FOTOGRAFIA. CRISI, AGENZIA GAMMA VICINA AL CRAC. RACCONTO' IL '68 E LA GUERRA IN VIETNAM
Parigi, 28 luglio 2009. L'agenzia fotografica Gamma, culla della generazione d'oro dei fotografi parigini che hanno raccontato grandi eventi storici mondiali come il maggio del '68 e la guerra in Vietnam, e' a un passo dal fallimento. I vertici di Eyedea Presse, che gestisce la branca di fotogiornalismo di Eyedea e principalmente la Gamma, si sono riuniti oggi e hanno comunicato ai dipendenti che il futuro dell'agenzia è in dubbio.
Tra due giorni il tribunale fallimentare si pronuncerà sullo stato d'insolvenza, si procederà alla liquidazione o a un piano di risanamento. Eyedea non ha escluso la bancarotta.
Gamma, fondata nel 1966, è la prima delle tre agenzie che finiscono in 'a'(con la Sygma e la Sipa) che hanno fatto di Parigi negli anni '70,'80 e '90 la capitale mondiale del fotogiornalismo.
Tra i suoi piu' grandi fotografi il fondatore Raymond Depardon, che nel videodocumentario 'Reporters' del 1981, mostra i fotografi di Gamma al lavoro durante la campagna presidenziale francese. Poi Gilles Caron, scomparso in Cambogia nel 1970, che scattò la foto più celebre del Maggio francese, quel Daniel Cohn-Bendit sorridente in segno di scherno davanti a un poliziotto. Francoise Demulder fu invece il primo fotografo donna a vincere il World Presss Photo of the Year nel 1976, una sorta di Nobel della disciplina.
Oggi Gamma non dispone neppure del suo archivio, acquistato interamente dall'americana Corbis, soffre la crisi dei giornali e la concorrenza delle agenzie di stampa e di Internet, perde - secondo il quotidiano Le Monde - circa 300.000 euro al mese.
I dipendenti sono 55, di cui 14 fotografi e sono quest'ultimi a rischiare di perdere il posto fisso. "Vogliono solo tenere le unità che non costano niente e che fanno incassare tanti soldi", ha detto un fotografo rimasto anonimo, riferendosi ad altre agenzie fotografiche del gruppo Eyedea che si occupano dei vip e delle celebrità. Questa filiera, che prima finanziava i reportage è ora distaccata e ha preso il nome di Eyedea Exclusive. "Fare sempre di più senza spendere significa la morte del fotogiornalismo - ha aggiunto il fotografo - C'é bisogno di libertà, tempo e riflessione per fare un buon lavoro". (ANSA).
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