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INPGI – Bilancio consuntivo
2008 ratificato all’unanimità:
ammonta a 62.719.000 euro
l’avanzo di esercizio. Un risultato
largamente positivo, pur ridotto
rispetto alle risultanze del 2007
(avanzo di 110 milioni di euro).
Perdite azionarie per 37,5 mln.

E’ finita la festa:
i giornalisti fino ai 35 anni
di età percepiscono
retribuzioni medie lorde
che non superano i 31mila
euro; nella fascia 36-40 anni
la media è di 43.138 euro.
L’Istituto vivrà 20 anni difficili
tra il 2020 e il 2040:
parola di Andrea Camporese.

In coda la relazione del presidente della Fondazione.

Roma, 27 maggio 2009. Si è riunito oggi il Consiglio generale dell’Inpgi, che ha ratificato all’unanimità il bilancio consuntivo 2008. Questi i dati più significativi: ammonta a 62 milioni e 719 mila euro l’avanzo di esercizio. Un risultato largamente positivo, pur ridotto rispetto alle risultanze del 2007 (avanzo di 110 milioni di euro) a causa delle notevoli turbolenze dei mercati finanziari mondiali (che ha determinato perdite azionarie per 37  milioni di euro). Ogni cento euro incassati per contributi l’Istituto ne spende 88,3 per erogare pensioni, un parametro che migliora rispetto al 90,3 del 2007. Il numero di pensionati cresce (+3,80%) in modo maggiore rispetto agli attivi (+2,73%). I nuovi rapporti di lavoro ammontano a 495 di cui 138 nel perimetro delle aziende Fieg, 172 nel comparto radiotelevisivo locale Aeranti-Corallo, 87 nel comparto pubblico, 59 al contratto FRT, 39 ad altri contratti (bancari, assicurativi, industria, ecc.). Questi  dati dicono molto sui profondi cambiamenti maturati nel mondo dell’informazione multimediale. Il contratto Fnsi/Fieg non è più la norma, ma un fatto minoritario. “Di fronte a questo ventaglio contrattuale ha detto il presidente Andrea Camporese - viene definitivamente sfatato il mito di un giornalismo dalle retribuzioni da sogno: i giornalisti fino ai 35 anni di età percepiscono retribuzioni medie lorde che non superano i 31mila euro; nella fascia 36-40 la media è di 43.138. La somma di queste due classi interessa 7.895 giornalisti su 19.274 iscritti. Le retribuzioni medie sfiorano i 100 mila euro lordi annui solo oltre i 56 anni di età”. Sono 518 i giornalisti che hanno maturato il diritto a fruire del prepensionamento, mentre altri 234 hanno maturato i requisiti per percepire la pensione di anzianità.  Su 1590 disoccupati, 348 vivono in Lombardia, 534 nel Lazio, 139 in Campania, 93 in Sicilia, 66 in Emilia, 58 nel Veneto, ecc.. Pubblichiamo la relazione di Andrea  Camporese, presidente dell’Istituto. (Franco Abruzzo)


Gestione mobiliare in rosso.


Leggete il bilancio 2008, l’Inpgi ha perso 54,1 milioni in un anno nella gestione mobiliare (rendimento netto -8,49%), oltre 10,7 milioni di perdite su 80 milioni di quote di hedge fund comprati nel primo semestre 2008!!!!!


Nicola Borzi  (nicola.borzi@ilsole24ore.com)


 


 


di ANDREA CAMPORESE - presidente dell’Inpgi


L'analisi del Bilancio Consuntivo 2008, in una congiuntura economica che appare notevolmente negativa, ci costringe ad una valutazione di contesto ed ad una forte proiezione nel futuro. La sostenibilità del sistema previdenziale dei giornalisti italiani, affidata alle norme attuariali e al contesto legislativo, non può che essere connessa ad una serie di fattori di sistema che in parte appaiono evidenti, in parte debbono essere necessariamente osservati nella loro evoluzione. La nostra impalcatura previdenziale, unica rispetto agli altri Enti privatizzati perché legata alla dinamida dei rapporti di dipendenza da aziende editoriali, è sana, frutto della responsabile riforma attuata negli scorsi anni, rafforzata dalle importantissime tutele nel campo degli ammortizzatori sociali raggiunte negli ultimi dodici mesi. con un quadro chiaro derivante dal rinnovo contrattuale che mancava da oltre 4 anni. I problemi non mancano, ma gli elementi appena descritti permettono di affrontarli con serenità e consapevolezza. Il saldo tra pensioni lvs e contributi lvs scende sotto il livello del 2006 attestandosi all'88.3: in sostanza ogni 100 euro incassati poco più di 88 escono dalle casse per pagare gli assegni di pensione. Questa discesa, pur positiva, non può in nessun modo essere considerata strutturale, come si avrà modo di argomentare più avanti.


Tenuto conto di quanto precede. la Gestione Sostitutiva dell'AGO evidenzia un avanzo di gestione di 62,720 milioni di euro che, pur in linea con quanto previsto in assestamento (63,344 milioni), risulta sensibilmente inferiore agli avanzi registrati negli anni precedenti (-42,95% rispetto al 2007), fenomeno da attribuire principalmente ad una fase di andamento dei mercati finanziari che ha pochi precedenti nella storia moderna.


Il 2008 è stato caratterizzato dalla crisi finanziaria globale che ha provocato fortissime cadute dei corsi di borsa, un quasi collasso dei sistemi finanziari ed uno scenario di recessione mondiale, con effetti negativi sull'occupazione, sulla propensione al consumo delle famiglie e sugli investimenti delle imprese.


Nel consuntivo 2008, di conseguenza, sono state contabilizzate perdite di valore non realizzate per oltre 37 milioni di euro. L'Istituto infatti non si è avvalso. in un'ottica di piena trasparenza, della facoltà di sospendere la valutazione al valore di mercato dei titoli appartenenti all'attivo circolante: valore che per quanto detto, risulta sensibilmente inferiore al costo storico degli stessi. In sostanza sono state portate a passivo le perdite azionarie pur non prevedendo la vendita di titoli, e quindi la realizzazione sostanziale delle minusvalenze. Si tratta di una scelta assolutamente prudenziale che permetterà, qualora i mercati tornassero a crescere, di registrare nuovi attivi. Va sottolineato il fatto che, in un'analisi quinquennale, le nostre rendite di natura finanziaria si collocano ampiamente in territorio positivo, assorbendo completamente le perdite del 2008. In questo senso viene premiato l'atteggiamento di grande prudenza messo in atto dal Consiglio di Amministrazione e dagli Uffici dell'Inpgi. ieri come oggi, nel selezionare investimenti trasparenti. nell'evitare prodotti strutturati a rischio, nel diversificare gli asset. La prudenza. faro di una gestione pensionistica che deve essere avulsa da qualsiasi speculazione. deve sempre essere associata alla necessità di ottenere rendimenti al di sopra dei livelli dell'inflazione che garantiscano l'invadenza del capitale e le pensioni future. Risulta importante guardare a strategie finanziarie di lungo periodo, ad una sorta di disciplina degli investimenti che sterilizzi eventuali cicli fortemente negativi come quello che stiamo attraversando. In questa direzione si muovono le scelte del Cda che sfoceranno nella nuova Asset Allocation Strategica in fase di costruzione.


Eppure in questo scenario fortemente critico (protrattosi nel primo trimestre 2009 e che solo recentemente ha visto alcuni timidi segnali di miglioramento) che impatta pesantemente sul settore editoriale sia dal lato della pubblicità che dal lato occupazionale, vi sono alcuni elementi che inducono ad una valutazione di più lungo respiro e ad un minore pessimismo.


Il riferimento, ovviamente, è al recente accordo per il rinnovo contrattuale (aprile 2009) che, dopo una sin troppo lunga vacanza, ci consente quanto meno di poter pianificare il futuro della previdenza dei giornalisti, in termini di sostenibilità di lungo periodo, attraverso lo strumento del bilancio tecnico attuariale, che dovrà necessariamente tenere conto dei nuovi flussi contributivi.


Lo studio attuariale inviato ai Ministeri vigilanti nello scorso novembre, ottemperando agli obblighi di legge, deve essere ricalibrato alla luce dell'impatto del nuovo accordo contrattuale. La stessa delibera del Cda che accompagnava lo studio dell'attuarlo Professor Micocci sottolineava la necessità di ricalcolare la sostenibilità del sistema dopo l'accordo tra le Parti Sociali. LAttuario è al lavoro e presto fornirà un quadro esaustivo sul quale si dovrà riflettere ed eventualmente assumere iniziative di tutela del sistema. Già a chiusura del Bilancio 2007 sottolineavamo come le aliquote previdenziali in capo al sistema editoriale risultino di gran lunga inferiori a quelle del sistema generale afferente all'Inps. Un confronto con le Parti Sociali, Fnsi e Fieg, sarà importante per raggiungere percorsi condivisi di aumento del gettito. Va detto, in ogni caso, che l'obbligo di legge affidato all'Inpgi di accantonare una riserva pari a cinque volte le pensioni in essere non potrà essere disatteso. La riforma del sistema messa in campo negli scorsi anni ha sostanzialmente garantito una sostenibilità di lungo periodo per tutte le nuove generazioni. Lo sforzo di contenimento della spesa è stato rilevante, la categoria dei giornalisti ne ha compreso la necessità dimostrando un alto grado di responsabilità. E' noto che, a partire dall'inizio degli anni '20 per esaurirsi all'inizio degli anni '40, si verificherà uno sbilancio tra entrate per contributi e uscite per pensioni. Si tratta di un periodo circoscritto al termine del quale, per effetto del pensionamento degli attuali quarantenni, il Bilancio dell'Ente tornerà ad esporre saldi attivi. Questa "gobba" negativa andrà affrontata e non mancherà, in questo senso, il richiamo dei Ministeri Vigilanti in forza di legge.


A rischiarare il percorso di sostenibilità futura del sistema sono giunte alcune novità di grande rilevanza, passaggi attesi da decenni che oggi ci permettono di affermare che l'intero perimetro degli ammortizzatori sociali di settore non graverà più sulle casse dell'inpgi e quindi sulle pensioni degli iscritti. Oltre ad aver sancito un principio di pari trattamento rispetto ad altre categorie di lavoratori che vedono lo Stato garante dei costi di protezione sociale. l'accordo raggiunto in sede contrattuale. sottoposto al vaglio della categoria, cancella il rischio di una ricaduta pesantissima sui conti dell'Istituto, almeno nei prossimi 24 mesi. Senza le nuove norme di legge sui prepensionamenti, che hanno visto l'Inpgi protagonista attivo nella sua dimensione previdenziale, e senza le disposizioni sulla cassa integrazione, con grande probabilità i bilanci futuri dell'Istituto sarebbero stati depauperati di diverse decine di milioni di euro costringendoci ad iniziative immediate e drastiche. Va dato atto a Fnsi, Fieg. Governo e Parlamento di aver compreso la dimensione e la gravità della sfida, di aver assunto una responsabilità collettiva. di aver contribuito a soluzioni che permettano di affrontare e superare una crisi di settore che ha pochi precedenti.


Il Contratto prevede delle disposizioni importanti in merito agli ammortizzatori sociali, in particolare sulla costituzione di un fondo contrattuale con finalità sociale. alimentato dalla contribuzione delle stesse aziende editoriali (0,60%, di cui 0.10% a carico dei giornalisti dipendenti), in grado di coprire le necessità connesse all'erogazione degli indennizzi quali la Cigs, la mobilità e i contratti di solidarietà . Fino ad oggi i costi per Cassa Integrazione erano totalmente sostenuti dall'Inpgi, senza alcun ristoro contrattuale. A poco vale la consolazione che negli ultimi anni questo centro di costo si sia mantenuto sotto il milione di euro annui. Trattandosi di uno strumento, nel nostro sistema, finalizzato al prepensionamento, nei prossimi mesi, in virtù delle preannunciate crisi aziendali, ci saremmo trovati di fronte ad una crescita esponenziale dei costi. Questo nuovo flusso di finanziamento significa, in buona sostanza, difesa dei livelli delle pensioni future.


Ma la vera contrazione di spesa, che impatterà sul bilancio 2009, è la copertura statale dei prepensionamenti (ex art. 37 L. 416/81) pari a 20 milioni di euro annui (D.L. n.185/08, convertito in L. n.2/09 e D.L. n. 207/08, convertito in legge n. 14/09) Nel caso in cui risultasse insufficiente è inoltre prevista, dal Protocollo firmato in sede contrattuale da Fnsi e Fieg e controfirmato dall'Inpgi per le materie di propria competenza, una contribuzione straordinaria da parte delle aziende editoriali (30% del costo di ciascun pensionamento anticipato). Anche in questo caso va rilevata l'assunzione di responsabilità delle Parti Sociali nel mettere in campo risorse non indifferenti a sostegno del momento di crisi. E' evidente che uno strumento come quello dei prepensionamenti, che costringe ad una fuoriuscita anticipata dal mondo del lavoro di giornalisti, debba essere utilizzato con cautela e responsabilità. Il confronto sindacale in sede aziendale e il vaglio del Ministero del Lavoro, deputato ad emettere i decreti di prepensionamento, rappresentano passaggi a garanzia di tutti. E' del tutto evidente, dal punto di vista dell'Inpgi, che una fuoriuscita rilevante di lavoratori non sostituiti da nuove assunzioni a tempo indeterminato, determinerebbe un minor gettito contributivo che potrebbe raggiungere diversi milioni di euro ogni anno. Risulta decisiva, per il futuro del sistema, l'alimentazione della platea dei giornalisti iscritti, avendo già registrato nell'ultimo decennio una crescita della contrattazione a termine eccessiva e pericolosa. La speranza è che l'accordo contrattuale, l'evolversi degli strumenti informativi e la capacità degli Editori di porre in essere nuove strategie, possano invertire una tendenza che rischia di aggravarsi in presenza dell'attuale crisi economica.


D'altro canto l'analisi della tipologia dei 495 nuovi rapporti di lavoro instaurati nel corso del 2008 restituisce una fotografia del giornalismo molto diversa dal passato: solo 138 appartengono all'area delle aziende Fieg, 172 afferiscono ad Aeranti Corallo, 87 al comparto pubblico, 59 all'FRT. Di fronte a questo ventaglio contrattuale viene definitivamente sfatato il mito di un giornalismo dalle retribuzioni da sogno: i giornalisti fino ai 35 anni di età percepiscono retribuzioni medie lorde che non superano i 31mila euro; nella fascia 36-40 la media è di 43.138. La somma di queste due classi interessa 7.895 giornalisti su 19.274 iscritti. Le retribuzioni medie sfiorano i 100 mila euro lordi annui solo oltre i 56 anni di età.


Proprio in virtù della dinamica descritta, va considerata occasione importante la delibera sulla stabilizzazione dei Collaboratori Coordinati Continuativi recentemente adottata dal Cda e in attesa del via libera dei Ministeri Vigilanti. Si tratta di una norma applicativa del cosiddetto Protocollo sul Welfare che Fnsi-Fieg e inpgi sottoscrissero, un anno e mezzo fa, davanti all'allora Ministro del Lavoro Cesare Damiano. Le aziende editoriali che decideranno di assumere (a tempo determinato per almeno 24 mesi o a tempo indeterminato). Collaboratori oggetto di ispezione da parte dell'Inpgi, vedranno azzerati sanzioni e contributi. Sono oltre 600 i giornalisti che potrebbero vedere rischiarato il loro futuro dall'applicazione di questa norma. Un'occasione in più per ridare slancio all'occupazione di settore.


***


Per quanto riguarda l'analisi dell'andamento della gestione previdenziale, gioca un ruolo essenziale il rapporto iscritti attivi / pensionati, che per il 2008 è pari a 2,92 (2,95 nel 2007), determinato da una crescita più che proporzionale dei pensionati (+3,80%) rispetto a quella degli attivi (+2,73%).


Dall'analisi dell'andamento della gestione previdenziale, si evidenzia un avanzo di euro 97,2 milioni (+6,8% rispetto al consuntivo 2007).


In ordine alle entrate contributive, i fattori che ne hanno determinato l'ammontare sono i seguenti:



  • incremento meno che proporzionale delle pensioni Ivs (5,49%) rispetto alla relativa contribuzione (7,86%), in virtù del blocco della perequazione solo per l'anno 2008 (L. n° 247/07) sui trattamenti pensionistici superiori a 46 mila euro;

  • valore decrescente del rapporto pensioni Ivs / contributi Ivs rispetto al trend registrato nei precedenti bilanci ;

  • incremento della media effettiva dei rapporti di lavoro del 2,73% (18.645 contro 18.150 del 2007), nonché crescita degli iscritti alla gestione (+4,04%) che passano da 29.171 a 30.350;

  • incremento rispetto al 2007 dell'imponibile denunciato di competenza (+8,27%), nonché della retribuzione media pensionabile che, attestandosi su un valore di Euro 61.542, cresce del 3,92%;

  • attività ispettiva in crescita (105 verbali ispettivi notificati contro 83 del 2007) e conseguente incremento della contribuzione derivante dall'accertamento ispettivo ed amministrativo (+2,40 %) e delle sanzioni civili (+4,03%) rispetto al 2007;

  • cessazione del bonus al 31.12.2007, e conseguente ripresa del gettito contributivo2.

Di contro, la spesa previdenziale obbligatoria registra un incremento complessivo del 5,39% da imputare essenzialmente alle seguenti variabili:


-           incremento dei trattamenti pensionistici di anzianità, 142 contro i 113 del 2007, da imputare


principalmente alla fine della vigenza, al 31/12/2007, della normativa sul bonus;


-           prepensionamenti ex art.37 L. 416/81 liquidati nel corso del 2008 (14 nel 2008, 11 nel 2007);


- crescita fisiologica dei trattamenti di pensione liquidati nell'anno.


In merito agli ammortizzatori sociali si evidenzia quanto segue:


- decremento della spesa per disoccupazione del 4,25 % da imputare agli effetti prodotti dall'introduzione del biennio di iscrizione all'Istituto, quale requisito per accedere al trattamento


(1590 beneficiari nel 2008 contro 1662 del 2007) 3;


- incremento della spesa per cigs (680 mila euro contro 248 mila del 2007), aumento riconducibile al numero di giornate liquidate e al maggior numero di giornalisti che ne hanno beneficiato.


***


La gestione patrimoniale, come noto, risente dell'andamento estremamente negativo dei mercati finanziari, registrando comunque un avanzo di 24.96 milioni di euro (- 55% rispetto al consuntivo 2007), grazie al positivo andamento della gestione immobiliare.


Nel dettaglio:



  • la gestione mobiliare ha prodotto un rendimento negativo dell'8,49%, contro quello positivo dello scorso esercizio pari al 6.47%; il risultato pur nella sua negatività non sconta perdite totali di valore, grazie ad un processo di investimento che si è mantenuto prudente;

  • la gestione immobiliare evidenzia un avanzo di 19,49 milioni di euro (+5% rispetto al 2007), in gran parte giustificato dal beneficio fiscale derivante dalla riduzione della fiscalità generale; il rendimento netto prodotto dal patrimonio immobiliare, a prevalente uso abitativo, è del 2,34% mentre quello a prevalente uso diverso risulta del 3,85%;

  • la gestione dei finanziamenti agli iscritti, è stata caratterizzata, relativamente alla concessione dei mutui ipotecari, dalla riduzione dei tassi di interesse applicati e dall'incremento delle domande e dei volumi erogati; mentre la gestione dei prestiti risulta sostanzialmente in linea con il 2007.

I costi di struttura, infine, registrano un incremento complessivo del 9,18% rispetto al consuntivo 2007.


Tra i principali fattori che hanno inciso sull'andamento della spesa corrente, vanno annoverati:


-                       la previsione dei maggiori oneri derivanti dai miglioramenti retributivi per i rinnovi economici dei


contratti nazionali ed integrativi degli impiegati e dei dirigenti (+ 9,84%);


-           la maggiore spesa sostenuta nel 2008 per le elezioni degli organi statutari (circa 500 mila euro);


-           il contenimento dei costi per acquisto di beni e servizi (-8%).


L'organico al 31/12/2008 dei dipendenti della gestione sostitutiva dell'AGO è pari a 191 unità, di cui, oltre al Direttore Generale, 9 dirigenti (-1 rispetto al 2007), 8 quadri e 174 impiegati. Il Cda, su proposta del Presidente, ha deciso di non sostituire il Dirigente del Servizio Programmazione Pianificazione e Controllo che ha lasciato l'Istituto per pensionamento al 65esimo anno di età.


 


La soddisfazione espressa in molte occasioni, rispetto al livello di preparazione e collaborazione garantito dagli Uffici, va confermata in questa sede. Anche nel confronto con le Rappresentanze Sindacali è emersa la volontà di affrontare le future sfide accogliendo ogni opportunità formativa che permetta una crescita delle professionalità e una loro maggiore possibilità di carriera in presenza di strumenti di valutazione del merito che andranno affinati. Si tratta di una condivisione di obiettivi non scontata che va riconosciuta e valorizzata nel confronto sindacale e nella futura trattativa per il rinnovo del Contratto Integrativo. Il Presidente dell'Inpgi è impegnato affinché il confronto per il rinnovo del contratto nazionale Adepp, applicato al personale degli Enti privatizzati, possa procedere ed arrivare a conclusione in tempi rapidi.


Andrea Camporese


 


NOTE


I Valori del rapporto a Consuntivo 2005: 87,1 2006: 88,9 2007: 90,3 2008: 88,3


2 Nel periodo 2005-2007 hanno usufruito del bonus 382 giornalisti (142 inpgi, 240 pro-quota inps); di questi 310 sì riferiscono al 2007 (minori entrate a consuntivo per circa 10,2 milioni), 151 hanno comunque presentato domanda di pensione.


3. I trattamenti derivanti da cessazione dei contratti a termine rappresentano il 50,24% del totale della spesa (oltre 9 milioni di euro); tuttavia crescono le domande per licenziamento (+ 6,15%), a conferma della pesante crisi economico- finanziaria che ha colpito il settore.


 


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Testo in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3851


CdA INPGI: il BILANCIO 2008


IN ATTIVO PER 62 MLN.


RECEPITO L'ACCORDO


CONTRATTUALE SU 416


E CASSA INTEGRAZIONE.


Via gli ABBATTIMENTI


per i PREPENSIONAMENTI.


 


L'Inpgi ha recepito l'accordo raggiunto dalle parti sociali Fnsi-Fieg sull'istituzione di una aliquota di alimentazione della spesa per cassa integrazione (0,60% di cui 0,50 a carico degli Editori) prima totalmente a carico dell'Inpgi e sul versamento da parte delle aziende editoriali del 30 per cento del costo complessivo di ogni prepensionamento per ogni giornalista che dovesse accedere al prepensionamento. Questi elementi, sommati ai 20 milioni di euro annui messi a disposizione dallo Stato per i prepensionamenti, sgravano completamente l'Istituto dai costi sostenuti per l'intero perimetro degli ammortizzatori sociali. Il Consiglio di Amministrazioni ha varato altre due delibere che verranno immediatamente trasmesse ai Ministeri Vigilanti per il vaglio. La prima riguarda l'eliminazione degli abbattimenti degli assegni pensionistici previsti in caso di prepensionamento con oneri a carico dello Stato o degli editori, la seconda riguardante il condono delle somme aggiuntive dovute dalle aziende editoriali che intendessero risolvere il contenzioso legale a seguito di ispezioni effettuate dall'Inpgi. Nella stessa seduta del Cda è stata anche deliberata l'applicazione della nuova normativa di copertura infortunistica concordata dalle Parti Sociali in sede contrattuale. Dal primo gennaio 2009 l'assicurazione infortuni contrattuale viene estesa ai giornalisti pubblicisti nonchè ai titolari dei contratti disciplinati dagli articoli 2 e 12 del Ccnlg prima iscritti presso l'Inail. Un ulteriore elemento di tutela che riconduce all'Istituto di Previdenza di categoria l'intera platea dei dipendenti. Tutte le delibere sono state assunte all'unanimità (e votate, quindi, anche da Puntoeacapo e da Senzabavaglio, componenti ostili finora al nuovo Cnlg e presenti nel CdA dell'Istituto).


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Testo in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3861


Referendum venerdì 29 maggio


e sabato 30 maggio 2009.


FRANCO ABRUZZO: "IO VOTO SI'"


 


Contratto e “fronte del no”.


Una opposizione confusa


e cieca afferma, con un uso


imprudente delle parole, che


il nuovo Cnlg è “un colpo


letale alla libertà di stampa”.


Democrazia in pericolo?


Superato il limite del ridicolo.


Eppure l’opposizione ha


votato le delibere Inpgi,


che assorbendo il patto


Fnsi/Fieg, salvaguardano


coloro che lavorano


nelle aziende in difficoltà.


La risposta di Silvana Mazzocchi.


Nota di FRANCO ABRUZZO


 


Ma sono altri i fatti letali


al diritto di cronaca.


di Ombretta Tiziana Rinieri.


Altri messaggi in coda.


Giovani e anziani: interessi divergenti.


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