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CHIUDE L'AGENZIA
FOTOGRAFICA
"GRAZIA NERI"
TRAVOLTA DALLA CRISI

di Amedeo Vergani
presidente Gsgiv dell'Alg

Milano, 19 settembre 2009. La gravissima crisi del fotogiornalismo italiano ha travolto anche "Grazia Neri", storica capofila della ristrettissima rosa delle agenzie fotografiche di grande prestigio e di successo, anche commerciale, del nostro Paese. I suoi proprietari hanno infatti deciso  di porre in liquidazione la società.


   Lo ha annunciato in un comunicato  Michele Neri, figlio della fondatrice e attuale direttore dell'agenzia, spiegando che la drastica scelta è stata imposta dal pesantissimo crollo del volume d'affari dell'azienda che nell'ultimo anno ha perso, per via della crisi dell'editoria, il quaranta per cento dei suoi introiti. Questo anche se era stato tentato un salvataggio dell'agenzia con un ridimensionamento radicale dei costi di gestione che aveva portato anche al licenziamento di numerosi dipendenti, passati nel giro degli ultimi mesi da 31 a 18.


   La decisione della chiusura dell'azienda avrà gravissime ricadute sulle decine di fotoreporter italiani che hanno affidato all'agenzia i propri archivi e l'intermediazione del proprio lavoro. Colpiti in particolare i colleghi "gestiti" in esclusiva dalla "Neri"  ( una ventina ) che ora si troveranno in pratica a doversi reinventare un mercato per il proprio lavoro in una realtà economica assolutamente negativa per tutti i giornali e in una situazione occupazionale dove i margini di spazio sono sostanzialmente azzerati. 


   L'azienda era stata fondata nel 1966 da Grazia Neri ed ha sempre basato il suo successo e il suo fatturato prevalentemente sul rilancio in Italia di produzioni e archivi di importanti fotoagenzie straniere. Attualmente ne rappresenta più di 150.


   Grazia Neri, 74 anni, più o meno un anno fa aveva lasciato al figlio Michele il suo posto di comando dell'agenzia.    "E' una lunga storia di successo - ha commentato ieri Cristina Jucker in un articolo su " Il Sole24ore"  - che si esaurisce, sconfitta dalla crisi dell'editoria, della pubblicità, dal taglio dei budget dei giornali non più disposti a spendere per avere belle fotografie o grandi storie raccontate attraverso le immagini".


  Perfettamente d'accordo con lei anche se decisamente molto sorpresi dall'improvviso crollo di un'azienda che, sino all'annuncio di ieri, si presentava come un colosso così solidamente radicato nel mercato del fotogiornalismo, dell'editoria e della fotografia pubblicitaria da riuscire a reggere alla gravità della crisi attuale sicuramente con minori difficoltà dei moltissimi altri che invece, apparentemente più deboli, continuano però a  tener duro sperando nel ritorno di tempi migliori


  Dopo la drastica decisione di Grazia Neri e dei suoi soci, ora c'è invece davvero da credere che per il futuro del lavoro dei fotogiornalisti italiani si stiano avverando anche le previsioni più cupe.


 





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