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Stampa

GIORNALISTI.
FNSI: VA ACCELERATA
la RIFORMA dell’accesso.
Duro attacco all’ORDINE
per “ritardi e inerzia”

“Parimenti l'avere da parte dell'Ordine troppo debolmente presidiato anche la trincea deontologica - levando alta la voce a difesa degli interessi deboli esposti talora alla gogna mediatica - ha fornito strumenti polemici a quanti mirano a scardinare con il ddl Alfano il dovere dei giornalisti ad informare e il diritto dei cittadini ad essere informati”. IN CODA LA RISPOSTA DELL’ORDINE: “LA FNSI CERCA UN DIVERSIVO”.

Roma, 3 aprile 2009.  E' ora che il progetto di riforma dell'Ordine dei giornalisti faccia "significativi passi avanti": è la presa di posizione del Consiglio nazionale della Federazione nazionale della stampa, in una mozione approvata ieri con 30 voti favorevoli e tre astenuti. Nel testo della mozione, il Consiglio "esprime forte preoccupazione per il ritardo con il quale il vertice dell'Ordine nazionale dei giornalisti ha messo mano alla riforma della legge istitutiva dell'Ordine stesso con particolare riferimento al tema dell'accesso alla professione. L'inerzia su tale punto ha offerto alle aziende editoriali di potere disporre di un pressoché inesauribile


bacino di forza di lavoro di riserva con conseguenze gravi sulla capacità negoziale su temi delicati quali la tutela dei diritti, primo fra tutti quello alla continuità del rapporto di lavoro, per i colleghi assunti a tempo determinato".


 "I significativi risultati ottenuti per innovare il welfare dei colleghi titolari di contratto di collaborazione coordinata continuativa (indennità di malattia e maternità, allineamento dell'aliquota Inpgi a quella Inps ponendo in capo alle aziende l'obbligo del regolare versamento dei contributi previdenziali un tempo in capo ai colleghi) e contratti a termine (temperamento delle norme tese ad elevare la precarietà introdotte con il decreto 112 e aumento dei minimi che riverberano anche sulla paga dei colleghi assunti a tempo determinato) - continua la mozione - scontano debolezze che originano dall'assenza di un valido presidio dell'accesso e quindi della possibilità di governare - in quantità e qualità - l'offerta di lavoro giornalistico". Il Consiglio nazionale della Fnsi, "nel confermare il proprio impegno per sostenere i colleghi titolari di contratti atipici e a tempo determinato, ritiene opportuno che il vertice della Fnsi incalzi quello dell'Ordine affinché si sviluppi un'iniziativa che coinvolgendo forze politiche e Parlamento faccia fare al progetto di riforma significativi passi avanti. Il mancato presidio dell'accesso alla professione ha indebolito ma non impedito al sindacato di mettere in campo difese per il lavoro giornalistico più esposto alla congiuntura sfavorevole del settore dell'editoria. Parimenti l'avere da parte dell'Ordine troppo debolmente presidiato anche la trincea deontologica - levando alta la voce a difesa degli interessi deboli esposti talora alla gogna mediatica - ha fornito strumenti polemici a quanti mirano a scardinare con il ddl Alfano il dovere dei giornalisti ad informare e il diritto dei cittadini ad essere informati. Su questi punti - conclude la mozione - il Consiglio nazionale della Fnsi impegna gli organismi dirigenti del sindacato ad avviare un confronto nella categoria e con i colleghi dell'Ordine". (ANSA).


 


L’Ordine alla Fnsi:  “Fai solo propaganda e cerchi un diversivo di fronte alle difficoltà del momento”


Roma, 3 aprile 2009. Pubblichiamo la risposta dell’Ordine nazionale alla Fnsi:


“L’Odg sarà felice di essere “incalzato” sul progetto di riforma della legge istitutiva dell’Ordine dalla Federazione della stampa e da chiunque abbia il desiderio di dare un contributo positivo.


La Fnsi, in verità, ha conosciuto tutto il percorso della riforma che è stato fin qui fatto, momento per momento, al contrario di quanto, purtroppo, è avvenuto a proposito dell’ipotesi del  contratto di lavoro di cui l’Odg è cofirmatario. Nonostante esplicite richieste, e quali che siano le affermazioni contrarie dei vertici della Fnsi, infatti, l’Odg non ha mai avuto, neanche per stralcio, una documentazione ufficiale di quanto si andava condividendo con gli editori. Non ha avuto, quindi, alcuna possibilità di dare contributi ad una ipotesi sulla quale conferma le perplessità contenute nel documento approvato per acclamazione dal Cnog.


La proposta di riforma dell’Ordine, approvata dal Cnog a ottobre 2008, sarà illustrata in 20 città italiane in una manifestazione da tempo programmata per il 9 maggio, al fine di sensibilizzare i cittadini e coinvolgere i parlamentari. In verità, il giorno prescelto per gli incontri era il 18 aprile, ma la data è stata differita proprio su richiesta del vertice della Fnsi.


L’affermazione che le prevaricazioni di non pochi editori nei confronti dei colleghi più deboli – precari e contratti a termine – dipenda dal ritardo nel processo di riforma – peraltro prerogativa del Parlamento che in più occasioni, negli anni scorsi, è stato ad un passo dal vararla – è il segno della grande difficoltà in cui versa il vertice della Federazione della stampa. La Fnsi non sembra aver saputo dare ai giornalisti italiani le risposte contrattuali attese da così tanti anni e cerca, ora, con una miope strategia, di creare un diversivo attaccando l’Ordine dei giornalisti, ritenendosi paga degli applausi di un vertice che si rivela sempre più distante dai problemi reali di chi viene esposto, con le nuove norme contrattuali, a conseguenze molto pesanti.


Insultante per l’intelligenza di chiunque è l’accusa di aver “troppo debolmente presidiato la trincea deontologica” offrendo così un contributo a quanti, con il ddl Alfano “mirano a scardinare il dovere dei giornalisti ad informare ed il diritto dei cittadini ad essere informati”. Nella stessa sede della Fnsi, in una pubblica manifestazione, recentemente è stato dato atto al vertice dell’Ordine di un fattivo lavoro proprio per evitare, con azioni concrete, quel che la Fnsi si limita a chiedere a parole.


Quel giorno non era il momento della propaganda auto difensiva, ma quello del confronto costruttivo sul quale il vertice dell’Odg, nonostante tutto, continua a sentirsi impegnato”.


 


 


 


 


 


 


 


 


 





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