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Stampa

INTERCETTAZIONI.
SLITTA L'ESAME del Ddl.
PDL: SOLO RITOCCHI.
IL VOTO DOPO L'ESTATE.
PD: OK RINVIO, MA NO
A RIFORMA BAVAGLIO.

La verità, si fa capire nel Pdl, è che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non vorrebbe far cadere nel vuoto l'appello del Capo dello Stato (attaccato oggi ruvidamente da Di Pietro) a modificare in alcuni punti la norma. Ci sono questioni delicate, come quella che per intercettare ci dovranno essere «evidenti indizi di colpevolezza» anziché «gravi indizi di reato», sulle quali il Quirinale ha chiesto un supplemento di riflessione. La FNSI CHIEDE di essere ascoltata.

di Anna Laura Bussa-ANSA


Roma, 6 luglio 2009. L'Aula di Palazzo Madama esaminerà la riforma delle intercettazioni  dopo la pausa estiva. Lo fa capire la seconda carica dello Stato Renato Schifani in un'intervista a «Il Corriere della Sera». Lo conferma in giornata il presidente della commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli. E ad avvalorare l'ipotesi c'è anche la possibilità («certa ormai al 90%») che il termine per la presentazione degli emendamenti, fissato per domani alle 20 in commissione, slitti a dopo l'estate. «Non posso certo escludere - afferma Berselli - che il ddl intercettazioni arrivi all'esame dell'Aula del Senato dopo l'estate». Domani, avverte, si chiuderà la discussione generale, ma poi sul testo potrebbe aprirsi un confronto serio con l'opposizione che potrebbe portare anche a delle audizioni di «fonti autorevoli». Una tra tutte quella del Capo dell'Antimafia Piero Grasso «che con le sue osservazioni sul provvedimento - sottolinea Berselli - ha introdotto elementi di grande novità». La verità, si fa capire nel Pdl, è che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non vorrebbe far cadere nel vuoto l'appello del Capo dello Stato a modificare in alcuni punti la norma. Ci sono questioni delicate, come quella che per intercettare ci dovranno essere «evidenti indizi di colpevolezza» anziché «gravi indizi di reato», sulle quali il Quirinale ha chiesto un supplemento di riflessione.


Al Colle infatti si teme che si possano bloccare per sempre le indagini contro ignoti e quelle contro la criminalità organizzata. Napolitano, si spiega, chiedendo uno stop alle polemiche in vista del G8 e non infierendo sulla cena tra il premier, il Guardasigilli e i giudici costituzionali Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, avrebbe manifestato disponibilità al dialogo e avrebbe confermato, come osserva Antonio Leone (Pdl), il suo ruolo di «garante degli equilibri istituzionali». Così si preferirebbe dargli ascolto sul punto anziché andare avanti come treni sulla strada dell'approvazione del ddl. «Se ci sono modifiche utili ben vengano», è la precisazione del vice capogruppo Pdl alla Camera Italo Bocchino, ma si ricordi che il testo è già «il frutto di lunga mediazione». Pertanto, si aggiunge nel centrodestra, si punti solo a «piccoli ritocchi». Ed è proprio contro questa possibilità (e cioè che il testo subisca solo «modifiche di facciata») che il leader Idv Antonio Di Pietro protesta tirando in ballo Napolitano: «Lui sta usando una piuma d'oca per difendere la Costituzione dall' assalto di un manipolo numeroso di golpisti». L'affondo scatena la protesta dei poli a cominciare dal segretario Pd Dario Franceschini che invita l'alleato «a non coinvolgere il presidente nella polemica politica».


Intanto la tensione sui contenuti del testo non accenna a smorzarsi. Nel suo terzo seminario dedicato alla Giustizia, il Pd spara a zero contro la riforma definendola «un bavaglio alle indagini e all'informazione». Il professore di Procedura Penale dell'Università di Pavia, Vittorio Grevi spiega che il ddl, così com'è concepito, impedirà di indagare, tra l'altro, su «molti reati di criminalità organizzata, come il pizzo, l'usura e la pedofilia». E in più, il limite di 60 giorni per la durata delle intercettazioni penalizzerà le indagini visto che «le intercettazioni danno frutti solo dopo qualche tempo». La possibilità che l'esame del testo slitti a dopo l'estate, comunque, è salutata con favore dai presidenti dei senatori del Pd Anna Finocchiaro («da Schifani parole sagge») e dell'Udc Giampiero D'Alia («iniziativa opportuna»). (ANSA).


 


INTERCETTAZIONI: FNSI CHIEDE AUDIZIONE IN SENATO SU DDL ALFANO. UNA LETTERA DI SIDDI AL PRESIDENTE BERSELLI:SIAMO PREOCCUPATI E ALLARMATI


Roma, 6 luglio 2009. «Signor Presidente, desideriamo chiedere che la Sua Commissione voglia convocare in audizione questa Federazione in ordine al ddl cosiddetto Intercettazioni, allo scopo di rappresentare le nostre posizioni di preoccupazione e allarme per le norme che limitano o impediscono il diritto di cronaca su come procedono le indagini e su attività investigative». Sono le parole rivolte da Franco Siddi, segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, al senatore Filippo Berselli, presidente della Commissione Giustizia del Senato, in occasione dell'annunciato avvio di un nuovo confronto parlamentare sul provvedimento «Seguiamo infatti, con rispetto -prosegue Siddi- il confronto che si è aperto a livello politico sul ddl Alfano che, trattando la materia delle intercettazioni, tende, a nostro avviso, a introdurre bavagli alla stampa con sanzioni a carico di editori e giornalisti. Certo è augurabile che l'avvio di un nuovo dialogo parlamentare possa consentire ulteriori approfondimenti. Per i giornalisti -conclude quindi Siddi- resta imprescindibile il dovere di informare e il diritto dei cittadini a sapere». «Le norme bavaglio dovrebbero essere cassate dal provvedimento -ha poi dichiarato il segretario Fnsi in altra sede- Da un anno i giornalisti sono in campo per questo e sono stati costretti a proclamare una giornata del silenzio per martedì prossimo. È certamente significativo che tante iniziative di protesta e di promozione di un confronto vero sul merito dei problemi stiano sollecitando un più diffuso ragionamento». (Adnkronos)


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DDL INTERCETTAZIONI. CAPIGRUPPO SENATO: ESAME SLITTA A DOPO LE FERIE


Roma, 7 luglio 2009. La conferenza dei capigruppo del Senato ha confermato lo slittamento a dopo l'estate dell'esame del ddl intercettazioni approvando un nuovo calendario dei lavori dell'aula che prevede, prima della pausa estiva, l'esame del Dpef e, quando arriva dalla Camera, del decreto anti-crisi. Lo ha annunciato il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri.   «Maggioranza e opposizione - ha riferito Gasparri - si sono confrontate alla luce di quanto annunciato oggi dal governo sul ddl intercettazioni e, visto anche l'auspicio del presidente del Senato Schifani di ricercare un'intesa con le minoranze, hanno convenuto sull'opportunità di un approfondimento su una norma che la Camera ha discusso per mesi e mesi». «La decisione di un rinvio - sottolinea Gasparri - fa eco a un dibattito che si è svolto sia a livello politico che istituzionale e il testo licenziato da Montecitorio dà già alcune garanzie contro agli eccessi e l'uso improprio delle intercettazioni e nel contrasto alle attività criminali. Comunque con il rinvio ci sarà un ulteriore riflessione». Alla domanda dei cronisti se prevede la presentazione di modifiche da parte della maggioranza, il capogruppo del Pdl ha precisato: «Non sto proponendo o annunciando modifiche, ma non posso escludere che con un approfondimento ci saranno». «L'aula del Senato - ha aggiunto Gasparri - si occuperà questa settimana del ddl Sviluppo che dovrebbe essere rapidamente licenziato entro giovedì visto che si tratta di esaminare solo le parti modificate della Camera e dopo del Dpef e del decreto sulla crisi che è in prima lettura a Montecitorio». (ANSA).  


 





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