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GIORDANO LASCIA,
FELTRI TORNA
AL GIORNALE,
DALLA CARTA
STAMPATA ALLA TV
VALZER DI DIRETTORI.
Virman Cusenza al Mattino

A «LIBERO» COMINCIA LA CACCIA AL DIRETTORE: DA GIANNINO A BECHIS A PARAGONE SI APRE IL «NODO» DELLA SUCCESSIONE AL FONDATORE

Roma, 30 luglio 2009. Nel giorno in cui il cda della Rai non ha formalizzato nessuna nuova nomina rinviando le decisioni alla riunione di lunedì pomeriggio, qualcosa si è mosso invece nell'editoria e nella tv: dopo un'indiscrezione di ieri sera, Vittorio Feltri è stato nominato ufficialmente alla guida de Il Giornale al posto di Mario Giordano che diventa così per ora Direttore delle Nuove iniziative News Mediaset. Virman Cusenza è invece nuovo direttore de Il Mattino, poltrona lasciata vacante da Mario Orfeo da pochi giorni direttore del Tg2. Quello di Feltri a Il Giornale è un grande ritorno: nato a Bergamo nel '43, Feltri ha guidato il quotidiano fondato da Indro Montanelli per tre anni, dal '94 al '97 per poi creare Libero nel 2000, di cui sarà direttore fino al 23 agosto. Come pensa sarà il suo ritorno, dopo un addio non proprio idilliaco? «Mi ero infastidito per un episodio, la questione Di Pietro - ricorda Feltri - ma tutto si risolse e mi lasciai benissimo con la famiglia Berlusconi. Poi, come al solito si fantastica. In realtà ero stanco e avevo voglia di nuovi stimoli, proprio come accade ora: con Libero, la missione è compiuta, il giornale non c'era e l'ho portato in sicurezza». Feltri non si sbottona sui suoi eventuali successori (si fanno i nomi di Franco Bechis, Gianluigi Paragone e Oscar Giannino, ndr) e spiega che il suo impegno è quello «di fare il meglio possibile», con «i conti che vanno sistemati». Feltri assume la direzione de Il Giornale in un momento un pò delicato per Berlusconi: «Per il premier è sempre un momento particolare - dice Feltri - lo seguo dal '94, da quando è sceso in campo e l'ho sempre visto tra mille problemi, stavolta sono problemi di un altro tipo. E poi per un giornale, se una persona è in difficoltà, e uso una parola impropria, è più divertente, stimolante. Altrimenti non mi appassiona, è inutile celebrare messe». Mario Giordano lascia invece la direzione de Il Giornale (aveva sostituito Belpietro nel 2007) per assumere dal 24 agosto l'incarico di 'Direttore delle Nuove iniziative News Mediaset'. Anche per Giordano si tratta di un ritorno: dal novembre 2000 a fine settembre 2007 è stato infatti direttore di Studio Aperto e ha diretto altre due trasmissioni sulle reti Mediaset, Lucignolo e l'Alieno. Ma i rumors lo vogliono destinato a breve ad altro incarico nel biscione, forse al Tg5 che potrebbe essere lasciato a settembre da Clemente Mimun, per Raifiction. Se per Raifiction, come per Raitre e Tg3 si dovrebbe aspettare la ripresa dopo la pausa estiva, un nuovo giro di nomine è all'ordine del giorno del Cda Rai di lunedì. Rimane sicura la partita della radiofonia, delle vicedirezioni dei Tg e Rai Corporation. Mentre le vicedirezioni di Raiuno e Raidue potrebbero slittare così come anche la Tgr, anche se nel Cda c'è chi vuole fare presto. Per il cambio alla direzione de Il Mattino, infine, si è optato per una promozione interna: a sostituire Mario Orfeo alla guida del quotidiano di Napoli, sale Virman Cusenza, fino ad oggi vicedirettore.(ANSA).


 


FELTRI. TORNO A IL GIORNALE NON PER CELEBRARE MESSE


ROMA, 30 LUG  09- «Come sarà Il Giornale? Ancora non lo posso sapere, prima di fare una diagnosi devo guardare il paziente. Molti giornalisti che c'erano quando lo dirigevo sono andati via, e mi sembra anche che i conti vadano sistemati. L'impegno è di farlo il meglio possibile»: queste le battute a caldo, all'ANSA, di Vittorio Feltri, ufficialmente nuovo direttore de Il Giornale dal 24 agosto. Come pensa sarà il suo ritorno, dopo un addio non proprio idilliaco? «Mi ero infastidito per un episodio, la questione Di Pietro - ricorda Feltri - ma tutto si risolse e mi lasciai benissimo con la famiglia Berlusconi. Poi, come al solito si fantastica - aggiunge -. In realtà ero stanco e avevo voglia di nuovi stimoli, proprio come accade ora: con Libero, la missione è compiuta, il giornale non c'era e l'ho portato in sicurezza». Le piacerebbe lasciare la sua creatura a un collega in particolare? «No, non provo questo sentimento», dice Feltri che non si sbottona dunque sul suo toto-successori (si fanno i nomi di Bechis, Paragone e Giannino, ndr). Non pensa di assumere la direzione de Il Giornale in un momento un pò delicato per il premier? «Per il premier è sempre un momento particolare - dice Feltri - lo seguo dal '94, da quando è sceso in campo e l'ho sempre visto tra mille problemi, stavolta sono problemi di un altro tipo. E poi per un giornale, se una persona è in difficoltà - conclude Feltri - e uso una parola impropria è più divertente, stimolante. Altrimenti non mi appassiona, è inutile celebrare messe». (ANSA).


 


LIBERO: IN CORSO TRATTATIVE PER NUOVO DIRETTORE


Milano, 30 LUGlio 09. Sono già in corso trattative da parte dell'editore Giampaolo Angelucci per la nuova direzione di Libero. È la risposta data al cdr del quotidiano che oggi, subito dopo la notizia ufficiale delle dimissioni di Vittorio Feltri nominato di nuovo alla guida de Il Giornale, ha chiesto un incontro urgente con la proprietà. A stretto giro di posta al comitato di redazione è stato fatto sapere che l'editore sta già portando avanti «importanti» trattative e che incontrerà cdr e redazione nei primi giorni della prossima settimana, molto probabilmente martedì. Secondo indiscrezioni, i nomi che circolano per la direzione di Libero sono quelli di Franco Bechis, attuale direttore di Italia Oggi, Oscar Giannino ex direttore di Libero Mercato e Gian Luigi Paragone, vice direttore del quotidiano di viale Majno. (ANSA).


 


A «LIBERO» COMINCIA LA CACCIA AL DIRETTORE.  DA GIANNINO A BECHIS A PARAGONE, SI APRE IL «NODO» DELLA SUCCESSIONE AL FONDATORE


Milano, 30 luglio 2009. Cercasi direttore per «Libero». Come anticipato dall'ADNKRONOS, Vittorio Feltri e Alessandro Sallusti lasceranno il quotidiano di viale Majno per «Il Giornale». Si è aperta quindi, ufficialmente, la corsa al successore di Feltri, che è stato il fondatore di «Libero». I proprietari del quotidiano, la famiglia Angelucci, affronteranno il «nodo» della successione già a partire da domani. Diversi i nomi sul tappeto. Secondo le indiscrezioni che circolano sull'asse Roma- Milano, tra i «papabili» c'è Oscar Giannino, che è stato al vertice di «LiberoMercato», la «costola» economica del quotidiano di Feltri costretta a chiudere i battenti. Giannino, che aveva abbandonato recentemente il giornale, potrebbe essere contattato dalla proprietà. Sul piano interno, altra firma è quella di Gianluigi Paragone, vicedirettore e opinionista di «Libero», già al timone della «Padania». Paragone, il cui nome è stato già speso nel totonomine della Rai al punto da far scrivere a Feltri in un editoriale che se qualcuno lo portava via da «Libero» sarebbe «scorso del sangue», è attualmente in Sardegna e il suo rientro a Milano è previsto per lunedì. Terzo nome è quello di Franco Bechis, già direttore del «Tempo» e attualmente al vertice di «Italia Oggi», che in passato lo stesso Feltri avrebbe voluto portare a «Libero». Tuttavia, non è escluso che al di là dei nomi che hanno preso a circolare in queste ore, da qui al 24 agosto, giorno in cui Feltri apporrà per la seconda volta la sua firma da direttore al «Giornale», la proprietà di «Libero» non abbia tirato fuori un candidato alla successione capace di contrastare un eventuale esodo di lettori fedelissimi del fondatore: un pò come accadde al «Giornale» nel 1994, quando Indro Montanelli lasciò via Negri per fondare «La Voce», emorragia all'epoca tamponata con successo dal tandem Feltri-Belpietro. (Adnkronos)


 


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Scoop di Adnkronos.


FELTRI VERSO


IL RITORNO


AL «GIORNALE»


 


Milano, 29 luglio 2009.  Vittorio Feltri torna al «Giornale»? A quanto apprende l'ADNKRONOS, Feltri sarebbe in procinto di lasciare «Libero», da lui fondato, per tornare al timone del quotidiano di via Negri, attualmente diretto da Mario Giordano. Con Feltri, anche il direttore responsabile di «Libero» Alessandro Sallusti. L'accordo sarebbe imminente.


A quanto apprende l'ADNKRONOS il ritorno di Feltri al «Giornale», che lasciò il quotidiano di via Negri nel dicembre 1997, sarebbe questione di giorni. Secondo indiscrezioni, il fondatore di «Libero» dovrebbe assumere l'incarico ai primi di agosto e la firma del contratto sarebbe ormai imminente. Massimo riserbo al quotidiano di via Negri, dove il direttore Mario Giordano risulta fuori sede.


Massimo riserbo a Milano tra via Negri, sede del quotidiano fondato da Indro Montanelli, e viale L. Majno, sede del giornale fondato da Vittorio Feltri e di proprietà della famiglia Angelucci. Se le indiscrezioni raccolte dall'ADNKRONOS sull'ormai imminente firma del contratto con i vertici del «Giornale» verranno confermate nelle prossime ore, per Vittorio Feltri si tratterebbe di un ritorno dopo la clamorosa uscita nel dicembre 1997, alla quale seguì la direzione di Maurizio Belpietro. Vittorio Feltri inizia la sua carriera giornalistica a 'L'Eco di Bergamo nel 1962, con l'incarico di recensire le prime visioni cinematografiche. Successivamente diventa redattore al quotidiano 'La Notte. Nel 1974 arriva al 'Corriere d'informazione. Dopo tre anni Feltri approda al 'Corriere della Sera, allora diretto da Piero Ottone. Dal 1983 è direttore di 'BergamoOggi ma l'anno successivo ritorna al 'Corriere della Sera come inviato speciale. Nel 1989 assume la direzione del settimanale 'l'Europeo. Nel 1992 assume la direzione de 'l'Indipendente. Feltri rilancia il giornale e ne fa un quotidiano di successo, cavalcando lo sdegno popolare a seguito dell'inchiesta Mani pulite. Nel gennaio 1994 Feltri viene contattato da Paolo Berlusconi, editore del «Giornale», che gli offre la direzione del quotidiano, che Indro Montanelli ha deciso di lasciare. Accetta l'incarico e rimane al timone del quotidiano di via Negri per 4 anni, durante i quali riporta «Il Giornale» in auge. Nello stesso periodo cura una rubrica sul settimanale 'Panorama, collabora con Il 'Foglio di Giuliano Ferrara e con altre testate nazionali, tra cui 'Il Messaggero e 'Il Gazzettino. Il primo settembre del 1998 assume la direzione de 'Il Borghese. L'anno successivo è prima direttore editoriale del Gruppo Monti Riffeser e poi direttore editoriale del 'Quotidiano Nazionale. Il 18 luglio 2000 fonda il quotidiano Libero, una vera e propria sfida, e faticosamente lo impone sul mercato facendo guadagnare al quotidiano veri e propri record di vendita. (Adnkronos)


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