Milano, 7 settembre 2009. Il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli ha presentato oggi alla redazione del quotidiano di via Solferino il proprio piano editoriale ringraziando il corpo giornalistico perchè grazie al lavoro svolto negli ultimi mesi è stato possibile frenare molto la perdita diffusionale. È quanto si apprende dal comitato di redazione al termine dell'incontro. De Bortoli ha spiegato alla redazione di voler intervenire ulteriormente sulla differenziazione dell'offerta online e cartacea del quotidiano; concentrare gli sforzi per l'offerta informativa nelle aree del territorio di maggior radicamento, come Milano e la Lombardia e di pensare a una rimodulazione del Corriere per il fine settimana, con un'informazione più ampia al sabato sugli appuntamenti del weekend e una maggior offerta alla domenica di reportage e approfondimenti. Il piano, che verrà presentato da De Bortoli domani anche alla redazione romana, si inserisce nelle trattative per l'accordo sulla richiesta dello stato di crisi per la testata, sul quale è previsto un referendum vincolante della redazione il 15 settembre. (ANSA).
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De Bortoli 'stretto' tra Repubblica e Giornale... il Corsera punta su Milano
Rumor/ Non sono giorni tranquilli in via Solferino. Le ultime vicende di cronaca hanno visto il Corriere della Sera in posizione defilata, quasi invisibile nel bel mezzo della 'guerra' Giornale-Repubblica, 'vittima' dell'inevitabile linea dell'equidistanza professata dal direttore De Bortoli. Secondo quanto risulta ad Affari, tra l'altro, si sta pensando di rendere sempre più 'Milanocentrico' il quotidiano. E intanto in Sardegna il Corsera lo regalano...
Milano, 7 settembre 2009. Non sono certamente giorni tranquilli per il Corriere della Sera e per il suo direttore Ferruccio De Bortoli. Mediaticamente, le ultime vicende di cronaca (caso-Boffo, inchiesta di Bari, caso-Papi, solo per fare qualche esempio) hanno infatti visto protagonisti i concorrenti (su tutti Repubblica, Giornale, Libero, senza dimenticare Avvenire e L'Unità), mentre invece il Corsera fatica a trovare visibilità inseguendo la linea dell'equidistanza e del racconto dei fatti a cui tanto tiene il suo direttore. A rivelare ad Affaritaliani.it che in via Solferino in queste ore ci sarebbe molta preoccupazione, sono state fonti molto vicine alla direzione.
EQUIDISTANZA INEVITABILE - D'altronde, per un quotidiano con l'azionariato 'variegato' del Corsera, diventa quasi impossibile non seguire la cosiddetta linea dell'equidistanza, e pensare a un direttore portatore di opinioni 'forti' (impossibile l'arrivo di 'un' Ostellino, tanto per capirci).
"IL CORRIERE DI MILANO" - Una delle ipotesi a cui in via Solferino stanno pensando è quella di rendere sempre più "Milanocentrico" il quotidiano. D'altronde, si sa, anche a livello pubblicitario la raccolta locale è quella che sta tenendo di più (da noi come negli Stati Uniti, dove lo stesso New York Times dà ampio spazio nella sua prima pagina alle vicende newyorkesi...). La volontà, come una fonte interna al Corsera ha spiegato ad Affari, è quindi quella di fare "il grande giornale di Milano". Ma sarà davvero così?
IL CORSERA? IN SARDEGNA LO REGALANO... - Una curiosità: Affaritaliani.it è venuto a sapere che in Sardegna, nella vipposa Punta Aldia, ai proprietari degli yatch e delle imbarcazioni di lusso ogni mattina il Corriere della Sera viene regalato. In pratica, viene lanciato direttamente a bordo... Un futuro freepress per il Corriere?
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Il salotto buono fa sedere il Corriere
di Giuseppe Morello per www.affaritaliani del 7/9/2009
In via Solferino si sono appisolati visto che da mesi il Corriere della Sera sta facendosi oscurare da Repubblica, che dallo scandalo D’Addario sta traendo il massimo partito. E dire che su quelle notizie il Corriere era arrivato per primo, perdendosi però per strada e lasciando il pallino al diretto concorrente. Da mesi il quotidiano appare grigio, scialbo, non entusiasmante, qualità che sarebbero delle doti, se fossimo nell’800, ma siccome siamo in un mercato veloce, fulminante, e tumultuoso, l’aplomb del Corsera è un limite e lascia intravedere stanchezza, conformismo, piccoli calcoli. Ora il giornale - come riveliamo su Affaritaliani.it - starebbe per perdere altri due pezzi a in partenza per l’Espresso come Fiorenza Sarzanini e Giusi Fasano, due brave giornaliste che non fanno il compitino ma portano notizie pesanti. Forse ci sfugge qualcosa, ma la sensazione è che il Corriere abbia deciso di non farsi notare, di stare sulla scena silenziosamente, facendosi dissanguare da Internet e dai concorrenti, col rischio che questa seconda direzione di De Bortoli venga ricordata come quella di un’agonia lenta e silenziosa, prezzo da pagare per avere un giornale che non rompe troppo le scatole, ma che per questo non appassiona nemmeno i lettori e forse nemmeno i giornalisti che ci lavorano. Il Corriere oggi paga la composizione del suo azionariato. A furia di inzeppare il “salotto buono” di grandi aziende e imprenditori, oggi il giornale di qualunque cosa scriva rischia sempre, in maniera diretta o indiretta, di pestare il callo di qualche azionista e per non farlo preferisce il basso profilo. Talmente basso che ora i migliori se ne vanno.