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Stampa

Information safety
and freedom (Isf):
“La giornalista
Anastasia Baburova è
la 47/a vittima in Russia”

Roma, 20 gennaio 2009. Anastasia Baburova, uccisa a Mosca assieme all'avvocato Stanislav Markelov, è ''il quarantasettesimo giornalista ucciso nella Federazione Russa dal 2000, anno di insediamento di Vladimir Putin''. Lo afferma, in una nota, Information safety and freedom (Isf), l'associazione per la libertà di stampa nel mondo, dopo l'omicidio della stagista della rivista Novaja Gazeta avvenuto ieri a Mosca. 


Isf parla di ''una lunga striscia di sangue'' iniziata il 16 ottobre 2000, presso Tblisi, ''con l'omicidio, tuttora impunito, di Antonio Russo, inviato di Radioradicale che denunciava, come Anna Politkovskajia e la stessa Baburova, del genocidio messo in atto da Mosca contro il popolo ceceno. Ma il mondo continua a ignorare entrambi: il massacro dei Ceceni e quello dei giornalisti''.


''Secondo l'agenzia Novosti - commenta il presidente di Isf Stefano Marcelli - Anastasia era stata posta sotto stretta sorveglianza dalla polizia. C'è da chiedersi se questo abbia aumentato la sua sicurezza oppure sia stata la sua condanna.


Anastasia si occupava dell'espansione dei movimenti neonazisti nel suo Paese, un fenomeno inquietante, che produce centinaia di omicidi razzisti e continue aggressioni ai militanti dei diritti civili e che da più fonti risulta sostenuto dal partito di Vladimir Putin. I giornalisti - conclude Marcelli - potrebbero rendere omaggio ai propri colleghi uccisi, facendo luce su questi fatti e rompendo l'omertà che nasconde al mondo le sanguinarie nefandezze del regime post-sovietico fondato da Putin''. (ANSA)


 


 





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