Palermo, 25 settembre 2009.José Trovato, collaboratore del Giornale di Sicilia da
Leonforte (Enna) è stato minacciato di morte da un mafioso
della sua stessa città detenuto nel carcere di Caltanissetta,
con una condanna (non definitiva) all'ergastolo per duplice
omicidio. Il detenuto ha giurato di fargleila pagare, di
fargli saltare la testa,per alcuni articoli di cronaca sul
duplice omicidio del ... per il quale e' stato condannato al
carcere a vita: l'assassinio a colpi di lupara di un
pregiudicato che gli contendeva il primato nel clan mafioso e
della findanzata che si trovava con lui. I propositi omicidi
del boss sono stati rivelati a Trovato dai magistrati che le
hanno apprese da fonti confidenziali all'interno del carcere.
Il fatto risale allo scorso febbraio, ma è stato rivelato
solo adesso dal giornalista al CdR del giornale per cui
scrive e a Ossigeno per l'informazione, l'Osservatorio sui
cronisti sotto scorta e sulle notizie oscurate promosso
dalla FNSI e dall'Ordine dei Giornalisti. Trovato ha rotto il
silenzio di fronte all'estendersi delle minacce ai suoi
familiari. In questi mesi ha avuto una blanda tutela di
polizia. Adesso probabilmente la protezione nei suoi confronti sarà rinforzata.
La solidarietà della Fnsi
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica: Sicilia, cronista di Leonforte minacciato di morte: solidarietà e iniziative dei colleghi e degli organi di categoria
“La cultura di rispetto che va promossa verso l’esercizio dell’attività della libera stampa è sempre più urgente,
perché sempre più evidente quanti pericoli possa provocare la sottovalutazione delle problematiche e delle difficoltà
dell’attività giornalistica nelle aree di frontiera.L’episodio venuto alla luce oggi, a Palermo, nel corso di un
incontro della Fnsi con l’Associazione Siciliana della Stampa
e i Cdr del Giornale di Sicilia e della Rai, in occasione
della presentazione dell’attività dell’Osservatorio “Ossigeno
per l’informazione” (promosso da Fnsi e Ordine), per
tutelare i cronisti sottoscorta e combattere il fenomeno
delle notizie oscurate è quanto mai inquietante.
Un collaboratore del Giornale di Sicilia, Josè Trovato, da
Leonforte (Enna), ha ricevuto minacce di morte dal mondo
della criminalità organizzata che mira ad ottenere il
silenzio su fatti di cui il cronista doverosamente ha dato conto.
Fnsi, Associazione Siciliana della Stampa, il Cdr del
Giornale di Sicilia, il Cdr Regionale della Rai presenti
all’incontro di oggi a Palermo, esprimono la più totale
solidarietà al collega e, attraverso l’osservatorio Ossigeno,
seguiranno da vicino gli sviluppi della vicenda fornendo ogni
assistenza necessari al collega Trovato affinché le minacce
cessino e la sua attività professionale possa continuare.
Gli organismi sindacali di categoria, tutti insieme, chiedono
alle autorità competenti di assicurare il massimo
dell’attenzione al caso Trovato e di far di tutto per scongiurare qualsiasi rischio.
Gli organismi professionali e sindacali della categoria, inoltre, da Palermo lanciano un messaggio chiaro a quei
settori di malavita che minacciano in modo inammissibile
l’informazione e soprattutto i cronisti locali: non si
illudano di ottenere il silenzio; sappiano che,
collettivamente, la categoria è impegnata a spezzare
qualsiasi tentativo di questo tipo. E tutti i colleghi
minacciati che sinora hanno scelto di non far conoscere le
difficoltà in cui operano in conseguenza di minacce o
aggressioni possono rivolgersi all’Osservatorio Ossigeno
presso la Federazione della Stampa (mail Fnsi:
infofnsi@tin.it) e presso l’Ordine dei Giornalisti.
Lunedì prossimo il problema più complessivo delle violenze e
minacce contro i giornalisti in Sicilia sarà al centro della
riunione del Consiglio Regionale dell’Associazione Siciliana
della Stampa che terrà proprio a Leonforte e a cui interverrà anche il collega Trovato”.