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Stampa

La televisione
dell'ascolto.
La Pubblica
Amministrazione
sempre più punta
sulla web tv. Per
fare davvero servizio

di Giampaolo Colletti


Non solo file agli sportelli. La Pubblica amministrazione inizia a dialogare col cittadino. E lo fa soprattutto in rete. Si scopre così che a Parma si possono pagare le bollette accedendo alla tv digitale terrestre, in Abruzzo la regione informa con un notiziario per non udenti e in Basilicata si irradia una web radio con aggiornamenti territoriali. Ma non solo. Con Lepida tv la Regione Emilia Romagna permette ai cittadini di consultare le proprie pratiche e in Sicilia la Protezione civile realizza ogni settimana online un proprio tg.


Ascolto e servizio, uno dei mantra del web 2.0 declinato per il cittadino. Il digitale viene così sempre più masticato dagli enti pubblici. È quanto emerge dalla ricerca «La Pa che si vede», elaborata dal Formez, organismo che da quarant'anni studia le Pubbliche amministrazioni. «La comunicazione pubblica sta vivendo una nuova stagione più orientata al l'ascolto – afferma Carlo Flamment, presidente Formez –. Gli strumenti tecnologici sono un supporto importante, ma non esaustivo: ciò che conta davvero è l'attenzione alla soddisfazione del cittadino che diventa cliente». I dati evidenziano un aumento degli enti che fanno comunicazione multimediale: oltre a Regioni, Province e Comuni si segnalano le prime Asl, Camere di commercio e Università. Cambia invece il messaggio. Per Roberto Santi (Formez) «oggi l'amministrazione persegue maggiormente il servizio». E lo fa adottando modalità comunicative mutuate dalla tv generalista: messaggi più veloci, meno ridondanti. E si punta sulla multi-piattaforma: al sito istituzionale si affiancano spazi televisivi in accordo col broadcaster territoriale, oppure si irradiano le web tv su YouTube o Facebook. E si vira, inevitabilmente, verso la rete.


Il budget è ridotto: solo una minima parte di Pa supera la soglia di 50mila euro annui per la comunicazione multimediale. A fronte, però, di maggior creatività: ci si ingegna di più per dialogare col cittadino. Basta un piccolo investimento, ma poi bisogna aggiornare i contenuti. Tra i video si affermano i notiziari istituzionali. Vincenti i temi legati all'ambiente, alla viabilità e alla salute. Se il 70% delle amministrazioni predilige sistemi tecnici di outsourcing, i contenuti sono fatti in casa. Ecco allora l'esigenza di formarsi. Perché il nuovo ruolo del comunicatore nell'ente pubblico è sempre più quello di traduttore digitale dell'amministrazione.


giampaolo.colletti@altratv.tv


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Nova del Sole 24 Ore del 30/4/2009





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