da chiusura di testata, e nel ricordare di aver sempre  garantito la massima disponibilità per individuare soluzioni non  drammatiche da un punto di vista occupazionale, esprime non poche  perplessità sulle modalità con cui è stato portato avanti l'accordo  tra Cdr Hachette Rusconi e Azienda in merito alle iniziative da  intraprendere per affrontare lo stato di crisi. La redazione di Gente, a maggioranza, tiene a sottolineare quanto segue:


-Solo durante l'assemblea generale che si è svolta venerdì 16  ottobre, alla presenza dell'Associazione Lombarda e della Fnsi, sono  emersi apertamente i contorni dell'accordo, diversi da quelli  prospettati in un primo momento.


-Il fatto che due membri del Cdr non abbiano dichiarato  esplicitamente di essere coinvolti anche a livello personale  nell'accordo in questione prima dell'assemblea generale ha creato  disagio e perplessità.


-Nonostante le ripetute richieste, il mandato al Cdr per concludere  l'accordo con l'Azienda è stato sottoposto al voto dei giornalisti di  Hachette Rusconi senza permettere agli stessi di avere il tempo di  ragionare o confrontarsi per individuare una strada comune ed evitare   inutili e dannose fratture.


-Si lamenta inoltre che, nella medesima data dell'assemblea generale  dei giornalisti Hachette Rusconi, fosse già stato fissato un incontro  tra Cdr e Azienda e che, al momento della suddetta votazione, il Cdr  abbia posto un aut aut all'assemblea lasciando intuire che in caso di voto contrario quel giorno stesso si sarebbe imboccata un'unica strada, la cassa integrazione per i colleghi interessati da chiusura  di testata.


La redazione di Gente





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