Caro Franco, ho letto con attenzione il tuo resoconto sull’Assemblea Casagit tenutasi il 18 marzo al Circolo della Stampa di Milano, resoconto dettagliato e puntuale come sempre ma che forse merita, se mi consenti, qualche integrazione e puntualizzazione.
Punto primo: da più parti e in più interventi, è stato evidenziato come per alcuni, tanti (quanti? lo vedremo meglio nei prossimi giorni…) Casagit sta diventando eccessivamente onerosa. Il prelievo del 3,60% sul reddito complessivo per troppi si sta rivelando maggiore delle spese mediche poi effettivamente sostenute, a fronte anche di rimborsi quasi mai integrali. Chi afferma che “Le prestazioni della Casagit oggi, comunque, sono superiori a quelle offerte dalle assicurazioni private” non ce ne da però prova e dimostrazione pratica, e alcune delle riflessioni avanzate nei giorni scorsi anche da Ezio Chiodini contribuiscono a creare ben più di qualche legittimo dubbio in proposito. Gli stessi confronti tra Casagit e altre forme di assistenza sanitaria privata pubblicati sul sito ufficiale di Casagit sono troppo pochi e comunque insufficienti: alcune grandi assicurazioni private nazionali stanno studiando in queste settimane ipotesi di convenzioni che garantiscano stesso servizio e stessi rimborsi offerti da Casagit a costi che si preannunciano estremamente competitivi. Dati e cifre alla mano, avremo presto modo di fare sicuramente un esame più serio e approfondito della questione.
In questo quadro e alla luce della situazione emersa in questi ultimi mesi sullo stato di salute della Casagit, è inevitabile che prenda ora piede un’ipotesi da più parti condivisa: rendere il prelievo del 3,60% sul reddito non più obbligatorio ma volontario. Chi ritiene che Casagit offra ancora il servizio migliore, potrà continuare ad avvalersene; altrimenti, liberi di provvedere e procedere diversamente, rinunciando ai servizi Casagit e mantenendo in busta paga i soldi attualmente prelevati. E’ chiaro che una tale eventualità comporterà una modifica all’art.21 del contratto, e se finora mai questa questione era stata posta, è semplicemente perché ci era stato taciuto e tenuto nascosto il dissesto finanziario della Casagit. Ora, scoperte le carte, ecco porsi il problema: se ne parlerà sicuramente anche nel prossimo Consiglio Nazionale del 26 marzo.
Secondo punto: Un interrogativo è resta più che mai d’obbligo: cosa è oggi effettivamente Casagit? Casagit nacque nel 1974 allo scopo di assicurare ai soci e ai loro familiari secondo principi mutualistici un sistema integrativo dell'assistenza prestata dal Servizio Sanitario Nazionale. Tutti sappiamo cosa ha rappresentato negli anni passati per i giornalisti italiani e ne riconosciamo l’importanza e il valore rivestiti, ma oggi, nella sua formulazione attuale, Casagit è una istituzione ancora valida e rispettosa delle finalità per cui venne istituita? A questa domanda ieri non sono state date risposte convincenti: tutti a pensare alla situazione migliore per coprire il buco economico, tutti a parlare delle inefficienze gestionali e della necessità di una svolta (leggi: posti e poltrone) in occasione delle elezioni per il rinnovo del Cda della Casagit a inizio giugno. Ma nessuno a chiedersi effettivamente quale sia oggi l’identità, l’utilità, il significato di un ente che dopo 35 anni di profondi mutamenti sociali deve necessariamente ripensare e attualizzare la sua funzione.
L’impressione è che Casagit sia diventata un centro di potere, una casa chiusa dove pochi prendono autonomamente le decisioni che poi tocca a tutti gli altri subire. L’autoreferenzialità sta ormai diventando purtroppo un carattere distintivo degli organismi associativi della nostra categoria: lo si riscontra nelle vicende che stanno ad esempio interessando l’attività del nostro sindacato regionale, sempre più chiuso e concentrato sugli equilibri correntizi interni e sempre meno attento alle richieste e alle grida di allarme che quotidianamente vengono da chi ogni giorno lavora sul campo. Per averne conferma, basta chiedere in giro ai tanti, numerosi colleghi che stanno progressivamente perdendo fiducia in quelle istituzioni che dovrebbero invece essere preposte a tutelarli e rappresentarli. Anche ai margini dell’assemblea del 18/3, l’argomento più ricorrente nelle discussioni tra “autorevoli rappresentanti” dei nostri organismi era proprio quello legato alle alleanze e ai nomi da indicare per il rinnovo del Cda Casagit. Convinti, bontà loro, che i problemi della Casagit potranno facilmente essere risolti con un semplice cambio di poltrone. Non ci si lamenti se poi la fiducia e la partecipazione nelle nostre istituzioni associative sta sempre più venendo meno…
Aurelio Biassoni
Consigliere nazionale della FNSI
Milano, 19 marzo 2009
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CASAGIT.
Dall’assemblea
di Milano annunci
e numeri che non
danno tranquillità
dopo i sacrifici
chiesti alla categoria.
Le riserve ammontano a 8,8 mln di euro. Il buco del 2008 tra i 5 e i 6 milioni di euro. Il nuovo CdA - dice Andrea Leone - dovrà rivedere lr aliquote e le prestazioni. Stampa democratica e Quarto potere: “Rosso sempre più profondo. Vogliamo una nuova Casagit”. Le prestazioni della Casagit oggi, comunque, sono superiori a quelle offerte dalle assicurazioni private. Si voterà per il nuovo Cda dal 6 al 10 giugno.
di FRANCO ABRUZZO
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