Genova, 5 marzo 2009. Il militare "mescolato" con i cronisti alla conferenza stampa (in Questura) del Sap sui temi della sicurezza in cui il sindacato presentava le proposte per chiedere al Comune di acquistare dotazioni di servizio agli agenti. Polemiche e proteste dei giornalisti (Sindacato, cronisti e Ordine professionale) che lamentano una "presenza" sempre più invadente di finti giornalisti in diverse attività dell'informazione
Può accadere che un carabiniere finto cronista partecipi a una conferenza stampa di un sindacato di polizia, "nascosto" (in modo poco credibile tra l'altro visto il piccolo numero di giornalisti presenti) tra i cronisti(veri), conferenza che si svolge al terzo piano della Questura nella sala riunioni?
Può accadere e accade a Genova dove (giustamente) ai giornalisti che ogni giorno sono in Questura per conferenze stampa e contatti vari, viene chiesto il tesserino, l'identificazione e via dicendo. Ma dove evidentemente un carabiniere può seguire una conferenza stampa sindacale come se fosse un giornalista.
Non è il primo caso che si verifica in tal senso. Se durante il G8 le pettorina gialle dell'informazione, clonate dalle forze dell'ordine, crearono molti problemi a giornaliti fotografi e telecineoperatori (clamorosa una ripresa del Tg5 che immortalò due sedicenti giornalisti in moto mentre brandivano una pistola in mezzo alla folla) da allora in poi il sistema è diventato (quasi) costante.
Un finto cronista venne scoperto inTribunale durante l'affollata conferenza stampa in sala stampa (dovrebbe essere una sorta di zona franca e inviolabile) di un palestinese indagato e assolto per una storia di finanziamenti all'Olp.
Negli ultimi tempi i cronisti genovesi hanno segnalato a sindacato, gruppo cronisti che fa parte del sindacato e ordine dei giornalisti la presenza sempre più frequente di cronisti sui generis durante manifestazioni, interviste a protagonisti di manifestazioni, presidi sindacali e altro. Con taccuini, telecamerine e altri attrezzi.
Oggi il caso più clamoroso che ha creato imbarazzi non solo e non tanto ai giornalisti e alle loro rappresentanze che lo hanno segnalato, quanto all'interno delle due diverse forze dell'ordine. Formalmente la riunione avrebbe dovuto svolgersi nella saletta sindacale, ma è un fatto formale e non di sostanza. «Rimane la curiosa - dicono i rappresentanti dei giornalisti - per così dire, interpretazione del diritto dovere di fare informazione. In qualche modo sotto scorta. Ma almeno, "saperlo" così - dicono i giornalisti - ciascuno si regola di conseguenza. Da domattina, curiosamente, cercheremo di capire se tra di noi c'è un poliziotto che segue una conferenza stampa al comando dell'Arma». (Il Secolo XIX).
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ECCO I COMUNICATI DELLE RAPPRESENTANZE
SINDACALI E PROFESSIONALI DEI GIORNALISTI
ASSOCIAZIONE LIGURE DEI GIORNALISTI
LA "RASSEGNA STAMPA"? LE FORZE DELL'ORDINE LA FANNO IN .DIRETTA
"Finti" giornalisti alle conferenze stampa e manifestazioni.Oggi anche a una conferenza stampa di un sindacato di polizia (Sap)
Era accaduto in passato e lo avevamo già denunciato. Torna a ripetersi in questi ultimi tempi: "cronisti" sconosciuti che compaiono con telecamerina, registratore, taccuino accanto ai giornalisti e fotogiornalisti (conosciuti e "veri", dipendenti o freelance) durante occupazioni universitarie, cortei sindacali, manifestazioni varie e, adesso, anche le conferenze stampa. "Cronisti" particolari che sono appartenenti alle forze dell'ordine, come segnalato negli ultimi tempi da molti colleghi e che si intrufolano. Nella confusione e nelle situazioni più critiche l'uno o l'altro dei giornalisti (veri) pensa che sia un nuovo collega. Invece no. L'ultimo caso, quantomeno stamane. Ad una conferenza del Sap, il sindacato autonomo di polizia, oltre ai giornalisti veri e conosciuti, c'era la solita presenza di un giornalista "finto" (un appartenente all'Arma). Una situazione degna delle vignette di Chiappori degli anni Settanta in cui le diverse forze dell'ordine si controllavano tra di loro anche con episodi grotteschi? Può darsi, ma l'episodio di stamane, conferma la delicatezza della situazione. Un fatto grave, ripetutosi negli ultimi tempi. Presenze che hanno creato problemi, creato disagi a chi esprimeva opinioni o commenti, creato disagi anche a molti e più giovani colleghi, un po' meno "scafati" e magari in difficoltà a dire o chiedere "scusa collega (.), per chi lavori tu?" Un fatto grave riferito al controllo verso chi esprime in una conferenza stampa idee, fatti, opinioni e spesso esposti o denunce e verso chi deve fare informazione, porre domande. Che le nuove norme sulle intercettazioni sottintendano questo tipo di "ascolto" e di classificazione - come accadeva un tempo - di chi parla, scrive, fotografa, video riprende? Vorremmo tutti credere che così non è, ma il ripetersi di questi episodi certamente non induce a essere fiduciosi. Ai colleghi, vecchi e giovani, l'invito a denunciare queste situazioni e in presenza di giornalisti "finti", a denunciarlo pubblicamente durante le varie occasioni di lavoro in cui si trovano controllati e, di fatto, in qualche modo schedati. Il sindacato dei giornalisti e le istituzioni della categoria saranno sempre con loro.
Marcello Zinola Segretario Associazione Ligure dei Giornalisti
GRUPPO CRONISTI LIGURI-FNSI
SPERIAMO CHE SIA L'INIZIATIVA DI UN CARABINIERE TROPPO ZELANTE....
Partiamo dal fatto, come è costume de i cronisti: questa mattina in questura a Genova, ad una conferenza stampa del Sap, sindacato di polizia, i colleghi hanno notato la presenza di un "infiltrato". Già, un finto cronista. Si è saputo in seguito chi era: un carabiniere del nucleo informativo che ha ritenuto opportuno partecipare alla conferenza stampa. Qualche osservazione: le conferenze stampa, per definizione, sono riservate ai giornalisti. Sono il momento in cui vengono comunicate notizie, espressi pareri, poste domande. E tutto questo deve avvenire in perfetta libertà, secondo una dialettica consolidata tra fonti e giornalisti. Quello che è accaduto oggi è un fatto gravissimo, che rappresenta un pericolo per la stessa libertà di informazione e rappresenta un'offesa per tutti colleghi cronisti. Ci auguriamo che si tratti dell'iniziativa personale di un carabiniere troppo zelante e non di un modo (che nuovo non è perché già in passato gli "infiltrati" erano stati notati) per controllare il lavoro dei giornalisti assumendo informazioni nel modo più scorretto possibile.
Alessandra Costante Presidente del Gruppo Cronisti Liguri
ORDINE LIGURE DEI GIORNALISTI DELLA LIGURIA
UNA "INTELLIGENCE" OFFENSIVA
L'attività di intelligence da parte di una forza dell'ordine nei confronti del sindacato di un'altra forza dell'ordine, svolta durante una conferenza stampa, si commenta da sola, ma è oltretutto offensiva nei confronti del lavoro dei giornalisti. Perciò denunciamo come un fatto di estrema gravità l'episodio che si è verificato stamane durante una conferenza del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia). E auspichiamo che i giornalisti possano svolgere il loro lavoro senza alcuna interferenza o condizionamento e così le fonti che si rivolgono a tutti gli operatori dell'informazione.
Attilio Lugli - Presidente Ordine Ligure dei Giornalisti