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Due lettere in redazione.
Welfare. Affiorano
dubbi e perplessità.
Ma ora l’Inpgi/2 può
avvalersi dell’opera
degli ispettori contro
eventuali abusi delle aziende.

1.Domanda: ma come la


mettiamo con i collaboratori


che non sono cococo


per decisione di un editore?


Gentile presidente Abruzzo, grazie per la comunicazione. Ma come la mettiamo per i collaboratori che non hanno un cococo ma una collaborazione occasionale? Già saprà che dal 1° gennaio 2008 la Poligrafici Editoriale ha ridotto i propri collaboratori da  co.co.co a prestatori d’opera occasionale (ex art. 2222 c.c.). A seguito di ciò l’azienda ha ritenuto di non dover assicurare i suoi collaboratori all’Inpgi 2 e dunque nel 2008 non mi ha corrisposto il 2%, dovuto obbligatoriamente dal datore di lavoro ai suoi giornalisti.  Una responsabile dell’ufficio collaboratori della Poligrafici Editoriale mi aveva confermato, diversi mesi fa, che «l’azienda non prevede di corrispondere il 2% dell’Inpgi ai suoi collaboratori».  Avevo messo al corrente della situazione anche la Gestione Separata dell’Inpgi, che mi ha risposto di non poter intervenire in quanto non disponone di ispettori che possanno effettuare i controlli.  Ho informato della vicenda anche l'Ordine dei giornalisti  che spero prenda provvedimenti.  Grazie per l'attenzione.


F. D.T.


 


2. Non condivido il suo entusiasmo:


e se gli editori trattengono


la maggiore aliquota  dai


compensi lordi già magri?


Caro presidente Abruzzo, sono una giornalista free lance, più che precaria perché lavoro da anni per varie redazioni come collaboratrice esterna senza neppure il fantasma di un contratto o almeno di una lettera d'incarico. Non mi lamento della mia situazione, anche se dovrei/potrei farlo, ma francamente non condivido il suo entusiasmo per le nuove aliquote contributive. Non credo proprio infatti che l'editore aggiungerà questa cifra ai compensi perché di fatto dovrebbe aumentarli del 12,5%. Molto più probabile che la sottragga dal compenso lordo pattuito, trincerandosi dietro lo spettro della crisi e paventando la totale disoccupazione per chi non accetti. E se per un pagina (neppure per una cartella ma proprio per una pagina anche di 3 o 4mila battute) taluni editori mi pagano 30 euro lordi, togliendo il 20% di ritenuta d'acconto e sottraendo anche il 18,75 per l'INPGI, mi dice lei cosa mi rimarrà in tasca per comprare ogni giorno pane, latte e pasta?  La prego di correggermi se il mio ragionamento non fila o se ho sbagliato qualche calcolo, non potrebbe che rincuorarmi l'essermi sbagliata. Grazie e buona serata.


Marinella





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