1 - Borderò, visto si tagli...
Claudio Plazzotta per "Italia Oggi"
I grandi gruppi editoriali cercano di razionalizzare dove possono e tagliano i compensi ai collaboratori esterni. Firme di punta e pubblicisti di belle speranze, insomma, dovranno accontentarsi di qualche euro in meno pur di continuare a scrivere per le testate della Rcs quotidiani, di Repubblica, della Mondadori o del Sole-24 Ore. In genere, il sacrificio richiesto è attorno al 20/25%.
Il provvedimento più politically correct, se proprio vogliamo guardare, è quello preso da Ezio Mauro a Repubblica: -20% per tutti i collaboratori che però fatturano al gruppo oltre i 30 mila euro l'anno. Quindi si taglia, come è giusto in un momento di crisi, ma partendo innanzitutto da quelli che già guadagnano di più.
Tanto per dare una cifra indicativa, l'intero Gruppo Editoriale L'Espresso, nel 2007, ha avuto costi redazionali (voce dove, cioè, sono compresi anche i compensi giornalistici ai collaboratori esterni) pari a 38,5 milioni di euro. Se nel 2009 riuscisse a risparmiare il 20%, si potrebbero ottenere circa 5-6 milioni di euro da usare per altre iniziative.
Anche al Sole-24 Ore l'amministratore delegato Claudio Calabi ha dato indicazione ai direttori di ridurre i compensi a borderò del 25%. Il Sole 24 Ore spa, nel 2007, ha avuto spese di consulenza e collaborazioni pari a quasi 21 milioni di euro. Pure qui, quindi, si tratterebbe di risparmiare circa 5 milioni di euro in un anno.
In Rcs quotidiani c'è stata, invece, una sorta di nota di indirizzo fornita dall'amministrazione a capiredattori e direttori: diminuire le spese per i collaboratori esterni, valutando, poi, caso per caso e persona per persona. Si parte da un -20% indicativo, che poi può anche salire per le firme meglio pagate. Grande attenzione, comunque, a non incrinare rapporti di fiducia consolidati nel tempo, e a non impoverire troppo il parco collaboratori dei quotidiani di via Solferino.
Stessa cosa in Mondadori, dove la voce "Collaborazioni di terzi" ha inciso per oltre 25 milioni nel bilancio 2007, di cui meno della metà va comunque attribuita alle collaborazioni di tipo giornalistico (ci sono, infatti, molti collaboratori sul fronte Libri). A Segrate, tuttavia, vige già da qualche anno una forte tradizione nel porre attenzione alla massima efficienza sui borderò. I direttori, cioè, sono da tempo allertati sull'ottimizzare i costi delle voci "collaborazioni giornalistiche" e "straordinari". Perciò la situazione non è di quelle che necessitano tagli drastici. Vale, a Palazzo Niemeyer, la regola del caso per caso, con indicazioni di massima, per alcune testate, nell'ordine del -10%.
2 - Avvenire la mosca bianca: +1,8%...
Andrea Secchi per "Italia Oggi"
A quanto pare c'è un giornale che ha santi in paradiso. Fra i maggiori quotidiani italiani che diffondono più di 100 mila copie al giorno, infatti, è l'unico a veder crescere i numeri in periodi di magra per tutti. Chiaro che non poteva essere che il giornale dei vescovi, Avvenire. A dicembre del 2008 le copie diffuse sono state 103.315 mila, l'1,8% in più rispetto allo stesso mese del 2007, oltre 1.800 in termini assoluti. Se si considerano i 12 mesi, il 2008 ha fruttato una crescita pari all'1,6%, per 106.000 copie medie.
Il buon risultato, scherzi a parte, si replica anche sul fronte pubblicitario. La società guidata dal d.g. Paolo Nusiner ha fatto sapere di aver chiuso il 2008 con un +7,5% nella raccolta per il quotidiano, un dato proveniente dal +13,6% di raccolta diretta e dal +4% attraverso Publicinque, la concessionaria creata all'inizio dell'anno scorso. Nell'ultimo triennio l'incremento di pubblicità si attesta al 20%.
A parte questa crescita, i nove quotidiani elencati in tabella non hanno grandi performance. Quello del Messaggero può considerarsi un sostanziale pareggio, con una perdita limitata allo 0,5% che si traduce in 1.050 copie in meno. Limitato nonostante tutto è anche il calo del Sole-24Ore: -1,9%, che comunque corrisponde a una non trascurabile diminuzione di 6.285 copie. Poi si va dal -4,6% di Libero (6.100 copie in meno) al -15,2% di Repubblica.
In un periodo come questo, però, le cifre non hanno più il significato classico. Ormai il calo è anche pulizia delle diffusioni per risparmiare sui costi e chi più chi meno sta tagliando sugli omaggi, allegati, estero e così via. Un caso tipico è quello di Repubblica che ha dirottato le copie della scuola sull'edizione online.
Quindi le percentuali sono segno nella maggior parte dei casi non solo di un calo in edicola, ma anche di eliminazione di copie regalate. Per avere i singoli dati sulle edicole si dovrà aspettare come al solito l'uscita ufficiale dei numeri dell'Accertamenti diffusione stampa, che comunque sono sempre medie annuali e mai sui mesi singoli come queste pubblicate oggi.
In ogni caso, Repubblica va giù del 15%, per un totale di 90.260 copie, mentre il Corsera scende dell'8%, perdendo 52.657 copie. In calo anche la Gazzetta dello Sport che pure registrato un anno molto buono in termini di diffusioni. La flessione del 6% è attribuita al confronto con un dicembre 2007 favorevole dopo la vincita della Coppa Intercontinentale da parte del Milan (nel 2008 è stata vinta dal Manchester United). È anche vero, però, che questo è il risultato peggiore della testata sportiva in tutti i 12 mesi passati.
Infine Il Giornale diretto da Mario Giordano. Il calo è del 6,4%, pure in questo caso, fanno sapere da via Negri, la responsabilità è del processo di pulizia delle diffusioni, il cui effetto si vedrà ancora per qualche tempo.
Fonte: www.dagospia.com del 20/1/2009