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Stampa

INVADENZA
PUBBLICITARIA:
NON CHINIAMO
LA TESTA

Vanno richiamati al proprio dovere Ordine e Authorities che hanno mezzi e strumenti per uscire dal far-west che si è creato.

Scritto da Quarto Potere

Milano, 20 maggio 2008. La pubblicità e le “iniziative” collaterali del marketing stanno occupando i giornali, quasi mettendo in secondo piano le notizie, e soprattutto stanno incidendo pesantemente su qualità e credibilità del nostro lavoro. L’iniziativa della Poligrafici Editoriale di “incartare” la settimana scorsa i propri quotidiani con un quartino (pubblicitario) che poteva essere sviante per i lettori e quella del Sole 24 Ore di inserire nel numero di lunedì 18 maggio 8 pagine, che formalmente rispettavano le regole imposte per separare pubblicità dalle notizie, ma nello spirito aggiravano le norme, sono gli ultimi (ma solo in ordine di tempo) esempi della brutta china che stiamo percorrendo.


Gli editori, affamati di denaro, preoccupati per il calo drammatico delle entrate pubblicitarie ed evidentemente inabili a costruire un’impresa che faccia del business specifico un’attività redditizia, stanno cercando di supplire a queste mancanze con la vendita in blocco del “prodotto giornale” e questo di fatto rompe il rapporto fiduciario (necessario) tra lettori e redazioni.


Per difendere non solo la credibilità e l’onorabilità del nostro lavoro, ma anche (in prospettiva) i nostri posti di lavoro, si deve reagire e si deve arginare questo andazzo, non con inutili e dannose crociate, ma costringendo a intervenire (con le adeguate e previste sanzioni) chi istituzionalmente deve controllare che norme e regolamenti siano osservati da chi si comporta (editori, ma anche, purtroppo, colleghi) in modo disinvolto. Insomma vanno richiamati al proprio dovere Ordine e Authorities che hanno mezzi e strumenti per uscire dal far-west che si è creato.


L’azione dovrebbe partire dai CdR, ma sappiamo anche che spesso poco possono fare perché devono fare i conti con aziende che chiedono la connivenza, per la realizzazione e la confezione di questo genere di iniziative, delle strutture sindacali che sono sotto scacco perché costrette a subire il ricatto pubblicità-occupazione.


Quarto Potere invita tutti i colleghi ad aprire gli occhi, a non chinare la testa e a ragionare su questi problemi che rischiano di travolgere la nostra professione.


Chi vorrà intervenire nel dibattito, che ospiteremo anche sul nostro sito, potrà scrivere a:


news@quartopotere.org


 





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