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  I fatti della vita
Stampa

BERLUSCONI:
FOTO ZAPPADU
su “OGGI” (2007),
RIGETTATA
la RICHIESTA di
ARCHIVIAZIONE

Olbia, 17 giugno 2009. Nuove indagini: il Gip del Tribunale di Tempio Pausania ha rigettato la richiesta di archiviazione del procedimento penale avviato nei confronti del fotoreporter Antonello Zappadu per delle immagine scattate nella primavera del 2007 che ritraevano il premier Silvio Berlusconi all'interno della Villa Certosa a Porto Rotondo in compagnia di cinque ragazze. La richiesta di archiviazione era stata fatta dal pubblico ministero Elisa Calligaris, ma questa mattina il giudice Vincenzo Cristiano ha rigettato la richiesta disponendo ulteriori indagini, volte ad accertare la violazione di domicilio e della privacy. Gli scatti ritraevano Berlusconi circondato da cinque ragazze in un angolo di villa Certosa, e pubblicate su Oggi. L'avvocato del premier aveva richiesto l'11 giugno scorso l'imputazione coatta del fotografo Antonello Zappadu e una nuova indagine, mentre l'avvocato del fotoreporter ha sostenuto che le foto erano state scattate dall'esterno della proprietà di Villa Certosa. (ANSA).


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BERLUSCONI:
FOTO ZAPPADU
su  “OGGI” (2007),
GIP SI RISERVA
LA DECISIONE.


ZAPPADU ASCOLTATO DAL GARANTE DELLA PRIVACY


 


Olbia, 11 giugno 2009. Il giudice dell'indagine preliminare del tribunale di Tempio Pausania Vincenzo Cristiano, si è riservato di decidere in merito alla vicenda che vede il fotoreporter Antonello Zappadu accusato di violazione di domicilio e della privacy del presidente del Consiglio per una serie di foto scattate nella primavera del 2007 e pubblicate dal settimanale «Oggi». Si tratta delle immagini del premier alla Certosa in compagnia di alcune giovani. Il difensore del fotoreporter, il neo europarlamentare dell'Idv Giommaria Uggias si è associato alla richiesta di archiviazione dell'accusa già avanzata dal Pm - che, al termine delle indagini, ha ritenuto che non vi sia stata alcuna intrusione illecita nel parco di Villa Certosa nè violazione dalla privacy - o, in alternativa di disporre nuovi accertamenti probatori volti a dimostrare che Zappadu non ha commesso alcun reato. Il legale del Premier, l'avvocato Piersilvio Cipolotti, ha invece sollecitato il rinvio a giudizio del fotoreporter olbiese, depositando una serie di sentenze e provvedimenti, anche della Cassazione e del Garante della Privacy, a sostegno della tesi di violazioni di domicilio e della privacy. (ANSA).


ANTONELLO ZAPPADU: davanti al giudice per le foto del 2007


Il fotografo autore degli scatti di Berlusconi a Villa Certosa e di quelli


che ritraggono gli ospiti del premier mentre scendono da un aereo di stato


dovrà comparire stamani davanti ai giudici di Tempio Pausania per un'accusa


di violazione di dominicio mossa nei suoi confronti dal Cavaliere per il


servizio che due anni fa lo aveva ritratto con un harem di belle ragazze.


Secondo il Pm il caso merita l'archiviazione, perché il punto dal quale sono


state scattate le foto è pubblico e accessibile a tutti. Vedremo che cosa ne


pensa il Giudice per le indagini preliminari, la cui sentenza avrà


inevitabili ripercussioni anche sui fatti di oggi, visto che il fotoreporter


è stato nuovamente denunciato e le sue foto sono state sequestrate per


violazione della privacy.


Ricostruisce la vicenda Amedeo Vergani, presidente del Gruppo di


specializzazione dei giornalisti dell'informazione visiva dell'Associazione


lombarda dei giornalisti.


Giornata, quella odierna, che potrebbe scombussolare tutte le carte nelle


battaglie che Silvio Berlusconi sta combattendo contro il fotoreporter


Antonello Zappadu, 52 anni, redattore del quotidiano "Il Sardegna" della


catena Epolis, autore, oltre che delle immagini del Presidente del Consiglio


e dei suoi ospiti di Villa Certosa al centro del polverone politico e


mediatico della scorsa settimana, anche dello scoop che due anni fa era


stato pubblicato dal settimanale Oggi con il titolo "L'harem di Berlusconi"


e che mostrava il Cavaliere a spasso nel parco della sua famosa casa in


compagnia di alcune belle ragazze.Oggi infatti il giudice per le indagini


preliminari del Tribunale di Tempio Pausania (Sassari) dovrà decidere se si


dovrà fare, o meno, il processo penale al fotoreporter sardo che per le foto


pubblicate dal settimanale della Rcs era stato denunciato da Berlusconi per


violazione di domicilio e violazione della privacy.Una denuncia che però ha


molte probabilità di essere respinta totalmente al mittente, mettendo quasi


in una botte di ferro Zappadu, anche per tutte le nuove grane giudiziarie


nelle quali si è infilato ora col tentativo di vendere a Panorama una "nuova


partita" di foto "rubate" a Berlusconi e ai suoi ospiti. Le foto incriminate


del Cavaliere e delle sue avvenenti ospiti vennero infatti scattate senza


nessuna violazione di domicilio. A dirlo è proprio la stessa Procura della


repubblica di Tempio Pausania alla quale Berlusconi si era rivolto per avere


giustizia. A questa conclusione il pm era arrivato nel marzo scorso, dopo


due anni di sopralluoghi, interrogatori e verifiche, e in base ai risultati


di tutte queste indagini aveva poi chiesto al Gip l'archiviazione del caso,


sostenendo di non aver rilevato tracce di reati nella condotta del


fotoreporter . In sostanza, la Procura ritiene pubblico e accessibile senza


nessuna violazione di domicilio il punto da dove erano state scattate le


foto incriminate da Berlusconi e dai suoi legali.Il giudice per le indagini


preliminari però, prima di tenere per buone le conclusioni del pm, si era


riservato di approfondire meglio e, a metà maggio, poco prima che scoppiasse


il nuovo caso con al centro foto riprese a Villa Certosa, aveva fissato,


appunto per oggi, l'udienza che dovrebbe permettere anche a lui di sentire


le parti e decidere poi con maggiore cognizione di causa se accogliere o


meno la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura.L'importanza della


scelta che il giudice per le indagini preliminari dovrebbe, salvo intoppi


procedurali, operare oggi è più che evidente. Dopo le nuove foto di Zappadu


e gli echi da superscandalo che hanno scatenato nei giorni scorsi, ora nella


decisione del Gip non c'è più in ballo solo la legittimità o meno di come il


fotoreporter sardo avesse realizzato nel 2007 le immagini dello scoop sul


cosiddetto "harem di Berlusconi". La decisione avrà sicuramente importanti


ricadute anche sugli sviluppi della nuova denuncia fatta da Berlusconi nei


confronti di Zappadu subito dopo che il direttore di Panorama, Maurizio


Belpietro, gli aveva mostrato i nuovi scatti su Villa Certosa, che il


fotoreporter aveva inviato in visione al giornale per un'eventuale "vendita


in esclusiva".Le foto scattate a Berlusconi nel 2007 erano già state al


centro di provvedimenti e giudizi da parte del Garante della privacy e dei


giudici civili, Cassazione compresa. Sino a ora però erano sempre state


accolte le tesi di Berlusconi. Un'archiviazione, oltre allo smacco per il


Presidente del Consiglio, rimetterebbe in discussione il provvedimento con


il quale il Garante aveva proibito ai giornali di pubblicare di nuovo le


immagini dello scoop di Oggi e, con esso, pure le condanne toccate


successivamente a chi aveva infranto il divieto.Per la nuova serie di


immagini su Berlusconi e i suoi ospiti, dopo il sequestro da parte della


magistratura romana, tutto è ancora in alto mare. La Procura di Milano dovrà


occuparsi del reato di tentata truffa ipotizzato a carico di Zappadu nella


denuncia fatta dai legali di Berlusconi, mentre la magistratura di Tempio


Pausania dovrà di nuovo accertare eventuali violazioni di domicilio e


privacy.Anche l'Autorità garante per la protezione dei dati personali, alla


quale Berlusconi si è rivolto con un esposto sottoscritto di suo pugno, sino


a ora non ha emesso provvedimenti sebbene in un comunicato di venerdì


scorso, riferendosi alle foto di Zappadu pubblicate dal quotidiano spagnolo


"El Pais", si sia sbilanciata in affermazioni che non preannunciano di


sicuro giudizi favorevoli all'operato del fotoreporter sardo.Silenzio


invece, almeno per ora, da parte del Consiglio regionale della Sardegna


dell'Ordine dei giornalisti che, nel caso che il Garante della privacy


individui nel comportamento di Zappadu delle violazioni al Codice


deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell'esercizio


dell'attività giornalistica, nel suo ruolo di organismo giudicante di


autogoverno della categoria dovrà aprire un procedimento disciplinare nei


confronti del collega.Una condanna senza mezzi termini del comportamento di


Zappadu è invece arrivata da Lorenzo Del Boca, presidente nazionale


dell'Ordine dei giornalisti.«Quelle foto scattate di nascosto nella villa


sarda del premier non andavano scattate né pubblicate, in quanto sono state


un furto e una violazione della privacy e delle regole della deontologia


professionale, oltre che controproducenti ai fini della giusta battaglia dei


giornalisti per la libertà di stampa, nel cui ambito va però rispettata


l'autoregolamentazione» ha dichiarato, netto e schietto, Del Boca


partecipando l'altroieri a Roma alla manifestazione promossa dall'Unione


nazionale cronisti italiani contro il Ddl Alfano sulle intercettazioni.«Quel


collega ha sbagliato - ha detto il presidente nazionale Odg - perché la


privacy è sacra, anche se vi è una differenza tra quella del privato


cittadino e quella di un personaggio pubblico. Per quest'ultimo infatti è


ridotta, ma ciò vale per le occasioni pubbliche, non per il bagno di casa


sua». «Diverso il caso invece - ha chiarito Del Boca - delle foto scattate


all'aeroporto di Olbia, dove si vedono alcuni ospiti del premier scendere da


un aereo della presidenza del Consiglio».«Per noi giornalisti è doveroso


distinguere tra ciò che è lecito e ciò che non lo è - ha sottolineato ancora


Del Boca - cosi come rispettare i cittadini inermi. Ma se non siamo seri in


questa autoregolamentazione, apriamo la porta a norme pericolose per la


libertà di stampa. Quale appunto il Ddl Alfano, con il quale la stampa


sarebbe imbavagliata».


Amedeo Vergani


11-06-2009 - agendanews


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VILLA CERTOSA: ZAPPADU ASCOLTATO DA GARANTE PRIVACY


Roma, 15 giugno 2009. Il fotoreporter Antonello Zappadu, accompagnato dal suo legale Cristian Muzzetto, è stato sentito questa mattina negli uffici del Garante della Privacy a proposito della vicenda delle circa cinquemila foto scattate sull'interno di Villa Certosa, la residenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in Sardegna, delle quali il legale del premier Niccolò Ghedini ha chiesto il sequestro. L'Autorità - riferisce lo stesso Zappadu, incontrato a piazza Colonna a Roma poco dopo l'appuntamento alla Privacy - ha fissato per mercoledì alle 16 il termine per depositare una eventuale memoria difensiva da parte del fotoreporter. Intanto, il Garante procederà con l'istruttoria sulla vicenda prima di prendere le sue decisioni.(ANSA).



 


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