Toronto, 19 ottobre 2009. Un elenco interminabile di nomi che nessuno conosce, una lista di date che segnano l'ultimo istante di vita, assassini spietati, conosciuti e impuniti, moventi chiari e assurdi. È questa l'allarmante situazione che ci si trova davanti analizzando i resoconti sulla libertà di stampa mondiale, in questo ventunesimo secolo di armi nucleari e terrorismo, nel quale lettere d'inchiostro pressate sulla carta fanno ancora tremare governi corrotti e organizzazioni segrete. Perché non importa di che natura sia il conflitto, di quale reato si sia coperto il politico di turno, o cosa veramente ci sia dietro un qualunque avvenimento: il compito del giornalista è sempre stato quello di fare domande, andare a fondo e scoprire la verità per poter fornire un'informazione veritiera e completa.
In scenari dove la rivelazione e la diffusione di informazioni non gradite possono essere vitali - guerre, elezioni, spionaggio, solo per citarne alcune - i giornalisti rappresentano, quindi, una categoria scomoda, spesso da eliminare, e per questo a forte rischio.
Il Committee to Protect Journalists (Cpj) e Reporter senza frontiere (Rsf) si occupano della protezione di giornalisti in zone reputate a rischio, e lanciano l'allarme per una situazione che spesso appare fuori controllo, e della quale non si parla abbastanza.
Il Cpj, infatti, calcola che dal 1992 al luglio 2009 sono stati uccisi circa 750 giornalisti in venti Paesi diversi, la maggior parte dei quali lavorava per la carta stampata - giornali di medie dimensioni - e il 72 per cento di loro sono stati vittima di omicidio. Le circostanze più comuni intorno a queste morti "sospette" sono nell'ordine: guerra, inabilità politica, corruzione, crimini e violazione dei diritti umani. Apparentemente niente fuori dall'ordinario. Ma la lista dei Paesi con maggiori vittime, guidata dall'Iraq con ben 139 giornalisti uccisi, segue con l'Algeria, la Russia, la
Colombia, le Filippine e la Somalia - rispettivamente con 60, 50, 41, 35 e 29 vittime - tutti Paesi con gravi problematiche spesso sconosciute all'opinione pubblica. Questo rappresenta il motivo per il quale i giornalisti vengono uccisi, perché nessuno deve sapere
Corriere Canadese - 19 10 09