Milano, 5 marzo 2009. “L'Assemblea dei soci dell'Associazione per la formazione al giornalismo Walter Tobagi e il Consiglio di Presidenza dell'Afg (che gestisce l'Ifg Carlo De Martino) hanno approvato (19 voti a favore, 3 astenuti, 1 contrario) ieri sera una convenzione proposta dall'Università Statale per il rilancio della scuola di giornalismo Carlo De Martino…. L'accordo prevede inoltre che sia a carico dell'Afg un vice direttore e una unità amministrativa a tempo pieno con un costo complessivo che dovrà avere come base di riferimento il costo (50mila euro, ndr) già preventivato nel bilancio 2009 del Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia”: così dice la nota pubblicata questo pomeriggio nel sito dell’Ordine di Milano (www.odg.mi.it). La nota dà conto dell’esito della riunione, ma non spende una parola su una circostanza clamorosa: nella serata del 4 marzo la Link Campus University di Malta – con sede a Roma (via Nomentana 335) e la cui Fondazione è presieduta da Vincenzo Scotti, uno dei potenti della prima Repubblica, oggi sottosegretario agli Esteri del IV Governo Berlusconi - ha ufficializzato con lettera al Consiglio nazionale dell’Ordine l’offerta di assumere anche subito la gestione dell’Istituto “Carlo De Martino” per la Formazione al Giornalismo (“Ifg De Martino”).
La Link Campus University di Malta – il cui rettore è Juanito Camilleri - è un'università internazionale con sede a Roma. Istituita nel 1999, è stata la prima università straniera – si legge nel sito www.unilink.it - autorizzata a operare in Italia (D. M. del 7 novembre 1999). Al termine del ciclo triennale lo studente riceve il titolo accademico di Bachelor of Arts (BA) dell'Università di Malta. Il percorso biennale si conclude con il titolo accademico dell'Università di Malta: il Master of Arts (MA). I titoli rilasciati sono riconosciuti in Italia. La Link Campus University sta programmando l'apertura di nuove sedi remote, sia in Italia che all'estero, per fornire ulteriori opportunità di conseguire il titolo anche a distanza, avvalendosi dei più avanzati mezzi di trasmissione remota. Nello specifico sono ad oggi sono attive in Italia anche le sedi di Palermo e di Napoli.
Dell’offerta della Link campus Universty erano al corrente alcuni dirigenti dell’Ordine e dell’Associazione Tobagi, ma nessuno ne ha parlato ufficialmente nel corso della riunione. Perché tanta fretta di sottoscrivere una convenzione onerosa con la Statale di Milano? La parola decisiva spetta, comunque, soltanto al Consiglio nazionale dell’Ordine che difficilmente potrà riconoscere un secondo master in giornalismo all’Università statale di Milano (che ha il suo dal 2005). E poi non c’è da tutelare anche il principio comunitario della concorrenza (tra le Università)? La strada è in salita. Il Consiglio nazionale ha già manifestato in sede informale il suo disagio a stipulare una seconda convenzione con la Statale.
Il comunicato diramato dall’Ordine della Lombardia è a dir poco trionfale: “Giunti alla conclusione del XVI biennio, a 32 anni dalla inaugurazione dell'Istituto per la formazione al giornalismo (675 i giornalisti usciti dalla scuola di Milano), si è resa doverosa, infatti, una riflessione sul futuro di questa gloriosa realtà. Quando venne fondato da Carlo De Martino (l'atto costitutivo è del 27 novembre 1974, il primo biennio nel 1977/1979), l'Ifg era l'unica alternativa, in Italia, alla tradizionale via d'accesso alla professione. Così è stato per anni e, anche in seguito all'apertura di analoghe e numerose scuole in varie regioni del Paese (oggi ci sono 21 Master in giornalismo promossi dalle maggiori Università italiane), l'Ifg è stato l'unico a offrire la possibilità di frequenza e di praticantato a titolo praticamente gratuito. Oggi è tutto diverso. E' mutato il contesto del mercato editoriale e sono mutate le condizioni e le garanzie per una gestione efficace dell'Istituto. Il prossimo biennio 2009/2011 è poi messo a rischio anche dalla mancanza del principale e tradizionale sponsor economico dell'Associazione, cioè la Regione Lombardia. A partire dal 2010 infine l'Afg dovrà anche fare a meno della sede poiché la Regione ha provveduto alla sua vendita. S'è imposto dunque un ripensamento. Proprio per assicurare un rilancio all'altezza della sua storia l'Afg ha approvato la convezione con l'Università Statale di Milano. La convenzione prevede l'istituzione di un Master denominato "Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Milano /Ifg" il cui progetto sarà in piena rispondenza con il "Quadro di indirizzi per il riconoscimento, la regolamentazione e il controllo delle scuole di formazione al giornalismo" approvato dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti. La sede del Master sarà nel Polo di Mediazione interculturale e Comunicazione di Sesto San Giovanni (Milano) la cui scuola sarà ridenominata "Scuola di Giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano". Il Master avvierà alla professione 30 allievi (in possesso di laurea) per anno. La selezione per l'ammissione sarà tramite bando di concorso. L'Università metterà a disposizione del Master aule per lezioni e seminari, gli spazi, i supporti tecnologici e i servizi amministrativi e tecnici attualmente utilizzati dalla Scuola. La convenzione sarà poi sottoposta al nulla osta dell'Ordine nazionale dei giornalisti”.
Dopo la pubblicazione della penultima bozza di convenzione su questo sito sono state apportate alcune rettifiche al testo. E’ scomparsa questa clausola: “L’Associazione Tobagi si impegna inoltre a finanziare, direttamente o con fondi acquisiti da terzi, 5 vouchers biennali per ciascun biennio attivato, che coprano un importo pari alla metà della tassa di iscrizione prevista per gli studenti ammessi al master”. Lunedì 9 marzo i vertici dell’Ordine e dell’Afg Tobagi saranno ricevuti all’Assessorato Formazione professionale della Regione per trovare un impiego al contributo 2009/2010 di 280mila euro. La somma potrebbe essere utilizzata per un corso annuale di alta formazione non legata al praticantato giornalistico. Di sicuro i 280mila euro non potranno essere dirottati alla Statale anche se nella nuova e ultimissima bozza di convenzione figura questa clausola: “L’Associazione “Walter Tobagi” si impegna a contribuire agli oneri connessi al funzionamento del corso per master, fornendo un vice-direttore dei laboratori e delle testate, dedicato all’attività pratico-professionale del master a tempo parziale per non meno di cinque mezze giornate settimanali, e una unità di personale amministrativo a tempo pieno, scelti d’intesa con il Direttore della Scuola. L’Associazione si impegna inoltre a sollecitare il finanziamento su fondi della Regione Lombardia o di terzi di 5 vouchers biennali per ciascun biennio attivato, che coprano un importo pari alla metà della tassa di iscrizione prevista per gli studenti ammessi al master”. Il costo dei 5 vouchers (“buoni formativi”) è di 97.500 euro pari alla metà del gettito (195mila euro) delle rette pagate dai 30 allievi/praticanti (ognuno dovrà versare 6.500 euro all’anno). Se non paga la Regione, chi paga? L’Ordine di Milano? Nel bilancio 2009 dell’Ordine figura, come riferito, lo stanziamento di appena 50mila euro per l’Afg Tobagi, somma insufficiente per le retribuzioni del vicedirettore a tempo parziale e dell'impiegata a tempo pieno.
Ora la parola passa al Consiglio nazionale dell’Ordine per scrivere la parola definitiva sulla conclusione della storia dell’Ifg De Martino legata strettamente all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia.
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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3423
IFG “CARLO DE MARTINO”:
la convenzione tra l’Ordine lombardo e l’Università statale
è scritta, ma il Consiglio è spaccato sull’entità del contributo preteso
dall’Ateneo (200mila euro), mentre la crisi dei mass media
dal 2003 ad oggi ha mandato in frantumi il “sogno” di tanti giovani
diventati professionisti. Gli assunti sono pochissimi, mentre i precari
formano un reggimento. Possono le scuole dell’Ordine sfornare solo
precari? O è meglio ridurle da 18 a 6 (tre a Milano e tre a Roma), negando
il praticantato alle altre 12? E’ urgente una decisione drastica.
L’Ordine deve rispondere a una domanda che viene dal basso: gli euro versati dagli iscritti, come quota annuale, possono essere spesi per coloro che diventeranno giornalisti o devono essere spesi per coloro che sono già giornalisti e che sono senza lavoro? All’Ordine anche il sindacato chiede di finanziare corsi sofisticati di aggiornamento professionale che possano dare una speranza a chi oggi è disoccupato.
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