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Stampa

PALOSCHI (ASIG):
“CRISI C'E' MA IL
GIORNALE NON
MUORE. RIDURRE
I COSTI (meno pagine,
meno redattori e foto)”.

Bari, 10 giugno 2009.  "La crisi c'é lo testimonia il crollo della raccolta


pubblicitaria, il fatto che si vendono meno giornali, anche se aumentano i


lettori, ma il giornale non morirà. La ripresa sarà molto graduale quindi


bisognerà adeguare le uscite alle entrate e il nostro problema è diminuire i


costi senza intaccare la qualità". E' la prospettiva delineata dal


presidente dell'associazione italiana stampatori di giornali (Asig), Paolo


Paloschi, che ha partecipato alla giornata di apertura della 12/a conferenza


internazionale per l'industria editoriale e della stampa italiana


organizzata dall'Ifra, associazione europea di editori di giornali.


Per Paloschi, esistono aree in cui è possibile "ridurre i costi senza


intaccare la qualità dell'informazione: riducendo la paginazione dei


giornali non tagliando l'informazione ma scrivendo in modo più incisivo e


sintetico, diminuendo i formati, tagliando collaboratori, snellendo le


redazioni, cercando di razionalizzare la distribuzione, diminuendo costi di


agenzie e per foto". "Interventi si possono fare - ha detto - anche


razionalizzando i centri di produzione, come già avviene in alcuni Paesi


dove anche giornali concorrenti mettono in comune i centri stampa con


risparmi enormi".


Per Paloschi, comunque , il giornale non è morto e non morirà. Lo prova il


fatto che "i lettori aumentano e quindi giornali di qualità e giornali


locali non corrono rischi, quello che può avere problemi è il giornale


regionale". A rischio, secondo Paloschi, è anche il settore dei giornali


gratuiti che hanno subito una contrazione della raccolta pubblicitaria:


"quindi anche lì ci sarà fatica a sopravvivere".(ANSA).





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