Venezia/Mestre, 16 febbraio 2009. L’assemblea dei giornalisti de Il Gazzettino, riunita a Mestre in data odierna, ha approvato all’unanimità (73 voti favorevoli) il documento che pubblichiamo e che si conclude affidando al Cdr un pacchetto di dieci giorni di sciopero da utilizzare contro eventuali azioni unilaterali dell'editore.
L’assemblea dei giornalisti de Il Gazzettino
Ritiene
Che i pesanti interventi preannunciati da parte dell’Azienda editrice sia sulla struttura del giornale che sul piano occupazionale siano affrettati e non sufficientemente motivati alla luce del bilancio 2008, di cui peraltro non c’è ancora disponibilità, e di proiezioni tutte da verificare sull’anno 2009 e che comunque un intervento di tale portata non può prescindere da un contestuale piano di rilancio;
Rileva
Che dopo lunghi anni di battaglie legali per il controllo de Il Gazzettino ed il conseguente devastante disimpegno sul fronte editoriale si imponeva, come più volte e in più sedi sottolineato dalla redazione, una totale inversione di rotta e l’immediata messa in campo di progettualità e risorse per garantire la necessaria e indispensabile competitività in edicola alla testata, restituendole quella solidità che oggi avrebbe consentito di affrontare con una serenità ed una tempistica più meditate la crisi economica;
Sottolinea
Che in assenza del suddetto progetto editoriale, peraltro più volte sollecitato, si vorrebbe avviare una trasformazione dell’identità più profonda de Il Gazzettino, fino a toccare la sua stessa ragione di essere, da storica testata del Nordest a un “ibrido” del Veneto orientale, almeno per quel che è dato ad oggi capire;
Denuncia
Che tale eventuale arretramento strutturale de Il Gazzettino pone incognite sul futuro tali da mettere a rischio la stessa sopravvivenza della testata come riferimento indispensabile per le genti veneto-friulane;
Chiede
A fronte dell’evidente e perdurante disaffezione dei lettori, una radicale riflessione a tutto campo sull’impostazione generale e sul posizionamento della testata, a partire dai contenuti e dall’organizzazione del lavoro, oggi assolutamente inadeguata per le esigenze di una testata moderna e di un territorio complesso;
Rivendica
Il merito di una disponibilità concessa dalla redazione fin dal luglio 2006 a Direzione giornalistica e Azienda, ripagata peraltro con continui interventi unilaterali tali da esasperare la redazione e da imporre anche in queste ore il ricorso alla magistratura, dopo aver constatato l’indisponibilità a trovare soluzioni nel naturale ambito del confronto sindacale, come sarebbe nel comune interesse;
Riafferma
Che il confronto con l’Azienda, al quale la redazione non vuole certo sottrarsi, debba procedere alla luce delle considerazioni sopra esposte;
Affida
Al Comitato di Redazione un primo pacchetto di 10 giorni di sciopero, che andrà eventualmente utilizzato contestualmente ad un’ampia e capillare azione di informazione e denuncia pubblica sulle azioni che l’Editore intendesse perseguire unilateralmente.
(fonte: www.senzabavaglio.info)