Unione Comuni Valdaso. GIORNALISTA CERCASI CON ASTA AL RIBASSO
Ancona, 11 febbraio 2009. L'incredibile vicenda, portata alla luce dal Sindacato dei Giornalisti Marchigiani, riguarda una ricerca di lavoro promossa dall'Unione Comuni Valdaso per il ruolo di addetto stampa e redattore, da assegnare attraverso una gara a chi si svendeva per lo stipendio più basso. Al malcapitato, inoltre, si chiedeva di svolgere la ricerca pubblicitaria degli inserzionisti, in spregio alle regole della deontologia. L'episodio è stato immediatamente segnalato all'Ordine delle Marche e il Sigim ha diffidato l'ente dal procedere all'apertura delle buste. A onore della categoria c'è da dire che c'è stato un solo partecipante.
Il Sindacato dei Giornalisti Marchigiani ha portato alla luce una vicenda davvero singolare, che riguarda l'Unione Comuni Valdaso, che riunsce le amministrazioni di sette paesi della provincia di Ascoli Piceno. L'ente, infatti, denuncia il Sigim, ha «disposto un'umiliante gara d'asta al ribasso
per attribuire un incarico solo parzialmente giornalistico (la redazione/direzione del periodico dell'Unione Valdaso, l'attività di addetto stampa dell'Unione, l'aggiornamento costante del sito internet) e per il resto di natura squisitamente editoriale (stampa e imbustamento delperiodico) e pubblicitaria (obbligo contrattuale del giornalista di ricercare inserzioni i cui proventi sarebbero stati suddivisi tra amministrazione (70%) e giornalista (30%) secondo il previsto tariffario». Un pastrocchio che mostra «assoluto spregio della professionalità giornalistica, e totale ignoranza dei meccanismi e delle regole della professione», sottolinea il Sigim, che ha immediatamente segnalato l'episodio all'Ordine dei Giornalisti delle Marche e ha diffidato formalmente l'Unione Valdaso dal procedere all'apertura delle buste, chiedendo anche la sospensione dell'avviso pubblico per il conferimento dell'incarico, in considerazione di evidenti profili di illegittimità sia sul piano formale, sia dei contenuti, compreso l'obbligo all'osservanza - pena sanzioni - delle indicazioni fornite dall'amministrazione, del tutto incompatibile con la deontologia professionale. Tutto questo senza poi contare la retribuzione offerta - intorno ai 3 mila euro annui - che il Sigim definisce «un trattamento da raccoglitori di pomodori in clandestinità».
«È vergognoso - scrive in una nota il sindacato marchigiano - che i sindaci di sette Comuni della Repubblica Italiana consentano la pubblicazione di un simile avviso di gara che fa strage della professionalità giornalistica e distrugge la credibilità della pubblica amministrazione. Le Unioni dei
Comuni erano nate per condividere progetti e costi sostenibili. Assumere un addetto stampa con contratto degli enti locali costa 28.000 euro annui. È perciò impensabile che sette Comuni delle Marche non vogliano investire 4 mila euro annui ciascuno in attività di informazione.
A onore dei giornalisti delle Marche segnaliamo che il bando è fallito. Una sola offerta - presentata dal giornalista legale rappresentante della cooperativa editoriale Mediaservice, che nei precedenti sei anni aveva fondato il giornale della Valdaso - non porterà alla costituzione del rapporto. Il collega ha infatti partecipato al solo scopo preventivo di tutelare meglio i propri legittimi interessi in ogni possibile sede e ha già comunicato al sindacato che non firmerà mai questo contratto capestro. I giornalisti delle Marche hanno così sventato questo ennesimo assalto alla dignità della professione. Ai sindaci dell'Unione Valdaso assicuriamo ampia disponibilità a valutare percorsi legittimi e credibili per le attività di informazione dell'ente o dei Comuni che lo costituiscono. Il Sigim, d'intesa con il Gus (Gruppo Uffici stampa delle Marche) e con l'Ordine dei giornalisti delle Marche (che sul suo sito ha egualmente censurato il bando), manterrà la più ampia vigilanza sul caso attraverso i propri organi e il proprio staff legale».
S.P.
12-02-2009
AGENDACOMUNICAZIONE
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