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Stampa

ANNOZERO.
MINACCE DI MORTE
A SANDRO RUOTOLO.
INDAGA LA DIGOS.

DICHIARAZIONE DI ALBERTO SPAMPINATO, direttore di "Ossigeno per l'informazione", osservatorio promosso da FNSI e Ordine dei Giornalisti sui giornalisti minacciati e sulle notizie oscurate con la violenza.

Roma, 6 ottobre 2009. Una lettera anonima con minacce di morte per Sandro Ruotolo, il più stretto collaboratore di Michele Santoro per ‘Annozero’. La missiva e’ arrivata al domicilio privato del giornalista e, a quanto si apprende, ci sarebbero indicazioni cosi’ precise e dettagliate da rendere pressoché certo che Ruotolo sia stato pedinato e tenuto d’occhio da parte di sconosciuti che cosi’ hanno mostrato di aver acquisito piu’ elementi di “pressione” nei suoi confronti. Indagini sono in corso da parte della Digos di Roma, cui Ruotolo si e’ rivolto recandosi presso gli uffici di polizia e consegnando la missiva minatoria ricevuta. Nella lettera anonima viene detto inoltre che il giornalista e’ il secondo obiettivo di una lista, che pero’ non comprenderebbe - a quanto sinora si sa - altre persone legate ad ‘Annozero’. “Mi fido degli investigatori, quello che loro dicono mi va bene, sono dei professionisti”, l’unico commento di Ruotolo alla richiesta di informazioni. “Non posso dire di piu’ per ovvie ragioni di riserbo legate alle indagini. L’unica cosa che posso sicuramente affermare e’ che continuero’ a fare il giornalista con la schiena dritta, queste cose non mi fermano”. Da rilevare che l’indirizzo dell’abitazione ne’ il numero di telefono di Sandro Ruotolo compaiono negli elenchi telefonici sul web, un motivo in più per ritenere che il giornalista sia stato effettivamente seguito e sorvegliato fino ad ottenere i suoi recapiti. (AGI)


 


IL CASO RUOTOLO E LE NOTIZIE CHE NON FANNO NOTIZIA


DICHIARAZIONE DI ALBERTO SPAMPINATO, direttore di "Ossigeno per l'informazione", osservatorio promosso da FNSI e Ordine dei Giornalisti sui giornalisti minacciati e sulle notizie oscurate con la violenza


 


Roma, 6 ottobre 2009. Le gravi minacce a Sandro Ruotolo, giornalista di punta di Annozero, e lo stillicidio di casi di cronisti minacciati, due negli ultimi dieci giorni, confermano quanto sia fondato l'allarme lanciato dal nostro osservatorio Ossigeno: in Italia diventa sempre più rischioso raccontare notizie sgradite e verità scomode e perfino criticare personaggi politici dotati di potere. Chi osa farlo deve mettere nel conto ritorsioni, minacce, richieste di risarcimento pretestuose quanto esose. In altre parole, ordini perentori a occuparsi d'altro. E' evidente l'effetto intimidatorio di queste pressioni sull'intera categoria dei giornalisti. Invitiamo a riflettere su un fatto: negli ultimi tre anni nel nostro Paese le minacce e le pressioni indebite hanno colpito almeno duecento giornalisti. Non è di per sé stesso un caso che non se ne parli? Che sfugga alla percezione comune la dimensione enorme di questo fenomeno di condizionamento e oscuramento dell'informazione, che invece è ben presente agli osservatori internazionali? Le minacce ai giornalisti sono infatti una delle ragioni per cui due fra i più autorevoli di essi, Freedom House e Reporters Sans Frontieres, quest'anno hanno declassato l'Italia nella graduatoria internazionale basata sui parametri essenziali della libertà di stampa.


Sandro Ruotolo si occupa da trent'anni di mafia, camorra e consimili, con cronache schiette che non piacciono alle cosche e ai loro amici delle zone grige. Ma le minacce gli sono arrivate solo qualche settimana fa, quando ha cominciato ha occuparsi delle nuove acquisizioni giudiziarie sul famnoso "papello" attorno a cui fu intavolata una trattativa, ancora tutta da chiarire, tra apparati dello Stato e Cosa Nostra. "Non bisogna avere paura e io vado avanti", dice Sandro Ruotolo con il coraggio degli audaci. Dobbiamo aiutarlo ad avere coraggio. Esprimiamo a lui, come a tutti gli altri giornalisti minacciati, una solidarietà attiva e continuativa, invitando tutti i giornalisti a mettersi al suo fianco e  dare la massima visibilità al suo caso.


 





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