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Stampa

INTERNET. RODOTA’:
USA ELEGGONO OBAMA
VIA WEB E NOI
CENSURIAMO LA RETE.

In coda un articolo di Anna Masera
Masi smentisce la notizia

Roma, 28 gennaio 2009. ”Nel momento in cui si parla di Obama come il presidente eletto da internet e si sottolinea l’importanza determinante che ha avuto il web per la sua campagna elettorale e per la creazione di una nuova rete di relazioni politiche e sociali in Italia non siamo capaci di andare oltre la vecchia logica della censura. E poi c’e’ un lampante conflitto di interessi da parte del premier”. Così il professor Stefano Rodotà commenta la notizia di un’imminente proposta di legge, arrivata al Comitato tecnico governativo, contro la pirateria, che spingerebbe verso una censura di internet, in un’intervista al sito internet di Articolo21. ”Questa iniziativa - continua Rodota’ -, di cui sono ancora nebulosi sia gli autori che i contorni mi sembra un atto di arretratezza culturale e di prepotenza politica”. Rodotà definisce ”fondato” il sospetto che con la ’scusa’ di preservare la proprietà intellettuale sulla rete si cerca di metterla sotto il controllo del potere politico. Ed è fondato perche’ ”la rete, e soprattutto internet 2.0, il cosiddetto social networking (Facebook, My Space… ndr) stanno cambiando anche il panorama politico e non possono essere intercettati con vecchie logiche autoritarie che tendono a proporre la conoscenza non come un bene ma come un puro oggetto di una proprietà da tutelare a ogni costo”. Quando ”ci si appella alla regolamentazione della rete” - sottolinea l’ex garante per la privacy - questo ”non può avvenire con una specie di cambiale in bianco che dovrebbe essere lasciata al governo. Oggi la discussione internazionale, che ha avuto un momento significativo nell’Internet Governance Forum in India del dicembre scorso mette sempre più l’accento sulla necessita’ di garantire i diritti in rete con un vero internet bill of rights, una sorta di costituzione per internet, all’interno della quale collocare poi le regole per una corretta utilizzazione della rete; regole che, tuttavia, dovrebbero seguire un processo che non sia quello della pura imposizione dall’alto”. (ASCA)


 


Ddl sulla pirateria digitale.


Siae e le istituzioni che


scoprono potere di YouTube,


ma non dell'e-democracy



Anna Masera /La Stampa del 23/1/2009


Roma, 22 gennaio 2009. La Gelmini comunica le prove di maturità, il Papa nel giorno dell'accordo Google-Vaticano esterna contro il digital divide e l'accesso per tutti. Ma intanto AltroConsumo scopre un ddl anti-pirateria redatto senza consultare il popolo della Rete, come promesso dal governo...


E così oggi, dopo la conferenza stampa con Google in cui il Vaticano ha annunciato lo sbarco su YouTube e le esternazioni del Papa in favore di Internet, la ministra dell'istruzione pubblica Gelmini si è affrettata ad annunciare su YouTube le seconde prove di maturità. Una prova...di maturità delle nostre istituzioni, che cercano il dialogo con la generazione digitale? Benvengano la moda di YouTube e di Facebook, se servono a divulgare le potenzialità di Internet per comunicare con il  pubblico.


Le tecnologie digitali sono «un vero dono per l’umanità» ha dichiarato oggi Papa Ratzinger nel suo messaggio per la 43esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, ma sarebbe «un grave danno» se non fossero accessibili a tutti, e specialmente ai più poveri e agli emarginati. (Riporto il virgolettato completo dell'Ansa: «È gratificante - afferma il Papa - vedere l’emergere di nuove reti digitali che cercano di promuovere la solidarietà umana, la pace e la giustizia, i diritti umani e il rispetto per la vita e il bene della creazione. Queste reti possono facilitare forme di cooperazione tra popoli di diversi contesti geografici e culturali, consentendo loro di approfondire la comune umanità e il senso di corresponsabilità per il bene di tutti. Ci si deve tuttavia preoccupare - avverte - di far sì che il mondo digitale, in cui tali reti possono essere stabilite, sia un mondo veramente accessibile a tutti. Sarebbe un grave danno per il futuro dell’umanità - ha insistito - se i nuovi strumenti della comunicazione, che permettono di condividere sapere e informazioni in maniera più rapida e efficace, non fossero resi accessibili a coloro che sono già economicamente e socialmente emarginati o se contribuissero solo a incrementare il divario che separa i poveri dalle nuove reti che si stanno sviluppando al servizio dell’informazione e della socializzazione umana»).


 «La creazione di un canale vaticano su Youtube non prelude alla chiusura nè di Radio Vaticana nè dell’Osservatore Romano» ha aggiunto padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana. «Questo canale - ha detto - è solo un passo verso cose nuove proposte in modo nuovo. Significa essere capaci di comunicare a tutti, se necessario anche con le onde corte come fa ancora la Radio Vaticana e con le quali si arriva a toccare numerosi Paesi. Tanti sono su You Tube, tanti ascoltano la Radio, si tratta quindi di tenere presente tutti i possibili destinatari. La Chiesa impara a scegliere ed usare i mezzi migliori».


Una bella lezione alle istituzioni politiche italiane, ancora indietro rispetto a Obama in fatto di democrazia elettronica. Peccato che proprio oggi Altroconsumo denunci che le istituzioni non sanno proprio che cosa sia, la democrazia elettronica...Il portale dell'associazione dei consumatori pubblica un disegno di legge della Siae sulla pirateria digitale che pare sia già approdato sul tavolo del neonato Comitato tecnico presieduto da Mauro Masi senza che questo abbia ancora consultato il Popolo della Rete come promesso.


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aggiornamento del 26 gennaio 2009 ore 16.30


La Siae ci ha mandato adesso un comunicato di precisazione via email, con preghiera di pubblicazione. Eccolo:


"Siae non detta regole. In riferimento al documento riguardante la diffusione telematica delle opere in rete che circola sul web, la Società Italiana Autori Editori smentisce che il testo della cosiddetta proposta di legge sia a questa attribuibile. La Siae svolge infatti un ruolo di supporto e collaborazione all’interno del “Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale”, unico organismo deputato ad elaborare una eventuale proposta di legge. Roma, 26 gennaio 2009"


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Ho chiesto all'avvocato Guido Scorza che cosa ne pensa e in effetti si chiede chi possa allora averlo redatto quel documento, da cui peraltro la Siae non prende le distanze...


 



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Internet/ Vita: Chiarimento con Masi, nessun bavaglio alla rete. Ma proporremo specifica audizione in Parlamento


Roma, 29 gennaio 2009. Nessun bavaglio alla rete. Lo assicura il senatore Vincenzo Vita, vice presidente del Pd in commissione Cultura a Palazzo Madama, dopo un “utile” colloquio con Mauro Masi, direttore del dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio, che “ha chiarito che non vi è alcuna proposta di legge tesa a mettere bavagli ad Internet”. “Il chiarimento - spiega Vita - si era reso necessario dopo le anticipazioni di ‘Altro Consumo’ circa una ipotetica proposta di legge sulla pirateria digitale che avrebbe avuto qualche contorno censorio. Bene se è così. Del resto non possiamo che fidarci delle rassicurazioni di Masi. Proporremo, anzi, una specifica audizione nelle Commissioni competenti del Parlamento sulla materia”. (Apcom)






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