Home     Scrivimi     Cercadocumenti     Chi è     Link     Login  

Cerca documenti
Cerca:
in:
     

Documenti
Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
  » Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  Ordine giornalisti
Stampa

Professione.
Da fine novembre
anche per i giornalisti
scatterà l'obbligo
della "posta
elettronica certificata"

Dice il comma 7 dell’articolo 16 della legge 2/2009: “7. I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6 entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco riservato,consultabile in via telematica esclusivamente dalle pubbliche amministrazioni, i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata”.

di AMEDEO VERGANI
presidente Gsgiv dell'Alg

Milano, 6 febbraio 2009.  Entro la fine di novembre tutti i professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato, giornalisti compresi, dovranno dotarsi obbligatoriamente per legge  di un indirizzo di "posta elettronica certificata" o di un altro sistema di comunicazione con caratteristiche analoghe. La norma (vedi in coda l’art. 16, comma 7, della legge 2/2009 in http://www.parlamento.it/leggi/09002l.htm)  fissata in un primo tempo dal decreto "anticrisi" approvato dal Governo nell'autunno dell'anno scorso, è stata ora riconfermata e trasformata in legge.


L'obbligo scatterà più precisamente dal prossimo 29 novembre perché, al momento del varo del provvedimento, il Governo ha fissato in un anno esatto il tempo per permettere ai professionisti di adeguarsi a questa nuova disposizione. Le imprese invece avranno tre anni di tempo.


L'uso della posta elettronica certificata ( Pec) sostituisce il fax e la raccomandata, "Rr" compresa,  e dovrebbe permettere, soprattutto alla pubblica amministrazione e pure ad altri enti ed associazioni come i nostri organismi di categoria, notevoli risparmi. Idem ovviamente anche per imprese e liberi professionisti che potranno utilizzare questa soluzione per spedire e ricevere fatture e tutti gli altri documenti di una certa rilevanza a costi praticamente quasi azzerati.


I professionisti interessati da questa nuova norma, non solo dovranno dotarsi di un indirizzo Pec attivandolo - costo tra i 5 e i 25 euro annui -  presso uno dei molti gestori certificati esistenti, ma dovranno poi comunicarlo ai loro  Ordini o Collegi di appartenenza dove, sempre per legge, devono intanto essere stati costituiti degli appositi elenchi  con gli indirizzi di posta elettronica certificata dei loro iscritti, la consultazione  dei quali, dice la norma, "avviene liberamente e senza oneri" anche se "l'estrazione di elenchi di indirizzi " è consentita invece "alle sole pubbliche amministrazioni per le comunicazioni relative agli adempimenti amministrativi di loro competenza".


Uno degli aspetti più interessanti, ma pure meno rassicuranti per via della mancanza  di quelle garanzie che solo la lunga esperienza assicura, è che l'Italia è il primo paese europeo ad aver introdotto per legge la posta elettronica certificata.


Nel caso specifico di noi giornalisti, l'applicazione pratica di questa legge configura però da subito una intricata serie di dubbi connessi alla corretta individuazione dei soggetti tenuti alla Pec obbligatoria. In primo luogo c'è infatti da capire bene a quali specifiche figure si riferisce la legge quando parla  ( art.7 )  di " professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato".


Nessuna incertezza ovviamente sul fatto che hanno l'obbligo di posta elettronica certificata tutti i colleghi giornalisti professionisti che esercitano la libera professione: quelli cioè che, con tanto di  partita Iva, dichiarano i propri redditi nel quadro RE del modello Unico.


Le complicazioni e le incertezze da chiarire a fondo sorgono invece quando ci si chiede se, tra questi "professionisti" indicati nel provvedimento del Governo, sono da considerarsi, o meno, tutti gli iscritti all'Odg senza alcuna distinzione , oppure se solo i giornalisti professionisti, o invece se, come per i colleghi professionisti della libera professione, l'obbligo Pec riguarda pure i pubblicisti configurati a livello fiscale come liberi professionisti.


   Insomma anche qui in primo luogo torna di nuovo al pettine soprattutto il nodo della natura anomala dell'Albo del nostro Ordine nel quale, anche se in elenchi ben distinti, convivono in parallelo due figure di natura giuridica totalmente differenti : i giornalisti professionisti e i pubblicisti. I primi, come sappiamo, che in base alla legge sull'ordinamento professionale esercitano in modo esclusivo la professione di giornalista  e i secondi che, sempre secondo la stessa legge, svolgono invece più semplicemente attività giornalistica continuativa e retribuita in parallelo ad altre professioni o mestieri. Siamo perciò certi che entrambe queste realtà del giornalismo siano assimilabili, ai fini di questo nuovo obbligo di legge,  alle figure giuridiche definite dal legislatore come "professionisti"?


Le risposte non tocca darle per certo a noi del Gsgiv dell'Alg. Non ne abbiamo certamente né l'autorità e neppure la competenza.


Le abbiamo perciò chieste, richieste e sollecitate, a partire dai primi giorni del dicembre scorso, ai vertici del Consiglio Odg della nostra regione, l'organismo istituzionale che, per noi lombardi, dovendo per legge provvedere poi alla gestione dei nostri stessi elenchi di indirizzi Pec, dovrà presto, tra le altre cose, cominciare pure a dare informazioni certe anche direttamente ai singoli colleghi .


Per ora però, pur essendo stati rassicurati che prima o poi i nostri quesiti troveranno adeguate risposte, siamo purtroppo ancora al punto di partenza.


Il silenzio su questo tema, comunque, non grava  totale solo sulla Lombardia. Per ora infatti, salvo notizie a noi sfuggite, nessun chiarimento è stato fatto anche su altri fronti regionali. Silenzio da tomba pure dall'organismo che sicuramente, anche in questo caso, è il  più autorevole e pure il più direttamente deputato a fare chiarezza per conto di tutti : l'Ordine nazionale dei giornalisti.


 


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


Legge 28 gennaio 2009 n. 2. "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale"  (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 22 del 28 gennaio 2009 - Supplemento Ordinario n. 14)


 


Art. 16. Riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese


1. All'articolo 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, sono apportate le seguenti modificazioni:


 


a) alla fine del comma 9 e' aggiunto il seguente periodo: «La mancata comunicazione del parere da parte dell'Agenzia delle entrate entro 120 giorni e dopo ulteriori 60 giorni dalla diffida ad adempiere da parte del contribuente equivale a silenzio assenso.»;


 


b) il comma 10 è soppresso.


 


2. All'articolo 37, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 i commi da 33 a 37-ter sono abrogati.


 


3. All'articolo 1, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 i commi da 30 a 32 sono abrogati.


 


4. All'articolo 1, della legge 24.12.2007, n 244, i commi da 363 a 366 sono abrogati.


 


5. Nell'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 sono apportate le seguenti modificazioni:


 


a) al comma 1, lettera a), le parole «un ottavo» sono sostituite dalle seguenti: «un dodicesimo»;


 


b) al comma 1, lettera b), le parole «un quinto» sono sostituite dalle seguenti: «un decimo»;


 


c) al comma 1, lettera c), le parole: «un ottavo», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «un dodicesimo».


 


5-bis. La lettera h)del comma 4 dell'articolo 50-bisdel decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, si interpreta nel senso che le prestazioni di servizi ivi indicate, relative a beni consegnati al depositario, costituiscono ad ogni effetto introduzione nel deposito IVA.


 


6. Le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrita' del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabilita' con analoghi sistemi internazionali. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto tutte le imprese, gia' costituite in forma societaria alla medesima data di entrata in vigore, comunicano al registro delle imprese l'indirizzo di posta elettronica certificata. L'iscrizione dell'indirizzo di posta elettronica certificata nel registro delle imprese e le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall'imposta di bollo e dai diritti di segreteria.


 


7. I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6 entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco riservato,consultabile in via telematica esclusivamente dalle pubbliche amministrazioni, i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata.


 


8. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, qualora non abbiano provveduto ai sensi dell'articolo 47, comma 3, lettera a), del Codice dell'Amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, istituiscono una casella di posta certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6 per ciascun registro di protocollo e ne danno comunicazione al Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione, che provvede alla pubblicazione di tali caselle in un elenco consultabile per via telematica. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e si deve provvedere nell'ambito delle risorse disponibili.


 


9. Salvo quanto stabilito dall'articolo 47, commi 1 e 2, del codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le comunicazioni tra i soggetti di cui ai commi 6, 7 e 8 del presente articolo, che abbiano provveduto agli adempimenti ivi previsti, possono essere inviate attraverso la posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6, senza che il destinatario debba dichiarare la propria disponibilità ad accettarne l'utilizzo.


 


10. La consultazione per via telematica dei singoli indirizzi di posta elettronica certificata o analoghi indirizzi di posta elettronica di cui al comma 6, nel registro delle imprese o negli albi o elenchi costituiti ai sensi del presente articolo avviene liberamente e senza oneri. L'estrazione di elenchi di indirizzi è consentita alle sole pubbliche amministrazioni per le comunicazioni relative agli adempimenti amministrativi di loro competenza.


10-bis. Gli intermediari abilitati ai sensi dell'articolo 31, comma 2-quater, della legge 24 novembre 2000, n. 340, sono obbligati a richiedere per via telematica la registrazione degli atti di trasferimento delle partecipazioni di cui all'articolo 36, comma 1-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nonche' al contestuale pagamento telematico dell'imposta dagli stessi liquidata e sono altresi' responsabili ai sensi dell'articolo 57, commi 1 e 2, del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131. In materia di imposta di bollo si applicano le disposizioni previste dall'articolo 1, comma 1-bis.1, numero 3), della tariffa, parte prima, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, come sostituita dal decreto del Ministro delle finanze 20 agosto 1992, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficialen. 196 del 21 agosto 1992, e successive modificazioni.


 


10-ter. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabiliti i termini e le modalita' di esecuzione per via telematica degli adempimenti di cui al comma 10-bis.


 


11. Il comma 4 dell'articolo 4 del regolamento di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e' abrogato.


 


12. I commi 4 e 5 dell'articolo 23 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante «Codice dell'amministrazione digitale», sono sostituiti dai seguenti:


 


«4. Le copie su supporto informatico di qualsiasi tipologia di documenti analogici originali, formati in origine su supporto cartaceo o su altro supporto non informatico, sostituiscono ad ogni effetto di legge gli originali da cui sono tratte se la loro conformita' all'originale e' assicurata da chi lo detiene mediante l'utilizzo della propria firma digitale e nel rispetto delle regole tecniche di cui all'articolo 71.


 


5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri possono essere individuate particolari tipologie di documenti analogici originali unici per le quali, in ragione di esigenze di natura pubblicistica, permane l'obbligo della conservazione dell'originale analogico oppure, in caso di conservazione ottica sostitutiva, la loro conformita' all'originale deve essere autenticata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a cio' autorizzato con dichiarazione da questi firmata digitalmente ed allegata al documento informatico.».


 


12-bis. Dopo l'articolo 2215 del codice civile e' inserito il seguente:


 


«Art. 2215-bis. (Documentazione informatica). - I libri, i repertori, le scritture e la documentazione la cui tenuta e' obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento o che sono richiesti dalla natura o dalle dimensioni dell'impresa possono essere formati e tenuti con strumenti informatici. Le registrazioni contenute nei documenti di cui al primo comma debbono essere rese consultabili in ogni momento con i mezzi messi a disposizione dal soggetto tenutario e costituiscono informazione primaria e originale da cui e' possibile effettuare, su diversi tipi di supporto, riproduzioni e copie per gli usi consentiti dalla legge. Gli obblighi di numerazione progressiva, vidimazione e gli altri obblighi previsti dalle disposizioni di legge o di regolamento per la tenuta dei libri, repertori e scritture, ivi compreso quello di regolare tenuta dei medesimi, sono assolti, in caso di tenuta con strumenti informatici, mediante apposizione, ogni tre mesi a far data dalla messa in opera, della marcatura temporale e della firma digitale dell'imprenditore, o di altro soggetto dal medesimo delegato, inerenti al documento contenente le registrazioni relative ai tre mesi precedenti. Qualora per tre mesi non siano state eseguite registrazioni, la firma digitale e la marcatura temporale devono essere apposte all'atto di una nuova registrazione, e da tale apposizione decorre il periodo trimestrale di cui al terzo comma. I libri, i repertori e le scritture tenuti con strumenti informatici, secondo quanto previsto dal presente articolo, hanno l'efficacia probatoria di cui agli articoli 2709 e 2710 del codice civile».


 


12-ter. L'obbligo di bollatura dei documenti di cui all'articolo 2215-bis del codice civile, introdotto dal comma 12-bisdel presente articolo, in caso di tenuta con strumenti informatici, e' assolto in base a quanto previsto all'articolo 7 del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 23 gennaio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficialen. 27 del 3 febbraio 2004.


 


12-quater. All'articolo 2470 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:


 


a) al primo comma, le parole: «dell'iscrizione nel libro dei soci secondo quanto previsto nel» sono sostituite dalle seguenti:


 


«del deposito di cui al»;


 


b) al secondo comma, il secondo periodo e' soppresso e, al terzo periodo, le parole: «e l'iscrizione sono effettuati» sono sostituite dalle seguenti: «e' effettuato»;


 


c) il settimo comma e' sostituito dal seguente: «Le dichiarazioni degli amministratori previste dai commi quarto e quinto devono essere depositate entro trenta giorni dall'avvenuta variazione della compagine sociale».


 


12-quinquies. Al primo comma dell'articolo 2471 del codice civile, le parole: «Gli amministratori procedono senza indugio all'annotazione nel libro dei soci» sono soppresse.


 


12-sexies. Al primo comma dell'articolo 2472 del codice civile, le parole: «libro dei soci» sono sostituite dalle seguenti: «registro delle imprese».


 


12-septies. All'articolo 2478 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:


 


a) il numero 1) del primo comma e' abrogato;


 


b) al secondo comma, le parole: «I primi tre libri» sono sostituite dalle seguenti: «I libri indicati nei numeri 2) e 3) del primo comma» e le parole: «e il quarto» sono sostituite dalle seguenti: «; il libro indicato nel numero 4) del primo comma deve essere tenuto».


 


12-octies. Al secondo comma dell'articolo 2478-bisdel codice civile, le parole: «devono essere depositati» sono sostituite dalle seguenti: «deve essere depositata» e le parole: «e l'elenco dei soci e degli altri titolari di diritti sulle partecipazioni sociali» sono soppresse.


 


12-novies. All'articolo 2479-bis, primo comma, secondo periodo, del codice civile, le parole: «libro dei soci» sono sostituite dalle seguenti: «registro delle imprese».


 


12-decies. Al comma 1-bis dell'articolo 36 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il secondo periodo e' soppresso.


 


12-undecies. Le disposizioni di cui ai commi da 12-quatera 12-deciesentrano in vigore il sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Entro tale termine, gli amministratori delle societa' a responsabilita' limitata depositano, con esenzione da ogni imposta e tassa, apposita dichiarazione per integrare le risultanze del registro delle imprese con quelle del libro dei soci».





Editore/proprietario/direttore: Francesco Abruzzo - via XXIV Maggio 1 - 20099 Sesto San Giovanni (MI) - telefono-fax 022484456 - cell. 3461454018
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR) - Anno VII Copyright © 2003

Realizzazione ANT di Piccinno John Malcolm - antconsultant@gmail.com