Andriolo: un contratto adeguato ai tempi, solidaristico e difensivo.
CALABRÒ: BENE INTESA FIEG-FNSI. QUESTA PROFESSIONE È FONDAMENTALE
Si è conclusa con soddisfazione la vicenda del nuovo contratto nazionale.
Un po’ di amarezza deriva dal troppo tempo impiegato per realizzarlo a causa anche di una certa anchilosi del Sindacato e di una diffidenza arrogante degli editori.
E’ tuttavia il primo passo oggettivo per un contratto adeguato ai tempi che attraversiamo e basilare per il futuro contratto: solidaristico, difensivo, il più possibile dei livelli occupazionali, nonché della professione (quando c’è).
Qualche fuga in avanti con lo spauracchio di internet non metterà in crisi, nel tempo, la parte cartacea dell’informazione.
L’aumento mensile è di tutto riguardo (con i tempi che corrono) per i redattori. Le sostanziali garanzie per l’Inpgi, sottolineano lo spirito solidaristico e prevegente del documento. Per la prima volta si è pensato ai pensionati, oltre che alle future generazioni.
Il fondo di perequazione delle pensioni fu pensato e delineato dal precedente Cda del nostro Ente di previdenza: un’intuizione che darà tutela di ulteriori benefici ai nostri pensionati. Ora spetta agli attuali Organismi sindacali dei pensionati portare avanti – aprendo un serio e costante dialogo con le confederazioni sindacali – la questione fiscale, principi di assistenza nuovi, incisivi ed economicamente compatibili.
Maurizio Andriolo
Vicepresidente vicario dell’Inpgi
GIORNALISTI. CALABRÒ: BENE INTESA FIEG-FNSI. QUESTA PROFESSIONE È FONDAMENTALE
Roma, 27 marzo 2009. «La funzione di giornalista resta fondamentale e diventa anzi più complessa nella realtà attuale di un flusso enorme ma indiscriminato di notizie per inquadrare l'informazione e dare ad essa sistematicità». Con queste parole il Presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò, esprime «soddisfazione» per l'intesa tra Fieg e Fnsi sull'ipotesi di accordo per il nuovo contratto dei giornalisti. «I giornalisti - dice a margine di un convegno presso la Seconda Università di Napoli su "Crisi della cultura e formazione della persona" - devono sentire l'orgoglio di questo loro compito, essenziale nella società moderna alluvionata da una congerie di notizie indistinte che con la loro abbondanza e genericità rischiano di alimentare la confusione anzichè condurre verso la comprensione dei fatti». «Non meno importante - osserva Calabrò - è la valutazione degli stessi, che il giornalista deve fare con piena libertà ma con obiettività, equilibrio, completezza, supportati da tutta la possibile documentazione. Questa funzione del giornalismo, significativa per tutti, assume un'importanza ancor maggiore nei confronti dei giovani che devono sviluppare un percorso di formazione che richiede una capacità di visione aperta ma organica e concludente, secondo una sequenza tematica». (Adnkronos)
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