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" MESSAGGERO" IN SCIOPERO: LA FNSI E' PREOCCUPATA. “I 48 esuberi richiesti dall'azienda appaiono una richiesta enorme e meritevole di riconsiderazione”. L'editore: "Dal CdR richieste irrealistiche". FNSI: VERTENZA MESSAGGERO SI VA INASPRENDO.
Roma, 10 luglio 2009. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana segue «con rinnovata preoccupazione la delicata vertenza de Il Messaggero i cui giornalisti sono oggi in sciopero (domani non ci sarà il giornale in edicola) dopo l'assenza di novità aziendali rispetto alle richieste del comitato di redazione per uno sbocco del confronto del piano di crisi e riorganizzazione editoriale. Si tratta di una scelta traumatica che, allo stato, la redazione ha ritenuto inevitabile e che vede il Sindacato impegnato nella tutela dei diritti dei giornalisti e del loro lavoro per un giornale importante e qualificato». «Per lunedì è in calendario da tempo - ricorda il comunicato - un incontro a livello nazionale, con partecipazione di Fieg e Fnsi, nel quadro delle procedure del confronto contrattuale e di legge sui piani che propongono esuberi di personale. La Fnsi sarà presente all'incontro insieme con i colleghi del Cdr e delle Associazioni di stampa interessate per una verifica puntuale di tutti gli elementi di processo di riorganizzazione, con l'auspicio che sia possibile una serena valutazione dell'organico necessario per stabilizzare e far crescere un giornale di qualità e di importante radicamento territoriale: i 48 esuberi richiesti dall'azienda appaiono una richiesta enorme e meritevole di riconsiderazione in relazione al progetto editoriale e alle differenti posizioni dei colleghi interessati». La Fnsi conclude che «Ciascun piano aziendale va analizzato caso per caso e vanno attentamente valutati tutti i fattori della criticità lamentata, tanto più quando sono ipotizzati interventi di riduzione degli organici. È indispensabile un confronto rigoroso e concreto, perchè su piani simili sono indispensabili soluzioni di equilibrio». (ANSA).
STAMPA ROMANA: SOLIDARIETÀ A REDAZIONE E CDR 'IL MESSAGGERO
Roma, 10 luglio 2009. L'Associazione Stampa Romana «è solidale con la Redazione e il Cdr del Messaggero impegnati in una dura vertenza, nella quale più volte è stata respinta la volontà del sindacato di cercare, pur a costo di sacrifici, una soluzione comune rispetto alla richiesta dell'azienda di ricorrere alla normativa che disciplina lo Stato di crisi». È quanto si legge in una nota diffusa dall'Asr. «Nel pomeriggio il Cdr ha deciso di proclamare il primo dei quattro giorni di sciopero che gli sono stati affidati a sostegno di questa vertenza, per non far uscire il giornale domani, sabato 11 luglio. L'azienda, nella trattativa che riprenderà in sede Fieg, ha ribadito la sua richiesta di 48 tagli tra i giornalisti, quasi un quarto dell'organico complessivo della redazione. Oltre a questo, la proprietà del 'Messaggerò intende chiudere due redazioni, quelle di Civitavecchia e di San Benedetto, indicando così la strada di un arretramento nella presenza del territorio, che era ed è tuttora uno dei punti di forza dello storico quotidiano». «Il sacrificio dell'informazione, e quindi del diritto dei lettori ad essere informati, è la strada sciagurata che certi editori perseguono convinti che la qualità non sia una necessità, ma un requisito inutile per i giornali», conclude la nota. (Adnkronos)
CDR MESSAGGERO: SCIOPERATO CONTRO TAGLIO 48 POSTI.
Roma, 11 luglio 2009. Il comitato di redazione del Messaggero «si scusa con i lettori, che venerdì non hanno potuto trovare il giornale in edicola. Abbiamo deciso uno sciopero - spiega il cdr in una nota - in risposta al grave comportamento della società editrice, che ha fatto finta di aprire una trattativa con i giornalisti, per poi ribadire, dopo quaranta giorni di incontri fra le parti, la stessa strage di posti di lavoro, 48, e cioè un quarto dell'intera redazione, indicata all'inizio degli incontri per il piano di crisi». «Una crisi, lo ribadiamo ancora, che certo esiste nell'editoria come in tutto il paese, ma che al Messaggero, giornale strutturalmente sano, capace di produrre 277 milioni di utili dal 2000 ad oggi - sottolinea ancora il comitato di redazione - è stata ingigantita. L'azienda sembra aver fretta di portare la procedura di crisi al ministero del Lavoro, come se fosse certa di poter ottenere tutto quello che vuole». «L'obiettivo dei giornalisti del Messaggero - conclude la nota - è di ridurre il numero dei prepensionamenti, in modo che la redazione possa continuare a garantire ai lettori un prodotto di qualità, e di renderli volontari, principio che tutti i più grandi giornali italiani con i quali il Messaggero si confronta, si sono impegnati a rispettare». (ANSA).
MESSAGGERO. L’Editore: “Dal CdR richieste irrealistiche. Tutti e 48 i giornalisti possono usufruire di pensionamento o pre-pensionamento. Nessuna conseguenza sociale. Il rischio è il ricorso alla cassa integrazione, con serie conseguenze in termini economici per le persone coinvolte”.
Roma, 12 luglio 2009. Il comunicato del Sindacato interno dei dipendenti con contratto giornalistico (CDR) contiene, oltre ad alcune ossessive ripetizioni di informazioni irrilevanti e già contenute in precedenti comunicati, diverse imprecisioni alle quali la Società, per rispetto della pazienza dei lettori, non intende replicare puntualmente. Il CDR continua a chiamare TRATTATIVA quella che è e rimane una PROCEDURA, prevista dalle leggi in vigore con precise modalità e tempi di 25 giorni, superati e quasi raddoppiati per dichiarazione del sindacato stesso. La Società, come puntualmente annunciato dal CDR su queste colonne, era tornata al confronto in sede aziendale su proposta ed in relazione al responsabile e costruttivo atteggiamento del Sindacato nazionale giornalisti (FNSI) al tavolo nazionale dello scorso 1 luglio. Come facilmente prevedibile e previsto, le richieste del CDR si sono confermate irrealistiche, oltre che ingiustificate ed incompatibili con la attuale situazione e le prospettive di mercato. Giova infine ricordare che il piano aziendale non prevede gravi conseguenze di tipo sociale, potendo tutti e 48 i giornalisti coinvolti usufruire di pensionamento o pre-pensionamento.Relativamente alla urgenza di trasferire la procedura in sede ministeriale, la ragione discende dalla drammatica crisi che il settore sta attraversando, della cui entità solo il CDR sembra non rendersi conto.In sede ministeriale la Società non può essere sicura di poter ottenere la approvazione del proprio piano, ma se lo augura vivamente, potendo e dovendo ricorrere, in caso contrario, alla messa in cassa integrazione, con i criteri di legge, di un pari numero di giornalisti, purtroppo, in tale caso, con serie conseguenze in termini economici per le persone coinvolte. (www.senzabavaglio.org)
EDITORIA. FNSI: VERTENZA MESSAGGERO SI VA INASPRENDO
Roma, 17 luglio 2009. ""La vertenza che riguarda la redazione de il Messaggero si va inasprendo sempre più, ma in controluce mostra anche il suo rilievo di questione nazionale nel panorama dell'editoria italiana. Siamo di fronte a un editore impuro che, all'indomani della firma del contratto nazionale, ha avviato un piano di ristrutturazione in varie testate del suo gruppo: il Mattino di Napoli, Il Gazzettino e, appunto, il Messaggero.
Il numero di esuberi indicati nella testata romana, 48, rappresenta un taglio pesantissimo che mette a rischio l'identità stessa del giornale, la sua funzione di organo di informazione nazionale e di punto di riferimento della regione Lazio.
Anche sotto il profilo del conto economico appare del tutto evidente la sproporzione, anche in prospettiva, fra gli effetti di una crisi che attanaglia il settore editoriale e i sacrifici chiesti alla redazione che non possono non avere effetti sulla qualità dell'informazione e sul futuro della testata. L'impressione è che Caltagirone guidi quella parte degli editori che, complici le reali difficoltà, tende a rendere residuale il ruolo dei giornalisti nella fattura del giornale. Ma questo attacco per la sua dimensione e profondità, per i riflessi su una questione come la libertà di informazione, non può non avere riflessi più generali sul ruolo che devono svolgere il dipartimento dell'Editoria, il Ministero del Lavoro e quello del Tesoro. Va attentamente ridefinito il delicato equilibrio fra risorse destinate al settore, agli ammortizzatori sociali e allo sviluppo, parte, quest'ultima, sempre relegata al ruolo di "foglia di fico" dei piani editoriali presentati. Penso che la Fnsi dovrebbe chiedere al Governo una pausa di riflessione, eccezion fatta per i casi di crisi reale, provando a disegnare un percorso alla luce delle risorse disponibili, della loro possibile ricollocazione in una prospettiva di rilancio e modernizzazione del settore". Lo dichiara il segretario dell'Associazione Stampa Romana, Paolo Butturini. (IRIS)
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