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EDITORIA USA:
SCURE SU CONDE NAST,
TAGLI DEL 25 PER CENTO

New York, 28 settembre 2009. Autunno dello scontento a Condé Nast: i revisori dei conti della McKinsey hanno finito il loro rapporto consigliando alla potentissima casa editrice leader mondiale dell’editoria superpatinata, di ridurre del 25 per cento il budget delle principali testate e tagliare drasticamente le ricchissime note spese. Armati del rapporto McKinsey, i manager del gruppo che fa capo alla famiglia Newhouse hanno ordinato alle maggiori testate, da Vogue e a Glamour, da Vanity Fair a Traveler di stringere la cinghia. Come questo possa succedere, dipenderà dai singoli direttori: pare dunque poco probabile che celebrità come Anna Wintour, al timone di ‘Vogue’, o Graydon Carter per ‘Vanity Fair’ le cui riviste vendono lusso, manderanno a casa la macchina con autista sempre a loro disposizione. “Ve la vedete la Wintour che viaggia in metropolitana e scansa i pendolari di Times Square per andare ogni giorno al lavoro?”, ha ironizzato oggi il New York Times dando notizia dei tagli. Ma con la crisi della pubblicità che investe il resto dell’editoria anche a Condé Nast la cultura dei rimborsi a ruota libera dovrà cambiare. Così come dovranno esser prese drastiche decisioni per arrivare ai risparmi richiesti: meno contratti con famosi fotografi, fine dei servizi di moda che duravano giorni di seguito trasformandosi in vacanze di fatto, Oltre, inevitabilmente, a una serie di licenziamenti e alla riduzione della frequenza di certe testate che non raggiungono certe quote di introiti pubblicitari. (ANSA).





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