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CASAGIT. ANONIMI
BOLLETTINI A CASA:
NON BASTERANNO
NEANCHE A PAGARE IL
DEFICIT CAUSATO
DA QUESTO CDA

di Corrado Chiominto *
per www.puntoeacapo.org del 19/4/2009

La maggioranza che guida la Casagit batte cassa. I bollettini con la richiesta di un versamento aggiuntivo che molti colleghi stanno ricevendo in questi giorni sono l’effetto concreto del buco dei conti provocato dall’attuale gestione della cassa. Ai colleghi viene chiesto di mettere mano al portafoglio senza nemmeno una riga di spiegazione che sarebbe stata dovuta, e non per questioni di galateo ma perché sono stati eletti per gestire risorse che i giornalisti versano obbligatoriamente.


Certo non  sarebbe stato facile dire loro che il contributo “una  tantum” richiesto (che vale 2,1 milioni, non noccioline) sarà solo una manovra di alleggerimento che non riuscirà nemmeno quest’anno a riportare i conti in attivo. Già ora Casagit stima di chiudere il 2009 con  circa 2 milioni di deficit. Il rosso che l’attuale Cda lascerà in eredità rischia così concretamente di trasformare questa manovra una tantum  in una semper.


I bollettini di pagamento inviati ben simboleggiano la volontà di evitare la presa in carico di responsabilità. L’unica lettera che li accompagna è quella della banca, scritta in un italiano burocratico e lunare: “In conformità con quanto concordato  con il Creditore – è scritto (e le maiuscole sono così nel testo) - Vi informiamo che l’importo della fornitura di merci/servizi riferentesi al dettaglio dovrà essere versato alla nostra banca”.


Se proprio i vertici della Casagit non  volevano spiegare le ragioni della richiesta di un ulteriore contributo (magari con una letterina firmata), avrebbero almeno dovuto sentire la necessità di spiegare di cosa si tratta: sul bollettino è scritto solamente e in modo incomprensibile  “pregresso quota agg. nucleo 54”.


Così non si dice che esistono varie fasce di contribuzione e che, proprio per questo, è bene controllare a quale gruppo si appartiene visto che l’invio di così tanti bollettini personalizzati è certamente operazione complessa (e costosa, tanto che come consigliere nazionale chiederò che sui costi si faccia un po’ di chiarezza). 


Nessuno spiega poi che viene preso a  riferimento l’ultimo reddito disponibile ma che sarà possibile un conguaglio a fine  anno, che nulla è dovuto dai colleghi cassaintegrati  o in cassa integrazione.Eppure, anche se proprio non si volevano fornire queste doverose informazioni in una paginetta, bastava almeno indicare un numero di telefono o fare rinvio al sito internet di Casagit.


Nel tentativo di minimizzare l’operazione non viene nemmeno spiegato che si tratta solo dei primi due bollettini e che altri due arriveranno nel corso dell’anno. L’idea,  probabilmente, è che dividendo l’importo dovuto questo appaia meno pesante da pagare.


La realtà è invece che l’invio a rate dei bollettini non solo costringerà il colleghi a fare più file per pagare (era così difficile richiedere il pagamento direttamente ai  datori di lavoro che già pagano i nostri contributi?), ma farà soprattutto lievitare  il costo dell’operazione (per spese postali e spesa per l’invio dei bollettini), rendendola così ancora meno utile per i conti della Casagit.


* Consigliere nazionale della Casagit, esponente di Puntoeacapo


 


 


 





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