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Stampa

BERLUSCONI.
Il Gip sardo ordina
il sequestro delle 5mila
foto scattate da
Antonello Zappadu.
Il provvedimento vale
soltanto in Italia.

Roma, 24 giugno 2009. Il sequestro delle cinquemila foto attraverso le quali Antonello Zappadu ha "seguito a distanza" negli ultimi tre anni i ricevimenti di Silvio Berlusconi a Villa Certosa, ordinato dal gip del tribunale di Tempio Pausania, in Sardegna, non impedisce la pubblicazione delle immagini a chi ne fosse già in possesso. Ciò che ne blocca la


diffusione, ma soltanto in Italia, è invece il provvedimento dell'Autorità


Garante dei dati personali, emesso nei giorni scorsi a seguito della


pubblicazione di alcune immagini sul settimanale Oggi. Il decreto firmato


dal gip di Tempio Pausania, Vincenzo Cristiano, su richiesta del pm Elisa


Caligaris, che ha a sua volta ricevuto il fascicolo dalla procura della


Repubblica di Roma, ha invece una "portata" assai più limitata e non


comporta alcuna sanzione per i giornali che dovessero pubblicare ugualmente


le immagini, a patto che le abbiano ricevute in "tempi non sospetti". Il


magistrato ha infatto disposto il sequestro delle foto in quanto "corpo di


reato" rispetto all'accusa di "illecita interferenza nella vita privata", un


delitto previsto dall'articolo 615bis del codice penale punito con la


reclusione da 6 mesi a 4 anni. Il sequestro pertanto impedisce, da questo


momento in poi, al fotoreporter Zappadu di disporre delle immagini. Non può


venderle e non può nemmeno pubblicarle. Ma se a pubblicarle è una diversa


persona, che magari ha acquistato o comunque ricevuto legittimamente una


copia di quelle immagini quando non erano ancora sotto sequestro, non è


prevista alcuna sanzione automatica. In pratica, il provvedimento di


sequestro per essere eseguito nei confronti di chi le abbia acquistate deve


prima individuare tali soggetti. In secondo luogo, se si tratta di società o


persone residenti all'estero (lo stesso Zappadu ha dichiarato di aver ceduto


le foto ad un'agenzia della Colombia), per essere eseguito il decreto del


gip deve prima sottoporsi ad una complessa procedura di


"internazionalizzazione" che passa per il ministero della Giustizia e per


l'Interpol. Infine, in concreto, l'esecuzione sarebbe comunque impossibile


in quei Paesi, come la Colombia, con i quali i trattati bilaterali non


prevedono cooperazione giudiziaria. In sostanza, il provvedimento del gip di


Tempo Pausania non può essere "immediatamente operativo" nei confronti, come


si dice in gergo tecnico, di "soggetti estranei al procedimento penale". E


un eventuale editore, sia italiano che straniero, o agenzia fotografica, non


è in alcun modo, al momento, coinvolto nell'inchiesta avviata nei confronti


di Zappadu per illecita interferenza nella vita privata del premier.


Naturalmente, in caso di pubblicazione delle immagini, i legali di


Berlusconi avranno tutto il diritto di chiedere il sequestro della


pubblicazione o, se si tratta di siti Internet, l'oscuramento del sito o la


rimozione delle immagini "incriminate". Una richiesta già accolta dal


Garante della Privacy ma anche in questo caso il provvedimento del Garante


non può avere efficacia diretta e automatica nella "sfera giuridica", come


si definisce tecnicamente, di un editore non italiano o del gestore di un


provider o di un server Internet che si trovi al di fuori del territorio


nazionale. In conclusione: il sequestro non impedisce la pubblicazione delle


foto, né in Italia né all'estero, se chi le pubblica le ha ricevute nei mesi


scorsi. In Italia il divieto di pubblicazione è conseguenza del


provvedimento del Garante e dunque era valido già nelle scorse settimane


indipendentemente dal decreto di sequestro. (Velino)


 


BERLUSCONI. FOTO ZAPPADU. GIP TEMPIO DISPONE SEQUESTRO.


Cagliari, 24  giugno 2009. Dovranno essere sequestrate le fotografie, del fotoreporter Antonello Zappadu. L'ha disposto il giudice delle indagini preliminari di Tempio Pausania, Vincenzo Cristiano, accogliendo l'istanza del pm Elisa Calligaris, secondo la quale le immagini sono il risultato di una condotta illecita con intrusione nella vita privata di Silvio Berlusconi e dei suoi ospiti, attraverso un potente teleobiettivo che di fatto avrebbe violato privacy all'interno di Villa Certosa. La notizia - anticipata oggi dal quotidiano L'Unione Sarda - è stata confermata dall'avv. Franco Luigi Satta, che affianca nella causa Nicolò Ghedini. «È stata accolta la nostra richiesta di sequestro delle oltre cinque mila foto di cui in più occasioni ha parlato Zappadu e di quelle eventualmente in suo possesso riconducibili alla medesimo comportamento - ha spiegato il penalista sardo che ha appreso stamani in Tribunale della decisione assunta nella tarda serata di ieri dal Gip -. Se le foto si dovessero trovare realmente in Colombia sarà però difficile eseguire il provvedimento». Il fotoreporter - che ha detto al telefono di non essere stato ancora informato della decisione del Gip - aveva, infatti, reso noto nei giorni scorsi che tutti gli scatti erano stati ceduti a un'agenzia con sede in Colombia. Il 18 giugno gli atti dalla Procura di Roma sono stati trasferiti a quella tempiese e nel fascicolo si ipotizzano i reati di violazione della privacy e tentata truffa. A questi i legali del premier hanno aggiunto il provvedimento del garante per il trattamento dei dati personali. (ANSA).


 


BERLUSCONI, GIP TEMPIO PAUSANIA DISPONE SEQUESTRO FOTO ZAPPADU.  INTANTO LEGALE DEL FOTOGRAFO ANNUNCIA QUERELA AL PREMIER ED EMILIO FEDE.


Olbia, 24 giugno 2009. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tempio Pausania, Vincenzo Cristiano, accogliendo l'istanza del procuratore Elisa Caligaris, ha disposto il sequestro delle fotografie di Villa Certosa a Porto Rotondo (Olbia Tempio) scattate da Antonello Zappadu. «Se fosse vero che le foto sono in Colombia - spiega all'ADNKRONOS l'avvocato di Sassari, Franco Luigi Satta, che affianca Niccolò Ghedini, il legale del premier Silvio Berlusconi - potrebbe restare un provvedimento virtuale. Ma almeno è un provvedimento carico di significato di principio e che impedisce ulteriormente la diffusione di questi scatti in Italia». Per il legale la decisione del Gip «conferma quindi quanto stabilito sia dal Garante che dal Tribunale di Milano per i quali non si può entrare nella privacy altrui, nè invadendo fisicamente il domicilio, nè dall'esterno con l'uso di potenti teleobiettivi». Intanto, l'avvocato del fotografo Zappadu, Angelo Merlini, annuncia all'ADNKRONOS che sta preparando due querele per diffamazione. La prima è contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, perchè nel primo ricorso al Garante avrebbe affermato, «mentendo», che Zappadu era stato già condannato in via amministrativa per le foto di Villa Certosa. La seconda è contro il direttore del Tg4, Emilio Fede, perchè avrebbe offeso pubblicamente il fotoreporter. (Adnkronos)





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