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Stampa

RUSSIA: LEBEDEV, DA EX SPIA
A MAGNATE EDITORIA LIBERAL.
RILANCIO MILIONARIO
Di 'EVENING STANDARD'.
SOGNA MASS MEDIA GLOBALI

di Claudio Salvataggio/ANSA


Mosca, 22 gennaio 2009.  Da ex spia del Kgb a miliardario e, ora, campione della libertà di stampa che sogna un mezzo di comunicazione globale contro gli autoritarismi: è l'originale parabola di Aleksander Lebedev, 49 anni, che oggi ha ufficialmente annunciato l'acquisto della maggioranza dello storico quotidiano inglese - in crisi - 'Evening standard', promettendo di rilanciarlo con «decine di milioni di sterline almeno nei prossimi due anni» senza toccare linea editoriale e organici. Anzi, con la prospettiva di rendere i giornalisti co-proprietari del giornale. Una vera manna, in un settore in crisi in tutto il mondo, a partire da un quotidiano blasonato come il 'New York Times', che potrebbe essere salvato da un altro miliardario, questa volta messicano. Un destino, quello degli oligarchi russi in soccorso di società in crisi, iniziato con la conquista del Chelsea da parte di Roman Abramovich, ma che ora qualcuno teme diventi un pericoloso colonialismo mediatico: è dei giorni scorsi la notizia che il rampollo di un altro magnate russo, Aleksander Pugaciov, figlio del banchiere e senatore Serghei Pugaciov - del partito putiniano 'Russia Unità -, ha acquisito il controllo di uno storico quotidiano europeo, 'France Soir', ex faro della stampa francese ora in cattive acque. Nei confronti di Lebedev restano i timori che voglia o possa interferire nella politica britannica, nonostante le sue assicurazioni in senso opposto fornite a 'The Guardian', secondo il quale la transazione sarebbe stata autorizzata dal Cremlino, i cui rapporti con Londra restano tesi dopo il caso Litvinenko. L'oligarca russo avrebbe tentato di acquistare prima 'The Times' e poi 'The Independent', ripiegando infine sull' 'Evening Standard', messo in crisi nel 2007 dalla concorrenza di un quotidiano serale gratuito, il 'London Paper', del gruppo Murdoch: le perdite sono valutate in 20 miliardi di sterline l'anno. Lebedev l'ha pagato simbolicamente una sterlina per ottenere il 75,1% delle azioni - il restante 24,9% verrà mantenuto dall'antico proprietario - ma dovrà scucire decine di miliardi per il rilancio, come ha promesso oggi, annunciando il pieno coinvolgimento della redazione. Per farlo ha già venduto un castello vicino a Perugia e un aereo di cui si serviva occasionalmente, ma può contare anche sui suoi cospicui pacchetti azionari in Aeroflot, Ilyushin (aerei), Sberbank e Gazprom. Con l'ultimo presidente dell'Urss Mikhail Gorbaciov detiene anche il 49% di 'Novaia Gazetà, il quotidiano di opposizione per cui scriveva Anna Politkovskaia: un bel biglietto da visita per chi vuole accreditarsi come paladino della libertà e dei diritti civili, e che Lebedev vuole sfruttare in vista di possibili sinergie editoriali. Resta il suo passato da spia, perchè «non esistono ex spie, come non esistono ex ginecologi», ha scherzato oggi in una conferenza stampa, assicurando poi però di aver chiuso con il Kgb nel 1992, dopo averci lavorato come tenente colonnello impegnato contro la fuga di capitali all'estero. «Non dimenticate le mie idee socialdemocratiche», ha ammonito l'oligarca, che figura tra i compagni di avventura con cui Gorbaciov vuole fondare un nuovo partito. E, a conferma della sua nuova «missione», ha confessato il suo sogno proibito: creare un mezzo di informazione di massa globale per difendere la libertà di stampa e lottare contro l'autoritarismo, con un consiglio di amministrazione di cui vorrebbe facessero parte personalità di reputazione irreprensibile, da Gorbaciov a Nelson Mandela, da Bill Gates a Tony Blair. (claudio.salvalaggio ansa.it). (ANSA).





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