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Sole 24 Ore. L'assemblea
approva bilancio e dividendo.
Ma i giornalisti votano
“contro la relazione
finanziaria sull'esercizio
2008 e il relativo bilancio”.
Accettati tagli a voci
importanti (anche alle
collaborazioni interne).

Intervento del CdR: “In queste settimane, è giusto che gli azionisti lo sappiano, la redazione ha accettato una serie di tagli a voci importanti. Anche della retribuzione (=collaborazioni interne, ndr). Altrettanto sono stati costretti a fare i collaboratori. Che non sono sempre affermati professionisti. Tutti sacrifici accettati nella convinzione che i tempi sono difficili e nel quotidiano economico e finanziario più letto del Paese bisogna esserne consapevoli……Se i tempi sono di ferro, allora anche la lungimiranza diventa una virtù. E il rafforzamento della struttura patrimoniale della società oggi a noi appariva ineludibile. I giornalisti del Sole 24 Ore hanno deciso così di rinunciare al loro dividendo lasciandolo in azienda. E' anche questo il nostro piccolo contributo alla creazione di un valore aggiunto. L'azionista di riferimento è andato in una direzione diversa. Quanto avveduta lo verificheremo. Noi intanto non possiamo che votare contro la relazione finanziaria sull'esercizio 2008 e il relativo bilancio”. Il risultato netto di gruppo è stato di 16,1 milioni di euro contro i 27,7 milioni di euro dell'esercizio precedente.

Milano, 28 aprile 2009. L'assemblea degli azionisti de Il Sole 24 Ore ha approvato il bilancio dell'esercizio 2008 e la distribuzione di un dividendo di 0,098 euro per le azioni di categoria speciale e di 0,0717 per le azioni ordinarie (oltre 10 milioni di euro in tutto), che sarà messo in pagamento il 7 maggio 2009, con stacco della cedola il 4 maggio 2009, e verrà corrisposto alle azioni che saranno in circolazione alla data di stacco della cedola.


L'Assemblea ha nominato, confermando la precedente cooptazione, Giampaolo Galli e Giovanni Lettieri quali amministratori non esecutivi della società, in sostituzione rispettivamente di Maurizio Beretta e Paolo Zegna. Galli e Lettieri, alla data di nomina, non detengono alcuna partecipazione ne Il Sole 24 Ore Spa. I curricula vitae dei due nuovi amministratori sono disponibili sul sito www.gruppo24ore.com nella sezione Governance. L'Assemblea ha inoltre confermato Maria Silvani alla presidenza del Collegio Sindacale ed ha infine esteso l'autorizzazione alla disposizione di azioni proprie per ulteriori 18 mesi, al servizio del piano di stock granting per la generalità dei dipendenti e al servizio del piano di stock option per i manager.


Approvazione bilancio 2008 e dividendo


Il Gruppo 24 Ore ha realizzato nell'esercizio 2008 ricavi consolidati pari a 573 milioni di euro, in linea rispetto ai 572,1 milioni di euro del 2007. Il margine operativo lordo si è attestato a 49,3 milioni, rispetto ai 64,4 milioni del 2007. Il risultato netto di gruppo è stato di 16,1 milioni di euro contro i 27,7 milioni di euro dell'esercizio precedente. La capogruppo ha chiuso l'esercizio 2008 con un fatturato di 486,2 milioni rispetto ai 512,6 milioni di euro dell'esercizio precedente. Il Mol ammonta a 41,8 milioni di euro e si confronta con valore 2007 pari a 57,9 milioni di euro. Il risultato netto si attesta a 20,9 milioni di euro, con una diminuzione di 16,5 milioni rispetto all'esercizio 2007, che beneficiava però della plusvalenza derivante dalla cessione dell'intero pacchetto azionario posseduto nel London Stock Exchange Group (13,3 milioni).


Per quanto riguarda il dividendo, è stata approvata dall'Assemblea la proposta di distribuzione di un dividendo complessivo di 10,13 milioni di euro, di cui 3,68 milioni di euro ai possessori di azioni di categoria speciale (pari a 0,098 euro per ciascuna delle azioni di categoria speciale in circolazione, pari a 37.521.737) e 6,45 milioni di euro ai possessori di azioni ordinarie (pari a 0,0717 euro per ciascuna delle azioni ordinarie in circolazione, che sono 90 milioni). La restante parte dell'utile di esercizio, pari a 10,8 milioni di euro, è stata riportata a nuovo. La maggiorazione di dividendo spettante a termini di Statuto alle azioni proprie della Società è stato riattribuito alle azioni di categoria speciale in circolazione.


L'intervento del Cdr. I giornalisti rinunciano al dividendo. Pubblichiamo integralmente l'intervento del rappresentante del Comitato di redazione all'assemblea degli azionisti del Sole 24 Ore:


Buongiorno a tutti, sono Giovanni Negri, giornalista del Sole 24 Ore, componente del comitato di redazione, la rappresentanza sindacale del quotidiano, insieme ai colleghi Anna Del Freo, Barbara Fiammeri e Riccardo Sorrentino. Intervengo in questa assemblea come azionista, nel rispetto dei ruoli. Che sono diversi ma hanno un interesse comune: l'andamento della società e la sua capacità di creare valore. Per tutti: dipendenti e azionisti.


Un anno fa partecipammo per la prima volta all'assemblea senza timori ma anche senza pregiudizi. La quotazione, alla quale non risparmiammo critiche per come era stata condotta, ha rappresentato una svolta importante nella vita di questo gruppo. Sappiamo che non è stato facile e che le resistenze da vincere sono state molte. Oggi siamo tutti, proprietà, manager e giornalisti, nelle condizioni di dovere essere più trasparenti, più attenti al mercato. Che per noi non è un totem cui sacrificare indipendenza e libertà di critica, ma una comunità di lettori che ogni giorno ci mette sotto osservazione. E che di sconti non ce ne fa. Mai. Perché l'abbiamo abituata ad essere esigente. Ci va bene così,. Crediamo, e il successo del giornale di questi anni sta lì a dimostrarlo, di essere stati all'altezza di questa sfida.


Per ora. Ma adesso i tempi sono cambiati. Lo sappiamo, leggiamo e vediamo ogni giorno. Ed è con questa consapevolezza che dobbiamo affrontare i prossimi mesi. Ci troviamo nel mezzo di una crisi che, per i giornali, ha un doppio e brutto segno. C'è una difficoltà che ci auguriamo tutti essere congiunturale, determinata dal crollo della raccolta pubblicitaria e dal suo impatto sui ricavi. Soprattutto futuri. In queste settimane, è giusto che gli azionisti lo sappiano, la redazione ha accettato una serie di tagli a voci importanti. Anche della retribuzione. Altrettanto sono stati costretti a fare i collaboratori. Che non sono sempre affermati professionisti. Tutti sacrifici accettati nella convinzione che i tempi sono difficili e nel quotidiano economico e finanziario più letto del Paese bisogna esserne consapevoli.


Lo ha fatto però anche nella speranza che si aprisse la stagione di un confronto su piani editoriali e industriali all'altezza del momento. Perché a preoccuparci ancora di più del taglio dei budget pubblicitari delle aziende sono le difficoltà strutturali della carta stampata. Copie in calo. Per tutti e in tutto il mondo occidentale. La sensazione di un prodotto ormai maturo ci direbbero gli economisti; la tentazione dello sconforto. Anche i nostri conti sono in sofferenza: il crollo del doping dei collaterali ne è solo un segno. Il più evidente, ma non il solo. Gli ultimi dati sulla diffusione di marzo ci vede attestati sulla quota critica di trecentomila copie. E' questa la crisi con la quale dobbiamo confrontarci, la più seria che abbia sinora investito il mondo dell'informazione.


Sappiamo, ci è stato ricordato, che è anche nei grandi giornali che si riconosce l'identità del Paese. E' vero, ma non basta. Servono idee e investimenti. Che per ora non si vedono. Non almeno nell'area dell'Editrice. Abbiamo bruciato cassa in quest'anno e il bilancio sta lì a dimostrarlo. Ma le risorse della quotazione ci sono ancora. E sono queste che dovrebbero permetterci un futuro meno precario. La gran parte degli investimenti però sono stati fatti nel settore dei professionisti. Non ci sentiamo di criticarli come avventati. Ma nel recente passato non sempre le scelte si sono rivelate lungimiranti. Anche nei prodotti editoriali. Due casi: «Ventiquattrore Tv» e «24 minuti». Di quest'ultimo ancora nella relazione finanziaria che avete in mano potete leggere di un 2008 all'insegna del rafforzamento del brand e della fidelizzazione dei lettori. Ha chiuso un mese fa: forse un po' grottesco.


Avere concentrato gli investimenti in un'area sola contribuisce a creare allarme nella redazione. Quella redazione che rappresenta una parte consistente del capitale intellettuale di un'impresa che vende una merce tanto immateriale, tanto cruciale e tanto decisiva come l'informazione. E' la redazione che ha costruito nel tempo il valore di un marchio ormai trasversale a tante iniziative come quello del Sole 24 Ore. Ed è la redazione che oggi accoglie con sconcerto una politica di soli tagli, poco attenta alla valorizzazione dei giovani, che ci sono e sono bravi. Ancora troppo indulgente verso i privilegi di pochi e disattenta al riconoscimento dei meriti. Riconoscimento che non ci vede contrari. Anzi: per noi costituisce l'altra faccia della disponibilità ad affrontare e tagliare i veri sprechi.


Solo poche parole per un tema che non è solo sindacale. Quello dell'organizzazione del lavoro. Perché è dal lavoro e dal capitale umano che si deve ripartire. Oltre le singolari affermazioni per cui "la crisi è anche un'opportunità". Oggi servono nuove figure redazionali, in grado di offrire opportunità di crescita a tutti e non solo ad alcuni. Serve un'articolazione del lavoro coerente con la volontà di puntare sull'informazione online. Nella consapevolezza che se tutto sul web oggi è gratuito, in futuro potrebbe non essere più così. I lettori cercano anche online la "certificazione" del grande giornale. Abbiamo firmato tra i primi un accordo sulla multimedialità e un altro specifico per internet e il potenziamento del sito. La redazione del quotidiano già lavora per un giorno alla settimana esclusivamente sul sito. Come? Comunicando solo via mail con i colleghi della redazione online. Perché? Manca la possibilità di interazione tra il sistema del giornale e quello telematico.


E' solo un esempio. Per noi significativo della necessità del cambiamento e dell'urgenza di investimenti mirati. Per questo non possiamo essere d'accordo con la decisione di distribuire un dividendo dopo quelli, sì quelli, ce ne fu uno ordinario e uno straordinario, del 2007. Altri grandi gruppi editoriali come Mondatori e Espresso-Repubblica non lo hanno fatto o lo hanno fatto in maniera limitata come in Rcs. Un'altra scelta era possibile. Il capitale va remunerato certo. Ma non è un dogma. Se i tempi sono di ferro, allora anche la lungimiranza diventa una virtù. E il rafforzamento della struttura patrimoniale della società oggi a noi appariva ineludibile. I giornalisti del Sole 24 Ore hanno deciso così di rinunciare al loro dividendo lasciandolo in azienda. E' anche questo il nostro piccolo contributo alla creazione di un valore aggiunto. L'azionista di riferimento è andato in una direzione diversa. Quanto avveduta lo verificheremo. Noi intanto non possiamo che votare contro la relazione finanziaria sull'esercizio 2008 e il relativo bilancio.


(fonte: www.ilsole24ore.com)


 





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