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RAI. SANTORO A DG:
“SITUAZIONE GRAVE,
NESSUN CONTRATTO
per ANNO ZERO
è stato ancora firmato”.

 


Roma, 8 settembre 2009. A due settimane dalle partenza di Anno Zero nessuno dei contratti dei collaboratori del programma è stato ancora firmato compreso quello di Marco Travaglio: lo dice Michele Santoro in una lettera indirizzata al direttore generale della Rai Mauro Masi e al direttore di Raidue Massimo Liofredi. Il giornalista sottolinea anche che non sono stati diffusi gli spot che annunciano la ripartenza di Anno Zero che è prevista per il 24 settembre. Santoro, in chiusura della missiva, comunica alla dirigenza che “non intende rinunciare a quanto le sentenze stabiliscono”. “E - scrive nell’interesse dell’azienda - mi aspetto che si recuperi il tempo perduto siglando tutti i contratti (e tra essi quello di Marco Travaglio)”. 


Santoro ha scritto a Masi e Liofredi e per conoscenza all’intero consiglio di amministrazione della Rai. “A due settimane dalla partenza di Annozero - scrive il giornalista - nessuno dei contratti dei miei collaboratori è stato ancora firmato. Allo stesso modo, con grave pregiudizio del lavoro preparatorio del programma, non sono stati resi operativi gli accordi con operatori e tecnici che sono essenziali per le riprese esterne e le inchieste. Inoltre, non sono stati diffusi gli spot che annunciano la data di inizio di Annozero. Devo dire - prosegue Santoro - che una simile situazione non si era mai verificata da quando lavoro in televisione, né era mai accaduto che obiezioni e perplessità in materia editoriale si presentassero sottoforma di impedimenti burocratici; perché questo modo di fare non può che minare l’autonomia dell’azienda e le sue finalità produttive”. ‘Nonostante le vostre ripetute assicurazioni di questi giorni e nonostante l’atteggiamento di grande collaborazione da me tenuto - sottolinea Santoro - la situazione non è sostanzialmente cambiata. Mi risulta che anche altri programmi di punta del servizio pubblico, in particolare di Raitre, abbiano gli stessi problemi e si trovino a dover superare ostacoli pretestuosi per la messa in onda. Si tratta di pezzi pregiati che offrono al pubblico importanti motivazioni per continuare a pagare il canone e contemporaneamente risultano tra i più appetibili per la pubblicità in un momento assai difficile per il mercato”. Il giornalista ricorda di aver ricevuto “quasi come un ordine” la decisione di introdurre in Annozero un terzo break pubblicitario. E questo a conferma dei risultati in termini di ascolti per un programma che si finanzia sostanzialmente con le entrate degli spot. “Un’eventuale soppressione del programma - dice Santoro - aprirebbe un buco difficilmente colmabile nella programmazione arrecando un danno ai bilanci della Rai valutabile in decine di milioni di euro”. Dal momento che giornali e agenzie vicini al presidente del Consiglio - scrive ancora Santoro - continuano a diffondere notizie su vostre intenzioni che a me non risultano e che voi non provvedete a smentire, sono costretto a ricordare, a voi prima di tutto ma anche al presidente della Rai e ai consiglieri di amministrazione, che io sono in onda non per le decisioni di un partito ma per una sentenza della magistratura interamente confermata in appello. Perciò pende un procedimento presso la Corte dei conti che vorrebbe attribuire a responsabilità individuali che la Rai ha dovuto accollarsi per le condanne subite. (ANSA).


 





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