Home     Cercadocumenti     Chi è     Link  

Cerca documenti
Cerca:
in:


Documenti
Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
  » I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  I fatti della vita
Stampa

GIORNALISMO.
CALA la LIBERTA’
di STAMPA IN ITALIA
nella classifica di
FREEDOM HOUSE

Washington, 30 aprile 2009.  L’Italia è retrocessa nella categoria dei paesi ‘parzialmente liberi’, nell’annuale classifica sulla libertà di stampa stilata dall’organizzazione internazionale Freedom House. Tra le cause della retrocessione, relativa agli eventi dell’anno 2008, il rapporto cita il ritorno al governo di Silvio Berlusconi, un aumento di azioni legali contro i giornalisti e le minacce del crimine organizzato. Il rapporto, che sarà presentato a Washington domani e di cui l’ANSA ha ottenuto in anticipo una copia, vede l’Italia come unico paese europeo a retrocedere dalla categoria dei ‘paesi liberi’ a quella dei paesi dove la libertà è ‘parziale’. In Italia la situazione è peggiorata, afferma Karin Karlekar di Freedom House, “per l’aumento del ricorso ai tribunali e alle denunce per diffamazione per limitare la libertà di espressione e anche per l’aumento di intimidazioni fisiche ed extralegali da parte sia del crimine organizzato, sia di gruppi di estrema destra”. Il rapporto cita poi “preoccupazioni” per la proprietà dei mezzi d’informazione e afferma che “il ritorno al ruolo di premier del magnate Silvio Berlusconi ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida”. Freedom House è un’organizzazione non-profit indipendente fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo, la cui prima presidente fu la First Lady Eleanor Roosevelt. (ANSA)


 


Libertà di stampa: l'Italia fa un passo indietro, unica nazione in Europa


La causa: la «situazione anomala a livello mondiale di un premier che


controlla tutti i media, pubblici e privati»


 


(da Freedomhouse.org)


NEW YORK - L'Italia è l'unico Paese europeo a essere retrocesso nell'ultimo


anno dalla categoria dei «Paesi con stampa libera» a quella dei Paesi dove


la libertà di stampa è «parziale». La causa: la «situazione anomala a


livello mondiale di un premier che controlla tutti i media, pubblici e


privati». Lo afferma in un rapporto Freedom House, un'organizzazione


non-profit e indipendente fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa


della democrazia e la libertà nel mondo, la cui prima presidente fu la first


lady Eleanor Roosevelt. Lo studio viene presentato venerdì al News Museum di


Washington e sarà accompagnato da un live web cast che si potrà scaricare


sul sito Freedomhouse.org.


CLASSIFICA - Nell'annuale classifica di Freedom House, l'Italia va indietro


come i gamberi, insieme a Israele, Taiwan e Hong Kong. «Un declino che


dimostra come anche democrazie consolidate e con media tradizionalmente


aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà», ha commentato Arch


Puddington, direttore di ricerca per Freedom House. Su un punteggio che va


da 0 (i Paesi più liberi) a 100 (i meno liberi), l'Italia ottiene 32 voti:


unico Paese occidentale con una pagella così bassa. I «migliori della


classe» restano le nazioni del Nord Europa e scandinave: Islanda, Finlandia,


Norvegia, Danimarca e Svezia (prime cinque a livello mondiale). Le


«peggiori»: Corea del nord, Turkmenistan, Birmania, Libia, Eritrea e Cuba.


PROBLEMA ITALIA - Il «problema principale dell'Italia», secondo Karin


Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio, è Berlusconi. «Il suo


ritorno nel 2008 al posto di premier ha risvegliato i timori sulla


concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola


guida», spiega. Altri fattori: l'abuso di denunce per diffamazione contro i


giornalisti e l'escalation di intimidazioni fisiche da parte del crimine


organizzato. Intanto giovedì il Committee to Protect Journalists,


un'organizzazione non-profit che lavora per salvaguardare la libertà di


stampa nel mondo, ha pubblicato la top ten dei peggiori Paesi al mondo per i


blogger. La Birmania guida la lista, seguita da Iran, Siria, Cuba e Arabia


Saudita. Sesto il Vietnam, seguito a ruota da Tunisia, Cina, Turkmenistan ed


Egitto.


Alessandra Farkas


30 aprile 2009


CORRIERE.IT


 


 





Sito aggiornato al 5 febbraio 2025
Già editore/proprietario/direttore: Franco Abruzzo (3.8.1939-12.4.2025) Per qualsiasi informazione rivolgersi a Vittoria Abruzzo vittoria.abruzzo@gmail.com
© Copyright 2003-2025 Franco Abruzzo, successori e rispettivi titolari - Tutti i diritti riservati
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR)