Milano, 12 giugno 2009. Se trovera’ puntuale esecuzione il piano predisposto dalla casa madre Rcs, illustrato per la prima volta ieri ai rappresentanti sindacali, saranno 90 le unita’ redazionali che tra prepensionamenti, mancati rinnovi e cassa integrazione lasceranno gli uffici di via Rizzoli. Secondo quanto si apprende da MF, sara’ drastica la cura per recuperare efficienza nella struttura che soffre di piu’ all’interno del gruppo editoriale. In particolare, durante la lunga riunione svoltasi ieri mattina il d.g. della Periodici, Matteo Novelli, e il capo del personale, Vito Ribaudo, si sono confrontati con 18 esponenti dei comitati di redazione sul piano di efficientamento studiato per la divisione che fonda su una decisa revisione di gran parte di settimanali e mensili di proprieta’, compresi quelli delle controllate Sfera, Abitare Segesta e Rizzoli Publishing Italia.
Le soluzioni prospettate dai manager di via Rizzoli sono 40 prepensionamenti, 15 mancati rinnovi di contratti a termine e 35 persone in cassa integrazione straordinaria. Una soluzione, quest’ultima, che nell’intento di Rcs non sara’ definitiva ne’ strutturale ma finalizzata al raggiungimento del risultato preventivato: il riequilibrio finanziario della divisione e, piu’ in generale, dell’intero gruppo. Cio’ significa che, siccome i vertici intendono procedere anche allo sviluppo e al lancio di nuove iniziative, puntando in particolare sulla multimedialita’, non S da escludere che il personale giornalistico che sara’ cassaintegrato, nei prossimi anni venga reinserito in organico. Novelli e il suo staff hanno messo a punto anche la soluzione alternativa che prevede la costituzione delle unita’ organizzative redazionali: nuove strutture specializzate nelle quali far confluire giornalisti che in questo modo potranno lavorare per tutti i giornali della galassia Rcs. Tutto cio’ non toglie che l’eventualita’ delle chiusure di almeno due o tre periodici non e’ da escludere a priori. Anche se l’azienda, ieri, non ha prospettato nessuna situazione di rischio concreto.
Queste misure d’intervento non piacciono ai sindacati che non vogliono subirle tout court. Infatti l’assemblea pomeridiana dei giornalisti delle societa’ della Periodici ha affidato al comitato di redazione un pacchetto di 12 giorni di sciopero. (MF-DJ)
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Rcs, 90 tagli nei periodici con pensionamenti e Cig
di Antonio Risolo
per IL Giornale del 12/6/2009
Tagli per 45 milioni di euro, contratti a tempo determinato congelati, prepensionamenti e, in caso di stato di crisi, ricorso alla cassa integrazione. Sono 90 i colleghi di Rcs Mediagroup finiti nel cosiddetto «dossier periodici», la divisione del gruppo editoriale più colpita dalla crisi dell’intero comparto (ricavi in calo del 18%, come conseguenza del -28% della raccolta pubblicitaria e un ebitda negativo per 6,6% nel primo trimestre).
Il numero dei prepensionamenti è intorno ai 40. Una dozzina i contratti non rinnovati e 35-40 potrebbero essere le casse integrazione. Si potrebbe così arrivare a oltre 90 esuberi su 230 giornalisti della divisione. Non solo. Avvalendosi proprio delle norme contenute nel nuovo contratto di lavoro giornalistico, l’azienda ha già pronto un «piano innovativo», vale a dire un super service centrale in grado di realizzare articoli per ogni testata (sul modello della riorganizzazione avviata da alcuni giornali stranieri). In sostanza si tratterebbe di una super redazione, articolata in otto o nove sezioni interne dedicate a gossip, moda, cucina, bellezza-benessere, famiglia, arredamento-casa, astrologia, giochi e celebrity.
Il piano è stato presentato ieri agli organismi sindacali delle quattro società della divisione (comprese Sfera, Abitare Segesta e Rizzoli Publishing) dal direttore generale dei periodici, Matteo Novello, e dal capo del personale, Vito Ribaudo. Ma il tavolo si è chiuso in fretta per fare spazio all’assemblea dei giornalisti che all’unanimità (3 astenuti) «dichiara la disponibilità a utilizzare tutte le forme di protesta e di mobilitazione per opporsi a piani aziendali che non rispettino le condizioni poste dalla delegazione sindacale per la prosecuzione del confronto. E affida sin da ora ai Comitati di redazione un pacchetto di 12 giorni di sciopero».
É l’inizio di un durissimo scontro tra proprietà e giornalisti (in corso anche in via Solferino, sul fronte dei quotidiani Corriere e Gazzetta), anche in considerazione delle voci preoccupanti circolate negli ultimi giorni: la chiusura di almeno 4 testate. Ma i vertici di Rcs Mediagroup hanno «decisamente» smentito questa ipotesi. Di certo l’assemblea dei giornalisti, ha capito che al momento esiste solo l’obiettivo finale: massiccia ristrutturazione e taglio dei costi. Ma, sostengono i Comitati di redazione, «qualsiasi confronto sul piano della riorganizzazione annunciato dalla direzione generale dovrà partire da dati economici concreti e verificabili e dall’analisi approfondita di tutte le voci di costi aziendali, comprese le aree di inefficenze e gli sprechi ancora esistenti».
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