TV. MEDIASET: TIENE MALGRADO LA CRISI, DUELLO È CON SKY. IN ESCLUSIVA SU DIGITALE COPPA UEFA, AUDITEL NON SI TOCCA
di Alfonso Neri-ANSA
Milano, 18 marzo 2009. «Insci aveghen». Usa il milanese il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri alla presentazione del bilancio nel commentare il dividendo 2008: «Averne» di 38 centesimi ad azione in questi tempi di crisi. Ma tutti i dati economici del gruppo televisivo sono di sostanziale tenuta e in qualche caso di miglioramento, con il duello che ormai è chiaro: la Rai fatica nella raccolta pubblicitaria anche in annate con grandi eventi come quella scorsa, mentre Sky investe con forza sulla tv generalista, di fatto in concorrenza. E Mediaset risponde chiara: il digitale terrestre 'pay' va benissimo e avrà altra merce pregiata, l'Auditel non si tocca anche se gli uomini di Murdoch l'hanno chiesto con forza. «Ce ne vogliono di Cuccarini per fare una televisione generalista», dice sorridendo Confalonieri. «Non aumenteremo i costi o cambieremo mestiere perchè un artista o un altro vanno su Sky - aggiunge il vice presidente Pier Silvio Berlusconi - che aumenta i contenuti per fare più abbonati». Ma intanto Mediaset guarda i conti del digitale terrestre e aumenta l'offerta: la base degli utenti è passata in tre mesi di forte crisi generale da 2,9 milioni a 3,2 milioni di metà marzo, ben oltre le stime. «Ogni volta che guardiamo a Premium ci sorprendiamo», dice Berlusconi junior durante la conferenza con gli analisti finanziari sui dati 2008. E allora annuncia di avere acquisito i diritti in esclusiva per la Coppa Uefa di calcio dei prossimi tre anni, che si chiamerà Europe League per farla assomigliare almeno nel nome alla ben più ricca Champions League, spiegando che sarà trasmessa in chiaro, ma soprattutto sul canale a pagamento, così come per il prossimo motomondiale di Valentino Rossi & C. «Comunque Sky rimane molto lontana da noi nei profitti», dice Confalonieri. Profitti buoni per Mediaset: 459 milioni l'anno scorso contro i 506 milioni del 2007, un risultato sul quale ha pesato la svalutazione per 45 milioni dell'avviamento operata da Edam, l'holding di controllo di Endemol. «A possibili acquisizioni guardiamo con molta prudenza. Mediaset è un bell'investimento - dice Pier Silvio Berlusconi rispondendo a una domanda sul possibile rafforzamento di Fininvest nel gruppo televisivo - e non possiamo escludere in futuro, ma non ora che stiamo bene così, di crescere ancora in Endemol, che sta tenendo bene anche con la crisi». «Il nostro obiettivo per il 2009 è aumento zero dei costi dei palinsesti - afferma il vice presidente Mediaset - mantenendo i livelli di qualità attuali, ma non taglieremo gli stipendi di nessuno, questo è sicuro». «Potremmo prendere gli aerei di linea, magari Alitalia, per i road show finanziari», aggiunge Confalonieri, che bolla come «una cavolata» la proposta Bondi di una rete senza pubblicità per Mediaset e Rai. Una Rai che sta perdendo la partita della pubblicità: secondo dati Mediaset, nel 2008 il gruppo del Biscione ha aumentato gli introiti dello 0,1%, la Rai è calata del 3,6% con Europei di calcio e Olimpiadi, la stampa ha perso il 7,1%. E la bordata finale allora è per Sky. «Vediamo spesso il lunedì gli arbitri sotto accusa se si è perso la sera prima: in Auditel - conclude Confalonieri - chi comanda sono gli investitori pubblicitari, che esprimono il presidente: mi sembra una polemica fuori posto e una caduta di tono l'ultima uscita dell'amministratore delegato di Sky». La Borsa intanto apprezza i risultati del gruppo e spinge Mediaset in rialzo del 3,31% a 3,35 euro. (ANSA).
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