MEDIA: CRESCONO IN PAESI ARABI MA MANCANO TALENTI E KNOW-HOW A MILANO PARLA L'AMMINISTRATORE DELEGATO DI ARAB MEDIA GROUP
Milano, 24 giugno 2009. Nei 22 paesi arabi i media hanno avuto un grande sviluppo in pochi anni, arrivando a un centinaio di radio, 150 giornali e quasi 600 canali televisivi. E' emerso dal seminario 'Osservatorio sui Media nel Mediterraneo', durante il quale sono state analizzate anche le opportunità di investimento nel settore per le aziende italiane. "Quello che ci manca sono i talenti, il know-how, dato che gran parte dei nostri contenuti sono importati dall'estero" ha osservato Abdullatif Al Sayegh, amministratore delegato di Arab Media Group, durante i lavori organizzati da Promos, insieme alla Regione Lombardia. Un ruolo chiave lo giocano i nuovi media, perché, ha spiegato Al Sayegh, nel mondo arabo il 59,6% della popolazione si informa via internet, il 56,6% con la televisione e il 47,5% con i giornali: "Bisogna essere innovativi e tenere conto di come il mondo sta cambiando". Così è successo in Giordania, ormai definita la Silicon Valley araba, e negli Emirati Arabi, in particolare a Dubai, dove "c'é un'enorme penetrazione di media digitali, grandi infrastrutture e facilità di business - spiega Mohammad Abdullah, direttore di Dubai Media City - e dove il 90% degli abitanti ha internet a
casa". (ANSA).
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