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MILANO. OPERAIO INNSE
A GIORNALISTI: GRAZIE
PER INFORMAZIONE
PRECISA E PUNTUALE.
DA ART.21 PREMIO GIUNTELLA
AGLI OCCUPANTI
DEL CARRO PONTE.

Articolo di Paragone, risposta di Giulietti

Milano, 12 agosto 2009.  «Quello che non avete fatto in quattordici mesi l'avete fatto adesso, in otto giorni di informazione precisa e puntuale. Vi ringraziamo di cuore. Senza di voi giornalisti, senza i compagni di fabbrica che ci hanno vegliato giorno e notte, senza i tanti amici che hanno partecipato al presidio ai cancelli della fabbrica, non avremmo mai raggiunto questa vittoria». A dirlo, al sito www.articolo21.info, è Massimo Merlo uno dei cinque operai che hanno trascorso una settimana in totale isolamento sul carro ponte della Innse. A lui ed ai suoi compagni Articolo21, riferisce la stessa associazione, ha deciso di assegnare il premio speciale Paolo Giuntella. «Avete fatto tutto voi -commenta Merlo- è grazie alla stampa se il silenzio non ha continuato a circondare la nostra lotta. Decisiva da parte nostra, più che l'azione dimostrativa sul carro ponte che ha mobilitato giornali, radio e tv, è stata la scelta di impedire lo smantellamento dei macchinari... dei mezzi di produzione... se ci portavano via quelli eravamo finiti!». (Adnkronos)


 


LAVORO. INNSE. ART.21:  A OPERAI PREMIO LIBERTÀ INFORMAZIONE.


Milano, 12 agosto 2009. Gli operai della Innse e il loro sindacato e la Fiom «hanno mantenuto la parola data» e sono scesi dalla gru solo dopo aver salvaguardato «la dignità» propria e delle proprie famiglie. Per questo l'associazione Articolo21 ha deciso che nella prossima assemblea nazionale che si svolgerà in autunno gli assegnerà lo speciale premio per la libertà di informazione perchè «con la loro azione hanno contribuito a spezzare i silenzi e i bavagli che stanno tentando di calare sulla questione sociale e su quei giornali e quei giornalisti che non hanno ancora intenzione di piegarsi allo spirito dei tempi e di cancellare tutti i fatti che non piacciono al proprietario di Mediarai». «Ci auguriamo ora - conclude Articolo21 - che i riflettori mediatici vogliano illuminare altre drammatiche situazioni a cominciare da quella di Marcellina». (ANSA).


 


ARTICOLO DEL GIORNO


1-GLI OPERAI DELLA INNSE DI MILANO/ GIANLUIGI PARAGONE, VICEDIRETTORE DI RAIUNO, SCRIVE SU "LIBERO": "HA VINTO LA GRU, HANNO PERSO I SINDACATI". www.blitzquotiadiano.it


"Blitz quotidiano" propone oggi come articolo del giorno una opinione di Gianluigi Paragone, pubblicata sul quotidiano "Libero". Paragone è stato nominato nell'ultima tornata vicedirettore della rete ammiraglia RaiUno. Blitz quotidiano lo propone perchè è emblematico di un modo di pensare e di vedere l'Italia molto diverso da quella che sembra essere l'opinione prevalente nel paese e anche nel Governo.


 


PER SINISTRA E SINDACATI È L'ORA DI ATTACCARSI ALLA GRU


di gianluigi paragone per libero


 


Accordo fatto alla Innse di Milano. Ha vinto la gru. Hanno perso i sindacati. È bastato il ricatto di quattro operai appollaiati otto giorni in cima a un carroponte per sbloccare una situazione che le normali trattative sindacali non erano riuscite a sbloccare. La minaccia del corpo supera lo Statuto dei lavoratori, fa carta straccia della Costituzione e riduce a scemenza il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, fabbriche in testa.


Ma sì, a che servono i sindacati? A che serve regolamentare lo sciopero e tutto quell'armamentario di lotta, quando basta salire su una impalcatura o sul tetto e gridare a squarciagola: se non ci sistemate, ci buttiamo giù? Il rischio è un po' più alto, ma alla prova dei fatti conviene di più. La pensano così anche gli operai della romana Cim che sono saliti su una torre a 37 metri d'altezza per salvare il posto di lavoro. Scenderanno solo a cose fatte.


Altro che salari differenziati, gabbie salariali, decentramento dei contratti: dopo i fatti di ieri la dialettica sindacale cambia volto. Per non dire che si cancella del tutto. Ognuno farà da sé: il massimo dell'autonomia contrattuale. E se saltasse anche quest'ultimo steccato vorrà dire che ci si giocherà il posto in un reality show. Oppure (soluzione estrema) scatterà l'opzione bonzo, cioè darsi fuoco.


I sindacati e i lavoratori esultano per il buon fine delle trattative. Noi no. A noi resta la perplessità di una mossa azzardata, di un precedente che d'ora in avanti sarà inserito nella grammatica sindacale. Non funzionano né i picchetti né lo sciopero? Perfetto, si metterà a repentaglio la vita del lavoratore col consenso del sindacato. Dopo Milano e Roma aspettatevi in batteria manifestazioni della serie "il pericolo è il mio mestiere. Bersani ha salutato questo modello spericolato come "atto eroico", una moderna frontiera del sindacalismo.


E bravi i fringuelli del Partito democratico. Ma come la mettiamo con la sicurezza sul lavoro? Con il pianto greco per le morti bianche? Con le indignazioni a gettone? Domando a lor signori: la sicurezza vale a intermittenza? Ci dicano se è "a norma di legge" una protesta dove si sale su una gru "fino a quando non si risolve la vertenza".


Ieri si è consumato un conflitto tra diritti costituzionali, ossia il diritto alla protesta sindacale e il diritto alla salute. Non si può pensare che abbarbicarsi sulla cima di una gru abbia maggior senso come battaglia sindacale e meno come esposizione al pericolo. I sindacati invece lo hanno fatto, assoggettando il corpo all'ideologia e alla propaganda.


L'epilogo della Innse è una vittoria di Pirro. Ieri ha vinto l'anarchia, ha vinto la dimensione fai-da-te delle vertenze. Al prossimo giro chi volesse rivendicare i propri diritti è libero di saltare quei barbosi rituali sindacali: si legherà a un macchinario, chiamerà col telefonino la redazione di un giornale e darà il via alle danze. Niente più riunioni, niente più volantini, niente più picchetti: l'autogestione diventa totale.


Eccola qui la parcellizzazione dei contratti. Altro che l'anti-sindacalismo dei governi di centrodestra (...non dicevano così?), è bastata una trattativa su una gru per resettare tutto. Chi voleva la fine della corporazione sindacale può alzare i calici: la distruzione è vicina. Ieri il sindacato ha perso un'altra battaglia. Lo statuto dei lavoratori è diventato lo specchio distorto dove Cgil, Cisl e Uil cercano una propria identità. Dopo aver abusato dello sciopero, trasformandolo in strumento di esclusiva lotta politica, ai lavoratori non resta che offrire il proprio corpo.


Finché trovano gente disposta a farlo, il giochino regge. Ma siccome i più giovani non ci pensano lontanamente di consegnare la loro vita al sindacato, la Triplice si squaglierà lentamente. Esattamente come si è sciolta la sinistra. Fa tristezza leggere i commenti e le felicitazioni di una sinistra che si auto-assegna patenti riformiste: evidentemente per Bersani & Company è riformista minacciare una trattativa esponendo il proprio corpo. Ed è sempre riformista disintegrare la contrattazione collettiva a favore di una micro-contrattazione azienda per azienda.


A sapere che bastava così poco per superare le incrostazioni del diritto del lavoro, non avremmo fatto quel gran casino per abrogare l'articolo 18.


Bastava salire su una scala.


 


2 - GIULIETTI CONTRO PARAGONE: "PERCHÉ I MINISTRI PADANI NON HANNO DATO SOLIDARIETÀ ALLA LORO GENTE?"


Bene ha fatto Blitz a dare rilievo all'editoriale del vice direttore di Libero Gianluigi Paragone che, meglio di ogni altro, svela la irritazione "padana" per la lotta vittoriosa degli operai della Innse e del loro sindacato, la Fiom con linguaggio un po' truce degno della destra padronale di altri stagioni Paragone attacca " la triplice " e accusa i lavoratori di aver violato la costituzione e le norme sulla sicurezza.


Parole di fuoco, ma ci sorge spontanea qualche domanda: il diritto al lavoro è un diritto costituzionale? Perché tanto furore per gli operai invece,tanto silenzio per le leggi bavaglio che stravolgeranno la costituzione?


Come mai i ministri padani non si sono recati sotto la gru per esprimere solidarietà alla propria gente? Qualcuno forse era amico del vecchio proprietario che voleva chiudere e vendere l'area? Perché tanto legittimo amore per la prevenzione e la sicurezza non si sono sentiti quando il governo, padani compresi, ha annunciato l'intenzione di devastare il testo unico sulla sicurezza e di rendere più morbide le sanzioni per gli imprenditori senza scrupoli?


La verità è che gli operai di Milano hanno bucato l'oscurità mediatica, riproponendo la questione sociale,vera e propria bestia nera di una destra ottusa e di chi gioca le sue carte solo e soltanto sulla questione etnica,sul dialetto,sulla bandiera regionale,sui tg in dialetto.


Da qui la rabbia di chi vorrebbe cancellare politicamente e mediaticamente la crisi economica e sociale e, soprattutto, le donne e gli uomini che la incarnano.


Ci farebbe infine piacere sapere se il giornalista Paragone,vice direttore di Libero, sia lo stesso che, dopo avere avviato mille campagne, anche fondate, sulla Rai, sia stato di recente promosso vice direttore di Rai1, la rete che un tempo veniva chiamata la rete ammiraglia, quella che dovrebbe garantire tutto e tutti .


La sua nomina, per altro, non ha ricevuto il voto favorevole del presidente garante Galimberti, che ha ritenuto eccessiva una designazione dell'ultimo secondo, dall'esterno e senza giustificata motivazione.


Forse la motivazione è arrivata oggi,con questo editoriale che riprende quasi alla lettera le polemiche di Berlusconi contro gli operai e contro chiunque,Tg3 in testa,osi ancora nominare la povertà e il conflitto sociale.


Dal momento che abbiamo sempre difeso la libera circolazione delle opinioni non chiederemo mai limitazioni di sorta per alcuno,ma ci piacerebbe sapere dalla Rai se questa sarà anche la nuova linea di Rai1 su questi temi e in che modo la Rai medesima intenda invece continuare a illuminare una questione sociale che,di giorno in giorno,si aggrava sempre più.


Non sappiamo se gli "operai appollaiati" sulla gru, per usare l'elegante espressione di Paragone, abbiano vinto o stravinto. Di sicuro hanno dato, insieme con le loro famiglie e i loro compagni, una straordinaria lezione di civiltà e di dignità, umana e politica.


[13-08-2009]


 



 


 






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