GIORNALISTI. INDAGINE ASSOSTAMPA ABRUZZO SU STATO PRECARI
Pescara, 10 ottobre 2009. Fare chiarezza sulla situazione dei giornalisti precari in Abruzzo, analizzare la qualità delle relazioni con le redazioni e le aziende e valutare il grado di soddisfazione: sono alcuni obiettivi dell'indagine condotta dall'Associazione Stampa Abruzzese, i cui risultati sono stati pubblicati nel volume «Identità sospese - indagine sulle condizioni di lavoro di collaboratori e free lance», curato da Patrizia Pennella, consigliere nazionale della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi). Il testo - presentato oggi al Museo Colonna di Pescara, presenti il presidente Fnsi, Roberto Natale, il segretario nazionale, Franco Siddi, e diversi esponenti degli istituti di categoria - raccoglie i dati di 118 questionari rivolti a persone che lavorano nella realtà editoriale abruzzese. Dall'indagine emerge, ad esempio, che il 48,95% delle donne lavora oltre sette ore al giorno e il 15,09% supera le dieci ore. Il 58% degli uomini e il 60% delle donne ha un contratto - generalmente un co.co.co. o soluzioni simili -, ma gli altri non sono garantiti da alcun atto con l'azienda. La maggior parte degli intervistati non è soddisfatta dei compensi. «Uno dei meriti dell'indagine - commenta Siddi - è aver acceso i fari sul crescente fenomeno del precariato giornalistico, che riguarda una parte preponderante degli operatori dell'informazione, in un pericoloso territorio di frontiera, dove la legalità stenta a imporsi e i colleghi sono spesso privi di garanzie, rispetto e considerazione». «Il mondo dei freelance - sottolinea Natale - ha motivo per misurare la distanza enorme che ancora lo separa da un'accettabile precarietà. Il sindacato ne è consapevole, ma questa consapevolezza non può essere indicata come attenuante. La condizione dei collaboratori ripropone l'urgenza di una riforma radicale dell'accesso alla professione». (ANSA).
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