News online a pagamento Dagli editori europei una petizione al commissario Ue Reding: rafforzare il copyright contro Google
In una lettera inviata a Viviane Reding,commissario ai Media e alle Telecomunicazioni dell'Unione europea, alcuni dei più importanti editori del continente sostengono che gli aggregatori di news su internet, così come altri siti web, vanificano i loro sforzi per sviluppare un modello di business in Rete
Milano, 10 luglio 2009. Gli editori europei si schierano contro Google News e in genere gli aggregatori di notizie online, chiedendo all'Ue di rafforzare la protezione del diritto d'autore come elemento essenziale per la ricerca di nuove strade per generare ricavi dal web. In una lettera inviata a Viviane Reding, commissario ai Media e alle Telecomunicazioni dell'Unione europea, alcuni dei più importanti editori del continente sostengono che gli aggregatori di news su internet, così come altri siti web, vanificano i loro sforzi per sviluppare un modello di business in Rete, "distogliendo" lettori e investitori pubblicitari.
"Numerosi provider stanno usando il lavoro di autori, editori e broadcaster senza pagarlo", si legge nella lettera indirizzata al commissario Reding; "Sul lungo periodo, questo danneggia la produzione di contenuti di alta qualità e l'esistenza del giornalismo indipendente".La petizione segue altri recenti incontri e prese di posizione sull'argomento, primo fra tutti il vertice degli editori europei tenutosi pochi giorni fa a Berlino e al quale hanno partecipato fra gli altri Rupert Murdoch e Carlo De Benedetti. Tanto il gruppo L'Espresso quanto News Corp. figurano infatti fra i firmatari della petizione, accanto ad Axel Springer, Gruner + Jahr, Lagardere, Independent News & Media, the Daily Mail & General Trust e Burda Media.
A guidare la campagna in Germania è Axel Springer, editore del tabloid Bild; l'obiettivo è quello di creare un sistema di protezione simile a quello che tutela il copyright in ambito musicale e cinematografico, assegnando agli editori un maggiore controllo sull'uso "secondario" del loro lavoro.
Gli editori non dicono che uso vorrebbero fare di questo diritto, ma a quanto sembra un'ipotesi allo studio sarebbe quella di costituire una nuova organizzazione sul modello di quelle che (come la Siae italiana) gestiscono le royalty relative ai diritti d'autore musicali; questa organizzazione potrebbe mettere a punto una speciale licenza che offra l'accesso a pagamento ai siti di news online all'utenza business, mentre ai singoli individui resterebbe consentita la lettura gratuita. In ogni caso, più che chiedere provvedimenti ad hoc, gli editori si appellano all'Ue per un rafforzamento della legislazione vigente in materia.
Non solo: gli editori europei spingono per far sì che Google e altre internet company adottino una nuova tecnologia, chiamata Automated Content Access Protocol, che gestisca su nuove basi la relazione fra contenuti editoriali sul web e motori di ricerca: attraverso questo sistema, infatti, gli editori possono stabilire i termini in base ai quali i motori di ricerca possono utilizzare i loro contenuti. Questo dovrebbe facilitare la remunerazione dei siti web, anche se non mancano i critici secondo i quali il sistema finirebbe per ostacolare inutilmente i lettori. (www.affaritaliani.it)
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