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Stampa

PUBBLICITA’. FIEG:
“STAMPA PERDE 30-40%.
SERVONO MISURE
URGENTI. RIVEDERE
I LIMITI ANTITRUST.
RACCOLTA: VERIFICARE
LA QUOTA degli SPOT RAI”.

Roma, 11 marzo 2009. La carta stampata perde il 30-40% in termini di raccolta pubblicitaria rispetto allo scorso anno: è l’allarme lanciato dal presidente della Fieg (la Federazione degli editori di giornali), Carlo Malinconico, che chiede misure urgenti per sanare “gli squilibri del mercato che penalizzano la stampa”. “Secondo gli ultimi dati - ha detto Malinconico a margine del convegno dell’Upa (Utenti pubblicità associati) in corso a Roma - la perdita nella raccolta pubblicitaria è del 30-40% rispetto all’anno scorso e nulla può far immaginare un andamento migliore”. Di qui l’esigenza di misure per riequilibrare il mercato: “Nel fatturato dei giornali, quotidiani e periodici, la porzione che deriva dalla pubblicità - ha sottolineato il presidente della Fieg - è in calo: nel 2008 il settore ha occupato il 33,6% della torta complessiva del mercato pubblicitario, una quota che in diversi Paesi europei è superiore al 50%”. Tra gli interventi proposti da Malinconico, “il ripensamento dei limiti antitrust per la raccolta pubblicitaria” e “una riflessione sul ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo e sui relativi spazi pubblicitari”.


A giudizio del presidente degli editori, è necessario “ripensare limiti antitrust per la raccolta pubblicitaria: c’é infatti una singolare differenza - ha spiegato - tra le concessionarie che si occupano della raccolta per la carta stampata, che hanno limiti del 30% sul totale del mercato o del 20% se controllano un’impresa editoriale, e quelle televisive che godono di un sistema diverso, basato sulla verifica ex post delle eventuali posizioni dominanti sul mercato”. Occorre anche “dare trasparenza al mercato pubblicitario, con una specifica disciplina dell’attività di intermediazione”. Nel mirino del presidente della Fieg anche il recepimento della nuova direttiva europea Tv senza frontiere e le norme sul cosiddetto ‘product placement’, la pubblicità di prodotto: “La direttiva - ha detto - contiene ampi margini di discrezionalità per gli Stati e la bozza di recepimento messa a punto in Italia la sta recependo nel senso più ampio possibile: bisogna trovare una soluzione che non comprima ulteriormente le potenzialità della carta stampata”. Tra le misure suggerite dalla Fieg, “il potenziamento dell’informatizzazione della rete di vendita e della comunicazione di notizie di interesse per i cittadini” e soprattutto “norme asimmetriche in favore della carta stampata e una riflessione sul ruolo del servizio pubblico e sui relativi spazi pubblicitari”. Su quest’ultimo aspetto, Malinconico non si è sbilanciato sull’ipotesi di una rete Rai senza pubblicità rilanciata qualche giorno fa dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi: “Non sappiamo se questa è la soluzione, ma va posto il problema di verificare se non sia il caso di ripensare il servizio pubblico anche in termini di un minor accesso al dato commerciale”. (ANSA).





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