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Nuovo attacco a Repubblica.
BERLUSCONI: INDUSTRIALI
RIBELLATEVI
CONTRO CHI VI DANNEGGIA

Roma, 13 ottobre 2009. Dopo l’intervento alla festa meridionale del Pdl di domenica scorsa a Benevento, Silvio Berlusconi si sposta al nord. Sceglie di intervenire ieri sera all’assemblea degli imprenditori della Brianza, riuniti presso l’autodromo di Monza, e li invita a ribellarsi contro la campagna denigratoria nei confronti del suo governo perche’ ‘’si traduce anche in danni all’immagine del paese, dei suoi prodotti, delle sue imprese”. Berlusconi indica in ”Repubblica”, il quotidiano diretto da Ezio Mauro, uno dei possibili bersagli di questa ribellione perche’ imbecca i commenti negativi sulla situazione politica italiana della stampa estera: ”C’e’ un giornale italiano che non ha avuto alcun limite nel gettare discredito su di me. Contro questo ci vorrebbe una reazione, una ribellione generale di chi come voi e’ una colonna del sistema produttivo”. Questa volta pero’ non invita esplicitamente gli imprenditori ”a non dare pubblicita’ ai media disfattisti”, come aveva fatto lo scorso giugno partecipando a Santa Margherita al convegno dei giovani industriali. Il presidente del Consiglio rassicura sulla continuita’ dell’azione del suo governo ed evita di rinfocolare la polemica con il Quirinale, che proprio ieri in una nota era tornato precisare la propria autonomia nei confronti del lodo Alfano e della scelta della Consulta: ”Non c’e’ attacco che tenga, andremo avanti. Non si puo’ mettere sullo stesso piano chi attacca e chi e’ attaccato. C’e’ una frangia militarizzata della magistratura che attacca me da quindici anni a questa parte. Vorrei che fosse chiaro”. Berlusconi e’ sicuro che le manovre contro di lui non porteranno a un governo istituzionale, come avvenne nel 1994 con l’incarico affidato a Lamberto Dini: ”Rispetto ad allora ci sono tre differenze: l’alleanza di ferro con Bossi, il Pdl e il consenso dei cittadini che continua a crescere”. Il premier cita i sondaggi: ”Il governo ha la maggiore legittimazione rispetto a tutti i governi occidentali. Siamo al 54% e il sottoscritto al 68,7%, un record storico. Non solo abbiamo la maggioranza in Parlamento, ma in tutti i momenti elettorali successivi abbiamo accresciuto il consenso”. Berlusconi apre di fatto la campagna elettorale in vista delle elezioni regionali del marzo 2010 che saranno una verifica dello stato di salute della maggioranza: ”Abbiamo portato via Roma alla sinistra, abbiamo preso l’Abruzzo, la Sardegna e la Sicilia e con le amministrative siamo passati da 5 a 22 milioni di cittadini amministrati da noi. Nelle regionali avremo un grande risultato di conferma degli italiani nei confronti di questo governo”. Anche in questa occasione, com’e’ avvenuto in altre opportunita’ d’incontro con gli industriali, il presidente del Consiglio propone loro un patto: ”Il governo lavora in perfetta sintonia con gli imprenditori. Dobbiamo approfittare che c’e’ un collega alla guida del governo perche’ e’ in questo momento che possiamo mettere in atto tutte le riforme che sono a vantaggio e a sostegno del nostro lavoro”. Quindi, invita gli industriali a produrre soprattutto benessere. ”Per la democrazia e la liberta’ ghe pensi mi”, conclude in dialetto lombardo. In apertura del suo discorso, Berlusconi aveva elogiato l’intervento con cui Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha introdotto l’assemblea con gli industriali della Brianza definendola ”ministro dell’attuazione del programma honoris causa”. Da qui la sottolineatura di una certa sintonia di opinioni: ”Sentendola parlare mi e’ venuto in mente che non ho un vicepresidente del consiglio. Mi piacerebbe che venisse a farlo lei. Emma sei sempre piu’ brava e noi siamo sempre andati d’accordo”. La presidente di Confindustria aveva preso posizione sul conflitto istituzionale seguito alla bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte costituzionale: ”Credo che in un paese come il nostro, che e’ un paese democratico, una forte dialettica fra le istituzioni sia normale. Rispettiamo il presidente della Repubblica, rispettiamo Giorgio Napolitano, perche’ simbolo dell’Italia”. Stesso rispetto Marcegaglia ha chiesto nei confronti di Palazzo Chigi: ”E’ altrettanto grave l’atteggiamento di chi cerca di delegittimare il governo, sfruttando il lodo Alfano”. Infine, un invito al premier: ”Presidente, non si occupi delle polemiche. Vada avanti con ancora piu’ forza nell’azione di governo. Faccia le grandi riforme e su questo la giudicheremo”. (ASCA)


 





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