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Relazione 2009.
PRIVACY. GARANTE:
SU INTERNET NUDI
COME ADAMO ED EVA.
TUTELARE CITTADINI
DA PERICOLI della RETE
I DATI SULL'ATTIVITÀ 2008:
524 PROVVEDIMENTI, 321
RICORSI, 21 PARERI.
INTERCETTAZIONI : NO A
SANZIONI AI GIORNALISTI.

di Elisabetta Stefanelli-ANSA


Roma, 2 luglio 2009. Con i nuovi strumenti tecnologici «l'umanità si trova a fare i conti con una nudità totale, che solo Adamo ed Eva nel giardino terrestre erano in grado di sopportare». Lo dice il presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, nella sua relazione annuale al Parlamento dalla Sala Zuccari del Senato. L'Autorità in questo ha il compito di «aiutare le persone a essere consapevoli e ragionevolmente libere di padroneggiare la tecnica e non esserne schiave». Inoltre mutamenti così profondi in corso «ci costringono a ripensare cosa sia e cosa significhi informazione oggi». Ma anche la «pericolosità di un uso sprovveduto e disattento delle nuove opportunità della rete, tanto più grave perchè condotto da operatori dell'informazione». Il fatto è che la rete non cancella la sua memoria e «qualunque fatto del passato viene riproposto nel presente. Il che - spiega Pizzetti - collegato con i motori di ricerca e con la loro caratteristica di decontestualizzare le notizie catturate in rete, provoca problemi inediti, potenzialmente lesivi della vita delle persone». L'impegno del Garante «è la difesa intransigente del diritto dei cittadini al controllo sui loro dati e alla tutela della vita privata». In un mondo «nel quale siamo sottoposti a forme di controllo ogni giorno più invasive e quasi tutto ciò che ci riguarda si trasforma in dati che le moderne tecnologie consentono di schedare, archiviare, incrociare ed utilizzare per gli scopi più diversi e da parte di una pluralità sterminata di soggetti». Quindi per Pizzetti «assicurare a ciascuno il controllo totale sulla propria vita e, dunque, anche sui propri dati personali appare sempre più come l'ultimo sogno dell'uomo contemporaneo». Per la sicurezza nei confronti dei pericoli dei social network arriva poi, tutto dedicato ai giovani, un vademecum «appositamente studiato per consentire a genitori e ragazzi di conoscere meglio questo fenomeno». Il testo, apprezzato dal Ministro della Gioventù, sarà presentato al prossimo G8 dei giovani e grazie alla collaborazione con Poste italiane sarà diffuso nel Paese. Bisogna fare attenzione anche alle mail indesiderate e finanche a dove si buttano vecchi computer e telefonini che potrebbero contenere dati personali. «Più limitato ma non meno innovativo - ha spiegato Pizzetti - il provvedimento col quale abbiamo impartito le regole da seguire per il cd il 'riciclaggiò del materiale informatico e cioè il riuso di computer dismessi o di altri apparati elettronici, quali ad esempio i telefonini, che spesso contengono un numero altissimo di dati personali». (ANSA).


PIZZETTI. RICHIAMI A STAMPA PER GENTE COMUNE


Roma, 2 luglio 2009. Il diritto alla privacy delle persone comuni è più forte e richiama più spesso l'intervento del Garante per la protezione dei dati personali che nei casi delle personalità pubbliche. Lo dice il presidente Francesco Pizzetti al termine della relazione annuale al Parlamento, in merito ai richiami del presidente del Senato Schifani all'informazione. «Noi i rilievi da fare all'informazione li abbiamo fatti - dice Pizzetti - e sono stati nei confronti della tutela di cittadini comuni coinvolti in dolorosi fatti di cronaca o in vicende tragiche come quella di questi giorni a Viareggio. A volte c'e un eccesso di dettagli che offende la vittima rendendola tale per due volte». Il Garante, spiega Pizzetti, chiede di «attenersi al codice deontologico e alla carta di Treviso». Ma non nega che casi simili «si verificano certamente e con una qualche frequenza, violazioni della sfera privata di semplici cittadini. Le regole valgono per tutti ma nel caso delle persone pubbliche casomai sono attenuate. Il cittadino comune quando diventa soggetto di interesse dei media ed è esposto a notizie sulla sua intimità merita una particolare tutela e le regole valgono innanzitutto per le persone private». (ANSA).


PRIVACY. GARANTE:  I DATI SULL'ATTIVITÀ 2008. 524 PROVVEDIMENTI, 321 RICORSI, 21 PARERI.


Roma, 2 luglio 2009. Oltre 520 provvedimenti collegiali adottati, 321 ricorsi, 1058 quesiti a cui si è dato risposta, 21 pareri resi al governo e al Parlamento. Sono alcune delle cifre presentate dal presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, nel corso della esposizione della attività del Garante nel 2008 in corso al Senato. I provvedimenti collegiali adottati lo scorso anno dal Garante sono stati 524. Un incremento rilevante si è registrato nelle «risposte a segnalazioni e reclami», passate dalle 3.078 nel 2007 alle 5252 del 2008. In particolare, si sottolinea nella relazione, i provvedimenti hanno riguardato i settori della telefonia, della sanità, del credito al consumo, internet, giornalismo, videosorveglianza, pubblicità indesiderata. Nel 2008 i ricorsi presentati al Garante sono stati 321, un dato stabili rispetto al 2007, la maggioranza dei quali relativi a banche e finanziarie, datori di lavori pubblici e privati, amministrazioni pubbliche. Sempre lo scorso anno il Garante ha dato risposta a 1058 quesiti posti da soggetti pubblici e privati, in maggioranza riguardanti sanità, trasparenza amministrativa, videosorveglianza, fascicoli personali dei dipendenti. Il Collegio ha reso 21 pareri al governo e al Parlamento, in materia di banche dati e di informatizzazione della pubblica amministrazione, attività di polizia, giustizia, banche e imprese. 500 le ispezioni effettuate nel corso del 2008, un dato che fa registrare una progressione costante. I controlli, si sottolinea nella relazione hanno riguardato diversi settori, in particolare i sistemi di videosorveglianza, gli istituti di credito, l'amministrazione finanziaria, gli operatori telefonici e le cliniche private.  


Sempre nel 2008 si è registrato un aumento del 30% delle violazioni amministrative contestate che hanno raggiunto la cifra di 338. Una parte consistente di queste violazioni ha riguardato le attività promozionali indesiderate o l'attivazione di servizi non richiesti tramite call center. I proventi riscossi a titolo di pagamento delle sanzioni sono passati dagli 814.625 euro del 2007 a 1.062.000 euro nel 2008. Oltre 335.000 euro sono stati pagati per estinguere il reato in materia di misure di sicurezza. Sul fronte dell'attività di relazione con il pubblico l'Urp del Garante ha fatto registrare nel 2008 circa 40.000 contatti, con quasi 20.000 e mail trattate nel corso dell'anno. Nella relazione esposta dal presidente Pizzetti si sottolinea inoltre l'approvazione di importanti linee guida, in particolare, riguardo all'attività dei periti e dei consulenti dei magistrati, l'attività degli amministratori di sistema, le sperimentazioni cliniche dei farmaci, il fascicolo sanitario elettronico. Il Garante ha adottato anche alcuni provvedimenti generali per specifici settori: in particolare, la messa in sicurezza dei dati di traffico telefonico e telematico conservati a fini di giustizia; la rottamazione sicura di pc e cellulari; la semplificazione per imprese e P.a. delle procedure per l'adozione delle misure di sicurezza; la semplificazione degli adempimenti in caso di fusioni e scissioni societarie. Inoltre, è stato varato il Codice di deontologia per le investigazioni difensive, che fissa le tutele per il trattamento dei dati personali dei clienti da parte di avvocati e investigatori privati. Nella relazione si sottolineano alcuni degli interventi più rilevanti che hanno riguardato numerosi ambiti.


Sul fronte delle telecomunicazioni gli interventi hanno riguardato la conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico, misure di sicurezza per le intercettazioni, bollette telefoniche con ultime tre cifre in chiaro. Interventi anche nell'ambito del giornalismo e dell'informazione, in particolare, riguardo alle cronache giudiziarie, tutela dei minori e delle vittime di violenza, notizie su minori adottati, dati sullo stato di salute e sulle vita sessuale, archivi giornalistici on line. Per quanto riguarda le attività di marketing il Garante è intervenuto in ambito di telefonate indesiderate e call center, attivazione di servizi non richiesti, profilazione a fini commerciali di utenti e clienti, 'carte di fedelta« della grande distribuzione. Nell'ambito della publica amministrazione il Garante è invece intervenuto in materia di misure di sicurezza per l'Anagrafe tributaria, accertamenti fiscali, trasparenza degli emolumenti pubblici, interconnessione e sicurezza delle banche dati, redditi on line. Interventi anche sul fronte della sanità, del lavoro, di giustizia e polizia (con particolare riguardo alle misure di sicurezza per gli uffici giudiziari, banche dati dna, ced del Dipartimenti di pubblica sicurezza, periti e consulenti dei giudici, censimento dei nomadi), nuove tecnologie (intervento relativo a Google street view e servizi satellitari, geolocalizzazione, software spia applicabili ai cellulari), scuole e università, vita sociale, sistema impresa.


Sul fronte di internet gli interventi più rilevanti del Garante hanno riguardato Facebook e i social network, i motori di ricerca, l'illegittima conservazione dei dati sulla navigazione in rete, la condivisione di files musicali. Infine nell'ambito del sistema bancario, finanziario e assicurativo, gli interventi più significativi hanno riguardato la semplificazione degli adempimenti per i sistemi di informazione commerciale, l'accesso e utilizzo ai dati dei clienti delle banche, le misure di protezione, i sistemi antifrodi. Nella relazione sull'attività del 2008 del Garante trova spazio anche un capitolo dedicato alla attività internazionale. «Importante» viene definitiva l'attività del Garante nel Gruppo di lavoro comune delle Autorità di protezione europee (WP29) in particolare riguardo ai sistemi Rfid, gli standardi antidoping, la tutela dei minori, le comunicazioni elettroniche, le regole vincolanti di impresa, i dati dei passeggeri aerei. Attività intensa anche nell'ambito delle Autorità di controllo Schengen, Europol, Eurodac e nel WPPJ, il Gruppo di lavoro istituito dalle Autorità garanti europee per la tutela dei cittadini nel settore della polizia, della sicurezza e della gisutizia, che ha visto riconfermato per altri due anni il ruolo di presidenza al Garante italiano. Infine, nel corso del 2008, il Garante ricorda l'organizzazione a Roma della Conferenza dei Garanti europei dedicata alle nuove tecnologie, al fenomeno dei social network e a una effettiva tutela della privacy nel mondo globalizzato. (Adnkronos)


PRIVACY. GARANTE: PRINCIPIO VILLA CERTOSA SI APPLICA A TUTTI


Roma, 2  luglio 2009. Nella sua decisione sulle foto di Villa Certosa il Garante per la protezione dei dati personali ha ribadito «che non è lecito riprendere, senza il loro consenso, persone all'interno di una privata dimora, compreso il parco e gli edifici che ne fanno parte, specialmente quando esse svolgono normali attività di vita sociale o di relazione». Lo spiega il presidente Francesco Pizzetti nella sua relazione annuale al Parlamento, sostenendo che «questo principio si applica a tutti, indipendentemente dalla notorietà e che comporta la illiceità delle foto e il conseguente divieto della loro diffusione. Un principio che non viene meno neppure in ragione della qualità pubblica della o delle persone che abitano o frequentano una privata dimora». Aggiunge il presidente che «contestualmente abbiamo confermato l'utilizzabilità delle foto relative a persone pubbliche, o di oggettivo interesse pubblico, riprese in luoghi pubblici o aperti al pubblico».(ANSA).


INTERCETTAZIONI. GARANTE PRIVACY: NO A SANZIONI GIORNALISTI.


Roma, 2 luglio 2009. «Per quanto riguarda le nuove regole relative ai limiti della pubblicabilità delle informazioni acquisite e trattate dai giudici » il Garante per la protezione dei dati personali ritiene opportuna una nuova disciplina, ma «ribadisce perplessità sul ricorso a sanzioni penali a carico dei giornalisti». Lo ha detto il presidente Francesco Pizzetti nella sua relazione annuale al Parlamento, quest'anno nella Sala Zuccari al Senato. «Peraltro - aggiunge - non tocca all'Autorità fissare le regole che presiedono al rispetto della libertà di informazione garantita dalla Costituzione, se non quando siano concretamente in discussione eventuali e puntuali violazioni della riservatezza dei cittadini». A suo avviso infatti «non c'è ragione di ritenere che la regolazione in via generale della libertà di stampa abbia una diretta e immediata connessione con la tutela della privacy, che deve essere sempre valutata caso per caso».(ANSA).


 





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