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Cristiano LUCARELLI:
"Potrei chiudere entro dicembre
il Corriere di Livorno".
Redazione: "Il lavoro continua".

Prima di gettare la spugna, però, il 'Corriere di Livorno' farà un altro tentativo: ''Non ci arrendiamo - scrive Lucarelli -. E lanciamo un'altra scommessa: la vendita del giornale ai semafori, con l'utilizzo di strilloni, come già giornali più prestigiosi del nostro (La Stampa e la Nazione) hanno fatto, sperando che questa attività incrementi la diffusione. Voglio avere la coscienza serena di chi ha dato il massimo sempre e comunque, dentro e fuori dal campo, per amore della propria città''.

Livorno, 8 ottobre 2009.  “Attualmente, complice la crisi, le copie vendute al di sotto delle aspettative e lo scarso interesse (per paura di ritorsioni) di imprenditori contattati per affiancarmi in questa avventura, mi hanno fatto riflettere sull’eventualità di cessare le pubblicazioni del Corriere di Livorno entro la fine del 2009″. Era nato il 9 settembre 2007. L’editore-calciatore Cristiano Lucarelli affida l’annuncio-choc della possibile chiusura del suo quotidiano in un editoriale (il primo in due anni di vita) apparso oggi in prima pagina. Ultimo tentativo prima di alzare bandiera bianca, per ammissione dello stesso Lucarelli, sarà quello “di vendere il giornale ai semafori con gli strilloni”. Ma se le copie non aumenteranno, ammette Lucarelli terminando l’editoriale, quello sarà l’ultimo tentativo, poi il giornale chiuderà: “Voglio avere la coscienza serena di chi ha dato il massimo sempre e comunque, dentro e fuori dal campo, per amore della propria città”. Eppure, in questa avventura all’inizio Lucarelli aveva creduto moltissimo fino a fargli dire nell’editoriale rivolto oggi ai lettori che, dopo il boom di vendite del primo giorno si era illuso “di diventare, in un futuro, il successore di Spinelli alla guida del Livorno”. Ma le cose non sono andate come aveva sognato e, scrive nell’editoriale, nonostante abbia “creato una ventina di posti di lavoro tra redazione e concessionaria di pubblicità, con persone assunte per lo più dalle liste di collocamento”, in città il giornale non è stato vissuto come una risorsa per la città, ma solo come “il Corriere di Lucarelli”. “Ho investito - conclude Lucarelli - un milione e seicentomila euro senza ottenere i risultati sperati, non ho più né le forze economiche né morali per andare avanti”. (ANSA)


 


LUCARELLI: CORRIERE LIVORNO POTREBBE CHIUDERE ENTRO 2009 


Livorno, 8 ottobre 2009.  Potrebbe chiudere entro la fine dell'anno il 'Corriere di Livorno', il quotidiano nato il 9 settembre 2007 per iniziativa di Cristiano Lucarelli, attaccante-bandiera della squadra di calcio labronica. Lo annuncia lo stesso Lucarelli, in un editoriale pubblicato oggi. ''Attualmente - scrive Lucarelli - complice la crisi, le copie vendute al di sotto delle aspettative e lo scarso interesse (per paura di ritorsioni) di imprenditori contattati per affiancarmi in questa avventura, mi hanno fatto riflettere sull'eventualita' di cessare le pubblicazioni del Corriere di Livorno entro la fine del 2009''.


Lucarelli è consapevole del fatto che ''dopo la chiusura di molte aziende e di imprese locali con conseguente perdita di posti di lavoro, questa sarebbe un'ulteriore doccia fredda per l'immagine della citta''', pero', precisa, ''dopo aver investito un milione e seicentomila euro in questo progetto senza ottenere i risultati sperati, non ho piu' ne' le forze economiche ne' morali per andare avanti''. Prima di gettare la spugna, però, il 'Corriere di Livorno' farà un altro tentativo: ''Non ci arrendiamo - scrive Lucarelli -. E lanciamo un'altra scommessa: la vendita del giornale ai semafori, con l'utilizzo di strilloni, come già giornali più prestigiosi del nostro (La Stampa e la Nazione) hanno fatto, sperando che questa attività incrementi la diffusione. Voglio avere la coscienza serena di chi ha dato il massimo sempre e comunque, dentro e fuori dal campo, per amore della propria città''. (ASCA)


 


CORRIERE DI LIVORNO.  GIORNALISTI:  CONTINUA IL LAVORO.


Livorno, 8 ottobre 2009.  «Così come ha fatto negli ultimi due anni, la redazione continuerà il proprio lavoro quotidiano per dare a Livorno una voce alternativa, libera e indipendente. Un impegno che molto spesso è andato oltre, e che è sempre stato affrontato con passione, serietà e professionalità, nel pieno rispetto del ruolo e dell'impegno finanziario del fondatore del giornale». Con queste parole la redazione del Corriere di Livorno conferma il proprio impegno verso i lettori per garantire l'uscita del giornale. «I giornalisti del Corriere di Livorno e del Corriere di Cecina e Rosignano intendono rassicurare una volta di più i propri lettori. L'intenzione è quella di dare sempre il massimo (e anche di più) per realizzare la missione di un quotidiano, che è quella di informare e offrire un prodotto sempre migliore, più agguerrito e più completo. Che domani sarà normalmente in edicola». La redazione si augura che l'azienda «percorra tutte le strade per assicurare un futuro al progetto editoriale del Corriere di Livorno e di Cecina e Rosignano». (ANSA).


 





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