NANTAS SALVALAGGIO: UNA VITA DI SCOOP, CON MARYLIN E GLI ALTRI. GIORNALISTA, ROMANZIERE, E PRIMO DIRETTORE DI PANORAMA
di Maurizio Giammmusso-ANSA
Roma, 29 maggio 2009. Un enorme mazzo di rose rosse, acquistate dal miglior fiorista della Fifth Avenue e una semplice presentazione: 'da un cronista italiano che desidera incontrarlà... È così che il giovane giornalista Nantas Salvalaggio riesce a ottenere un'intervista dalla bionda più chiacchierata e amata di Hollywood, Marilyn Monroe. L'articolo, pubblicato su Epoca, è il primo ritratto della diva ribelle, approdata all'Actor's Studio, dopo la fuga dagli odiati studi di Hollywood. Un vero scoop, uno dei tanti di una lunga e felice carriera. Nantas Salvalaggio è morto la scorsa notte in una clinica romana, a 85 anni, lasciando in sospeso l'interrogativo se fosse più un giornalista di talento o un romanziere di grande comunicativa; senza contare, però, che quando la Mondadori decise di creare un settimanale d'informazione a grande tiratura chiese proprio a lui di curare il progetto di Panorama, del quale divenne il primo direttore. Salvalaggio era nato il 17 settembre del 1923, nel popolare quartiere di Canareggio, a Venezia, una città che gli era rimasta nel cuore, anche se poi aveva vissuto altrove e viaggiato tanto (negli ultimi anni abitava a Morlupo, alle porte di Roma). Venezia tornava spesso anche nei suoi romanzi, magari con citazioni sorridenti, come quel suo personaggio che dice «Quando arriviamo a Venezia, stammi vicina. Il sindaco dice che a guardare le pitture uno casca in acqua come niente!» Per non dire del suo romanzo più famoso, finalista allo Strega nel 1987, che si intitola 'Fuga da Venezià. Quello con Marylin, che procurò un attacco di invidia professionale a Oriana Fallaci, è uno dei tanti incontri memorabili che attraversano anche le pagine dei suoi libri, dove Nantas Salvalaggio ripercorre luoghi e personaggi della sua carriera: dai primi anni cinquanta, quando parte per Parigi su una Topolino, a New York, dove per il Corriere della Sera incontra Yul Brynner, Prezzolini, Pound e altri famosi della cultura e dello spettacolo di quegli anni. Nella maturità nel giornalismo trovò altre occasioni, sia con una popolare rubrica per il settimanale Oggi e “Il Giorno”; sia - negli ultimi anni - con una serie fitta di commenti radiofonici. Ma con l'età cresceva anche il gusto per la letteratura, grazie anche ad una scrittura piana e accattivante che teneva sempre avvinto il lettore. Nacquero allora i suoi numerosi romanzi, tra i quali Il Campiello sommerso (Premio Campione d'Italia) e Rio dei Pensieri (Premio Sirmione del Garda); in particolare Il Campiello sommerso è stato tradotto in numerosi paesi: solo nella ex Unione Sovietica ha venduto quattro milioni di copie. Uomo di mille curiosità, fu anche all'occorrenza un acceso polemista. Si ricorda il suo attacco a Vasco Rossi definito alcolizzato, cocainomane e sballato; e alla Rai, che lo mandava in onda. Una polemica che forse ebbe l'effetto contrario, poichè Vasco coniò proprio per Salvalaggio un verso di Vado al massimo, quello che dice: 'quel tale che scrive sul giornalè.(ANSA).
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