Casagit: acronimo che tutti conosciamo, ma mi piacerebbe che potesse significare anche Casa giornalisti italiani, con quel casa che insapora l’appartenenza a un alcunché di caro. La Casagit fino a non molto tempo fa è stata qualcosa di caro, la Casa di maggior tutela di noi giornalisti, con dentro la sensazione gradevole d’avere un’ombrella in più per i guai fisici, un riparo, esageriamo via!, un usbergo sereno. Che cosa è successo? I conti non tornano più. La sensazione di chi sta fuori dai luoghi di comando, o meglio amministrativi, è che non ci sia stata perizia completa, un’attenzione non del tutto… attenta, un andar per seggiole (non sono più di questo) piuttosto che avere cuore ed occhi estremamente attenti al bene di Casagit. In più un’informazione a spizzichi, reticente, come se nascondendo la verità mutasse la realtà. Tutto questo ha spruzzato malinconia, oltre che richiamare con prepotenza ai… conti, questa volta miei personali. E dunque, se per me e mia moglie il costo Casagit sale a tremila 420 Euro l’anno, se molte medicine ormai sono fuori rimborso, se le prestazioni sono meno prestanti, che fare? Guardarsi in giro e confrontare. E’ inevitabile, anche se il solo pensarlo mi dà una stretta al cuore. Noi pensionati (per fortuna ancora… lavoratori) abbiamo la possibilità d’uscire dalla Cassa. Lo farò? Non lo farò? Eh, l’ottimo Wilde (Oscar) sentenziava che resisteva a tutto fuorché alle tentazioni. Io sono meno… virtuoso di lui e resisto maggiormente alle tentazioni, specialmente questa che rappresenta la storia intelligente della nostra categoria, storia di lungimiranza, la stessa che il non meno ottimo Carlo Borromeo individuava là dove sentenziava, a sua volta, che “governare significa prevedere”. I giornalisti avevano previsto che la Casagit sarebbe stata un’eccellente strada da percorrere insieme a maggior tutela. Ora siamo a questa svolta, una curva a gomito che rischia di farmi derapare. Le normali compagnie d’assicurazione sono diventate concorrenziali. Varrà più l’attaccamento ad una creatura nostra (affare di cuore) o il richiamo per nulla flebile al risparmio? (affare di cervello). Non posso nemmeno “manzoniare” un: “ai posteri l’ardua sentenza”, quanto piuttosto “al posteriore”, inteso come “locus portaphoglii”. Venia, cari colleghi, per il tono. La faccenda è seria, ma non me la sento di piangere.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
PREPARIAMOCI A UN BEL CONFRONTO
MERCOLEDI’ 18 marzo ore 11 presso il
Circolo della Stampa di Milano (corso Venezia 16)
ORDINE DEL GIORNO:
1) MISURE DI CONTENIMENTO DELLA SPESA.
2) DIBATTITO
3)VARIE.
Sarà presente il presidente di Casagit, Andrea Leone, che illusterà l’andamento della cassa e le sue prospettive.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°